Seeding Granulare di Contenuti e Menzioni

by francesco 1.1K views0

seeding granulare
seeding granulare

Sembrerebbe banale dire che all’aumentare delle condivisioni di un articolo aumentano anche le visualizzazioni. Oggi vorrei riflettere su come costruire una “mappa” dei siti web in cui fare seeding di contenuti da un lato e di menzioni dall’altro, e di come questa mappa possa non solo aumentare le visualizzazioni all’atto della condivisione, ma influisca positivamente sulla visibilità organica.

Cosa si intende per seeding granulare?

Ho mutuato il concetto dalla sintesi granulare, una particolare tecnologia audio che suddivide una forma d’onda in particelle sonore per poi riaggregarle dando loro intonazione. Il risultato è un suono la cui pasta è appunto “granulosa”, come dire “zuccherina”… beh, dovresti ascoltare per fartene un’idea. 

Forum e Blog

Rispetto alla SEO, possiamo dire di avere un seeding granulare quando non ci limitiamo a condividere il link ad un articolo in un sito web, ma riusciamo a presidiare le pagine più credibili del sito conmenzioni e co-occorrenze di termini per i quali otteniamo già buoni risultati di posizionamento, o ancora concetti latenti in caso stiamo tentando di espandere un campo semantico di rilevanza. Per determinare quali sono per un sito web esterno le pagine più credibili (e pertinenti) con il tuo progetto, puoi utilizzare un software comeSEO Spyglass della SEO Power Suite di Link Assistant (in questi giorni è anche in promozione) o altri che scansionano i criteri di popolarità di un sito web pagina per pagina restituendoti i contenuti più autorevoli. Il senso è quindi agire nei punti dove è consentito inserire testo, quindi nelle aree di commento per i blog e nellerisposte ai thread dei forum… magari senza spammare, semplicemente partecipando ad aumentare il valore della pagina. Se non ti è chiaro questo punto lascia perdere.

Social Network

Per quanto riguarda i social network, dobbiamo parlare di “condotta granulare” oltre che di seeding, vale a dire che dobbiamo il più possibile essere presenti e focalizzati sul nostro piano editoriale. Interagire con gli influencer non significa solo taggarli nel nostri post su facebook, ma conversare con loro come diceva già Alex Sportelliin tempi lontanissimi, anche in modo estemporaneo e disinteressato. Il networking reale non è semplice e non si può imparare perché è un’attività spontanea, di cui ti occupi purché senti di farlo, altrimenti le persone se ne accorgono, giacché non sono stupide come si crede. Mi sono accorto che ripetere lo stesso post sullo stesso profilo più volte può avere senso, ma è sempre meglio postarlo su piazze diverse, ad esempio, parlando di facebook, ho notato che un articolo di Seogarden ingaggia di più quando viene condiviso insieme sul mio profilo personale, sul gruppo Fatti di SEO e sulla pagina Seogarden. Diversificare i luoghi della condivisione comunque non migliorerà le cose in assenza di un networking reale e se ne stanno accorgendo a loro spese gli influencer più seduti sul loro successo storico, che vedono decrescere l’interesse in quello che scrivono.

Francesco, ma stai diventando un social media coso?

Non pensarlo mai :D. Piuttosto, credo che ormai non sia proprio più possibile ragionare di SEO in modo avulso da queste riflessioni, perché i segnali classici di ranking (i link in ingresso e l’ottimizzazione SEO) ormai vengono avvalorati in modo sempre più forte da tutto ciò che rientra nel social graph e nell’engagement graph. Auspico quindi che i miei fratelli SEO ragionino anche di come aumentare ilCTR attraverso i siti referral e si adoperino affinché quelle visite durino tanto, altrimenti per quello che stiamo vedendo, parecchie teste saranno destinate a cadere…