Terremoto e sciacallaggio SEO sulle News

by francesco 3K views2

Accade in questi giorni che seguono al terremoto che ha devastato il centro Italia, ed è l’aberrazione di quello che descrissi anni fa, quando cominciai a diffondere la conoscenza delle keyword laterali. Un SEO può davvero portare Google a premiare una pagina web al posto di un’altra, semplicemente parlando di ciò che tutti cercano ma che sul web non può esserci o non può “ancora” esserci.

sciacallaggio mediatico seo
sciacallaggio mediatico seo

Nessun’azienda concessionaria di distributori automatici sul web li rivende anche usati, per questo basta creare una pagina dal titolo “distributori automatici usati” per scalare una serp ad alto traffico e allo stesso tempo poco concorrenziale. In questo caso Google può vederti come l’unico sito aziendale verticale che tratta anche l’usato, e inserirti tra i vari siti web di annunci generici, regalandoti molto traffico da portare più o meno abilmente sui tuoi contenuti business a seconda di quanto sei bravo.

Allo stesso modo, nelle conferenze parlo spesso del caso “biglietti Milano fashion week“, un articolo col quale anni fa sviluppai parecchio traffico per un giornale online, semplicemente ottimizzando un contenuto per questa keyword e chiedendo di specificare nel testo che non ci sono i biglietti per la settimana della moda, ma che puoi ottenere un accredito per alcune sfilate solo a certe condizioni. Il contenuto era certamente utile, tuttavia un po’ ingannevole, perché pretendeva di dare informazioni sull’inesistente.

 

I nomi dei morti

Altra cosa è quello che stiamo vedendo in questi giorni sui siti web di informazione che fanno traffico a bizzeffe su quei poveri cristi di Amatrice ed Accumoli, spinnando testi già pubblicati su Repubblica, inserendo decine di volte le parole Amatrice e Accumoli (scrivendole grandi e aggiungendo grassetti), per concludere serafici che ancora non si conoscono i nomi delle persone decedute durante il terremoto, che non è proprio la stessa cosa rispetto a “tutti sanno che non esistono biglietti per la Milano fashion Week”. Insomma, c’è modo e modo di usare queste tecniche, ma tutto sommato sciacalli lo siamo un po’ tutti, intimamente, anche se non facciamo niente di riprovevole. È terribile renderci conto che al crescere del numero di morti molte persone si sentono più prese, più portate ad attaccarsi ai canali di informazione per saperne di più. C’è proprio un piacere morboso nel vedere aumentare la disperazione e la rabbia delle persone lontane. Questo terribilmente ci appartiene, forse non a te che leggi, ma a tanti altri sì.

 

Perché non farci qualche soldo?

E già, perché non cogliere la palla al balzo e far credere a Google che hai informazioni fresche e inedite, magari sul nome dei morti, del resto Francesco ha scritto tanto sulle keyword laterali e non è stato nemmeno il primo a capire che sui picchi improvvisi (e critici) nelle ricerche, l’algoritmo di ranking attribuisce molto più valore ai soli titoli e (ancora) alla vecchia keyword density, senza curarsi troppo di altri fattori che in condizioni normali valuta con maggiore attenzione.

Sì, in questo momento Google ha la braghe calate, quindi se ti va approfittane, del resto c’è uno sciacallo nascosto in ciascuno di noi, fin da bambini, quando sognavamo di essere invisibili per entrare nel negozio di giocattoli e prenderci quello che volevamo. Intanto in queste ore altri “invisibili” evidentemente peggiori di noi, si introducono nelle case inagibili alla ricerca di oggetti di valore da rubare. Sono loro i veri sciacalli? Nessuno di noi è veramente innocente… ché diverse sono le sfaccettature dell’animo umano.

Abbiamo i politici, le istituzioni e i motori di ricerca che ci meritiamo.

🙁

Aggiornamento delle 13:15 (26 agosto)

Alcune persone non hanno colto il senso che volevo dare a quest’articolo, il cui intento è volutamente provocatorio. Lo scopo è stimolare una riflessione sui demoni che tutti ci portiamo dentro, non invitare ad approfittare della situazione.

Forse così è più chiaro.