Se hai vent’anni…

by francesco 1.1K views0

Oggi mi rivolgo a te che vai all’università col sorriso sarcastico pensando al “dopo”. Il dopo è materia interessante, soprattutto se vivi in Italia. Ora ti spiego perché.

se hai venti anni
se hai venti anni

Ho appena riletto un articolo del mio amico Francesco Piccinini, direttore di fanpage. Uno splendido sfogo, una lettera d’amore per un paese stuprato dalle istituzioni, logoro nei gangli, meraviglioso inferno. 

Francesco, l’amore tradito è evidente nelle tue parole. Il tuo “vattene” è proprio come il “fujtevenne” di Eduardo, lo stesso cuore. Sono contento di dirti che un futuro diverso è possibile, perché in questo momento la tecnologia ci permette di creare e sviluppare nuove forme di economia partendo da un computer e una buona idea. Se ne parlava già all’inizio degli anni ’90, ma ora i tempi sono maturi. Rallegrati amico mio, ché è cominciato.

… rimani e salva l’Italia

Montanelli diceva in un’intervista, che l’Italia è probabilmente il paese più “bastardo” del mondo, nel senso che è il più contaminato da culture e dominazioni diverse. È la terra di nessuno, quella perfetta per essere governata dal dittatore di turno… quella perfetta per essere liberata con un pizzico di organizzazione e una connessione stabile. Tranquillo, adesso ti dico tutto.

Non ascoltare quello che ti dicono i tuoi genitori

Se hai vent’anni, loro ne avranno tra i 40 e i 50. Probabilmente appartengono ad una generazione per la quale il “posto” di lavoro è un traguardo da perseguire. Non hanno la lucidità per capire che il lavoro è tutt’altra cosa rispetto al posto. Non è colpa loro, tu NON DEVI ascoltarli, altrimenti terminati gli studi, ti ritroverai vittima dello stagismo, un male dei nostri tempi che ogni anno ormai miete più vittime dell’alcolismo e del paracadutismo. La cosa peggiore che può capitarti, e purtroppo capita, è non sapere quello che ti piace, o peggio, saperlo, ma non credere di potercela fare. Ai miei tempi c’erano i cavalieri dello zodiaco, tu purtroppo devi farne a meno.

Abbandona i grandi centri urbani

L’altro ieri sono tornato a Napoli per incontrare degli amici. Sono arrivato in stazione intorno alle 19:30. Sulla banchina della circumvesuviana ho visto le facce di chi rientrava a casa dal lavoro. Anime in pena, martoriate da una metropoli che li consuma, li stringe e li soffoca. Costretti a vivere in quel porcile che credono di amare perché è la “sirena partenope”, ma che in realtà raggiungono ogni mattina solo perché è là che c’è il loro “posto” nel mondo. 

Schiavi in quell’incantevole cornice. 

Cos’altro fare? Te lo dico subito, se la tua vita non è compromessa, se non hai legami, se te ne frega qualcosa di te stesso e di questo Paese, abbandona le grandi città e spostati quanto più possibile lontano da esse. Devi farlo per togliere benzina al malaffare che sguazza negli agglomerati urbani, nella ricchezza delle capitali economiche, dove i soldi piovono nelle tasche sbagliate, quelli che non guadagnerai, perché ti verranno sottratti. Comincia a produrre ricchezza nuova per te e per altri, sviluppando le tue passioni e le tue capacità attraverso il web. Fallo in luoghi dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno capirà nemmeno di cosa ti occupi. Fallo dove si respira aria buona, si mangia bene e dove una casa di 4 stanze costa 80.000 euro, non mezzo milione. 

Togli ricchezza dal centro e spostala in periferia, cosicché i dittatori di turno non sappiano più dove andare a prendere i soldi. 

Abbraccerai il mondo intero camminando nel deserto, oppure annegherai nell’umanità violata dal fragore puzzolente di un treno locale, pensando che quella sia la vita che meriti. Questa scelta tocca a te. Io non ho vent’anni, eppure ho avuto il privilegio di cambiare la mia vita e avere successo restando in Italia, senza investire un soldo, facendo il lavoro che amo da qualunque punto io possa collegarmi a internet.

Solo per dirti che se ci sono riuscito io, che per altro non capisco niente di computer, puoi farlo anche tu. Tutto quello che ti serve è una buona domanda e il coraggio di prendertene cura.