Scrivi di quello che sai

by francesco 1.3K views0

Quanto conta parlare o scrivere a ragion veduta? Quest’articolo è per chi si esprime senza conoscere, ma ancor di più, per chi non si pone certe domande.

scrivi di quello che sai
scrivi di quello che sai

Stamattina mi sento più caustico che sobrio, lo ammetto. Sarà perché ormai dal web si creano polarizzazioni interessanti sulle cose che scrivo e con alcuni colleghi siamo (tristemente) all’incomunicabilità. E mi dispiace, davvero. La settimana scorsa ho tenuto un webinar durante la Semrush web study Marathon in cui ho raccontato la mia esperienza con i Fatti di SEO rispetto allo sviluppo del personal branding. Tra le domande, un utente mi ha chiesto se non “ci marciassi sù” nel mettere in evidenza gli attacchi nei miei confronti

In effetti le critiche, soprattutto da operatori con anni di esperienza alle spalle, sono un buon mezzo per polarizzare l’attenzione su di te. Nella comunicazione politica sono più facili da osservare, perché avvengono quotidianamente e hanno l’indubbio vantaggio di non spostare niente: chi ti segue continua a seguirti e chi ti denigra continua a denigrarti. Alla domanda di quell’utente ho risposto che sono consapevole della cosa, ma che non sono certo io a produrre post o articoli critici verso altri, piuttosto avviene sistematicamente il contrario al mio indirizzo, spesso causandomi dispiacere (eh sì, sono sensibile).

Sì va da Davide Zanetti che dall’alto dei sui 10 anni di esperienza mi viene serenamente a trollare nei commenti dell’ultimo articolo (poi per fortuna ci siamo chiariti), a Riccardo Mares che tenta di aizzare le folle contro di me perché ho detto che l’incidenza di Facebook sul ranking è molto bassa e non ho detto che è nulla (lui invece sa come funziona perché legge Matt Cutts). Sia chiaro, le critiche sono sacrosante oltre che democratiche, ma leggete cosa scrivono di me e fate caso al tono che usano.

Poi succede che passo la notte (e la mattina presto) a ricevere messaggi di solidarietà da parte di chi come me non riesce a capacitarsi di certi attacchi… della leggerezza con cui vengono portati.

Il fascino dell’incomunicabilità

Poi ci sono quelli che “non riesco a capirti” e quindi (sottointeso che) sono un fuffarolo. Ci sono effettivamente 5 o 6 persone, tutti bravi SEO, che quando scrivo o quando parlo, sistematicamente non riescono a capire cosa voglio dire, né cercano alcuna forma di confronto. Questo per me è affascinante perché sono certo non siano persone stupide, tutt’altro, semplicemente sono sintonizzate su una lunghezza d’onda diversa, con un vocabolario diverso dal mio e un differente vissuto umano e professionale. Non le giudico per questo… magari mi ricambiassero la cortesia.

Scrivi di quello che sai

Questo articolo si intitola così, perché come scrivevo qualche giorno fa, non costruiamo sedie, facciamo SEO, e per ogni nuova certezza che acquisiamo faticosamente sul campo, dovremmo metterci in tasca 100 nuovi dubbi, invece mi sembra di vedere che troppi e troppo spesso si prendono la licenza di uscire dal “funziona a patto che” per trincerarsi dietro al “si fa così”, o peggio “si fa così perché lo ha detto Google”. Guarda, un calamaro al volante, l’hanno detto da Gugol!

Scrivere di quello che si conosce è ciò che suggerisco sempre a chi mi contatta per sviluppare un progetto web, perché non c’è niente di meglio per un fisioterapista, che investire un po’ del proprio tempo nel realizzare testi buoni per gli utenti del suo sito web (David Di Segni ne sa qualcosa).

Allo stesso modo, puoi ragionare e scrivere su quello che studi, ma che non conosci intimamente, a patto di specificarlo senza dire di essere un esperto in materia, altrimenti di SEO credimi, non si potrebbe dir nulla. Tanti spunti interessantissimi mi sono arrivati da persone che esprimevano idee sulla SEO in modo ingenuo, senza avere grande esperienza, altre cose mi sono sembrate sciocchezze, ma comunque ho deciso con la mia testa cosa prendere per buono e cosa no e secondo me puoi farlo anche tu, senza scagliare anatemi contro persone (a qualunque livello) di cui non sai niente. 

L’ironia in questo passaggio è che alcuni professionisti non si fanno scrupoli nel criticare cose lette in giro, dicendo che contribuiscono a generare confusione, salvo che loro non condividono niente dal 2010. Vabbè…

Posso assicurarti che chi mi critica negli ultimi mesi, non ha scambiato una sola parola di confronto in privato con me, non sa un tubo di come trascorro la mia giornata lavorativa, né ha il minimo interesse nel capire come opero. Talvolta le critiche mi suonano talmente assurde che mi viene in mente il successo dei Fatti di SEO e la mia mente fa in un attimo 2 + 2. Ma è solo un pensiero fugace.

Insomma mi dispiace, perché a criticare sono le stesse persone che predicano in giro l’importanza di parlare solo di quello che si conosce.

Parliamo di cose che non possiamo conoscere, avvaloriamo le nostre posizioni citando messaggi “di regime” e opinioni illuminate che arrivano da oltre oceano.

Basterebbe ammetterlo per vivere meglio questo mestiere.