Recensione: Le 42 Leggi Universali del Digital Carisma

by francesco 2.6K views0

Meritato successo per il nuovo libro di Rudy Bandiera, un testo che racconta senza peli sulla lingua, le caratteristiche dell’utente carismatico. Un lavoro pieno di verità.

Questo libro è una fikata. Così avrebbe detto Rudy e si sarebbe preso un sacco di critiche da “quelli bravi” per aver parlato bene di una cosa sua, ché si sa, un vero esperto non si definisce mai tale. Ma Rudy non è un esperto, lui è fiko e fa fikate, accrescendo ad ogni ora del giorno la sua e la nostra #saggitudine. Poi ci sono quelli che vanno davvero in giro a dire di essere esperti di marketing, ed è di quelli che ti devi preoccupare, non certo di Rudy Bandiera, che invece è sempre pronto a ridere “con” e non “di”, a infuriarsi per le cause giuste, ad appassionarsi a stupirsi. Rudy conosce la differenza tra chi sa farsi seguire e chi per farsi vedere pretende di camminarti addosso. Di questa differenza ci racconta in un testo essenziale, già nel formato tascabile.

 

Il libro

C’è differenza tra l’essere carismatici ed essere arroganti e tale differenza viene sviscerata in molte delle 42 leggi universali, che poi chissà perché sono 42.

Uno dei temi centrali è che la vita digitale VD e la vita reale VR sono da considerarsi insieme, non separatamente. Occorre integrare le due cose ed evitare atteggiamenti schizofrenici. In effetti leggendo il libro di Rudy vengono subito in mente quelle (tante, troppe) persone che da vicino sono adorabili orsetti di pezza e su facebook si trasformano nel feroce saladino. Perché…

 

Non comprendere gli altri, “diventa” gli altri

Una delle cose più belle che ci ho visto è il tentativo di mostrare che per essere carismatici non basta cercare di capire gli altri, ma ad un certo livello bisogna proprio essere gli altri. Quando ho letto questo pensiero mi è venuta la pelle d’oca perché praticamente scrivo la stessa cosa nel Manuale di Seo Gardening, spiegando alcuni aspetti propri della figura dell’osservatore, cioè di chi riesce a liberarsi della propria percezione per abbracciare le infinite percezioni del possibile. Rudy e io applichiamo quest’insegnamento in ambiti diversi, ma partiamo dal medesimo presupposto. 

 

Buongiorno rosiconi

Quando sei uno che si appassiona alle cose come capita a “Rodolfo”, succede che riesci a contagiare gli altri con la tua vitalità, con la tua forza. Questo da un lato ti connota e ti rende carismatico, dall’altro fa nascere inevitabilmente una schiera di detrattori pronti a darti addosso senza aver mai fatto due metri nelle tue scarpe. Mentre tu sei ricco ed entusiasta, loro vedono sofferenza e povertà ovunque. Queste persone le riconosci perché ti attaccano in modo del tutto goffo e gratuito. Nel famoso caso #unamacchinaperrudy , il nostro si beccò una serie di critiche forti, crudeli e assurde da persone che di lui non sapevano (e non sapranno) niente. È alle critiche costruttive che bisogna rispondere, come a chiunque ti faccia una buona domanda, a patto di ricordare sempre la differenza tra l’essere disponibili e l’essere a disposizione.

 

La vera forza

Tante volte non ce ne rendiamo conto, ma non facciamo altro che condividere le nostre ansie e le nostre paure. Questo dispone malissimo le persone nei nostri confronti e le porta a farsi un’idea pessima di noi. Del resto se ancora non capiamo che Facebook non è un diario personale, ma una finestra sul mondo, è evidente che abbiamo tutto da imparare.

L’invito sotteso del libro di Rudy è parlare di ciò che ci piace, di ciò che vorremmo fare, anche di quello che non ci piace e vorremmo cambiare, ma in sostanza di farlo senza paura. Se sei forte, se hai carattere, trasmetti la tua forza, se hai paura trasmetti le tue ansie con i risultati che puoi immaginare. Sembra scontato essere d’accordo con queste affermazioni, eppure le bacheche di Facebook di tutto il mondo trasudano astio e rancore, che sono sempre e solo il prodotto delle nostre paure. Pensaci un momento.

 

Conclusioni

Come ho detto più volte, questo libro di Rudy Bandiera è una lettura molto lucida, direi sulla soglia dell’illuminazione, sebbene lui ci tenga a non passare per un “santone”, ma va detto, nonostante le dimensioni “smart” è un grande lavoro.

Forse sembrerà assurdo a qualcuno, ma in effetti è vero che Rudy e io abbiamo qualcosa in comune, forse tanto. Chissà se un giorno potremo incontrarci per discuterne. Intanto lui continuerà a sparare minchiate sul divano… e io nell’orto.