Quella SEO che non è marketing

by francesco 1.2K views0

Accapigliarsi sulle definizioni è una cosa che succede spesso quando non sappiamo bene di cosa stiamo parlando. Ma quanta SEO c’è là fuori? E a cosa serve?

Quella SEO che non è marketing
Quella SEO che non è marketing

Il marketing e la SEO. Quest’articolo nasce da una segnalazione “anonima” di Roberto Santoli nel gruppo dei Fatti. Roberto (si intuisce) ce l’ha un po’ con un docente di master (un masterizzatore) che sosterrebbe la lontananza della SEO dal marketing. L’espressione sarebbe “la SEO non è marketing”.

Cosa ne penso?

Mettiamola così, penso che la SEO black hat sia effettivamente lontana dalle riflessioni sul marketing. La black hat pura punta a trovare lo stratagemma per migliorare il posizionamento di pagine web che evidentemente non meriterebbero più visibilità di altre, altrimenti perché cercare il trucco? A me la black hat non piace, perché sposta l’attenzione da ciò che serve agli utenti a ciò che serve al proprietario del progetto (nemmeno al progetto in sé). Assume di non potercela fare o peggio, che non ci siano altre strade da percorrere per ottenere un sito migliore.

Non c’è niente di più rinunciatario che smettere di ragionare su come migliorare un sito web e mettere in pratica tecniche black che “funzionano di sicuro”. Già vedo le considerazioni del tipo “eh, ma su certe serp dove lo fanno tutti, devi per forza uniformarti, altrimenti sei fuori”. È vero, com’è vero che quel tipo di SEO in effetti non c’entra niente con il marketing.

La SEO che è marketing

C’è un altro tipo di SEO, che invece non punta al colpo gobbo, ma ad ottimizzare TUTTO. Quest’espressione mi piace molto perché mette insieme i SEO che misurano e quelli che comprendono, aggregandoli in una sola grande visione globale.

Ottimizzare tutto significa avere un codice pulito, una buona struttura di link interni, una buona keyword research, un buon web monitoring e magari un sito web che complessivamente risponda ai principi di usabilità per il segmento in cui si affaccia. Cosa c’entra il marketing in tutto questo? Secondo me tantissimo, soprattutto se pensiamo al marketing come all’insieme dei mezzi per leggere e affrontare un mercato d’interesse. 

I SEO migliori che conosco sostengono l’importanza di un approccio olistico alla SEO, che tenga conto dei bisogni delle persone e di come soddisfarli. La SEO che facilita le conversioni è certamente più vicina al marketing rispetto a quella che si limita a produrre visite pur profilate. Il masterizzatore di cui sopra ha ragione quando dice che la SEO non è marketing, almeno per come lui vede la SEO. Ha ragione anche chi fa SEO per migliorare la vita delle persone oltre che la propria. Per questi la SEO è marketing, senza dubbio. 🙂

Conclusioni

Detto questo, siamo proprio sicuri che il marketing serva a migliorare la vita delle persone? Vorrei concludere lanciando una provocazione ai paladini della giustizia, difensori del “marketing a 360°”. Ma il marketing non sta per caso diventando sempre di più (e solo) un modo per vendere? Va bene che alla fine ci si deve pur guadagnare, ma per quanto tempo è possibile fare soldi raccontando alle persone che i maiali volano? 

La mia verità è che questo modo di vedere il marketing è agonizzante da tempo, smascherato dalla pervasività dei social network. Fa bene Alex Giordano a parlare di societing, cioè dello spostamento di attenzione dai mercati fatti di persone alle persone che fanno i mercati. Un grande passo in avanti per la nostra civiltà, checché ne pensino quelli bravi, quelli furbi… e quelli che la SEO è morta.