Preventivo SEO, specifiche

by francesco 5K views0

Negli ultimi tempi ho postato articoli sui costi delle attività di posizionamento su Google e su alcuni fraintendimenti pericolosi rispetto al preventivo seo. Oggi vorrei fornire alcune indicazioni sul modo in cui preparo i preventivi, nell’ottica di offrire un servizio utile a chi comincia a farsi domande dopo aver visto quella puntata di SuperQuark in cui si parla dei motori di ricerca.

preventivo seo
preventivo seo

Il mio preventivo per i servizi di posizionamento organico nei motori di ricerca è stilato sulla base del principio che ho già spiegato nel post precedente sul grosso equivoco che gira intorno alla seo:

fare SEO serve a portare traffico, non a posizionare i contenuti per parole chiave.

Di qui l’assoluta inadeguatezza di un preventivo basato sul numero di parole chiave da posizionare, riduttivo, fuorviante e potenzialmente ingannevole, perché quando l’obiettivo diventa il posizionamento dei contenuti per keyword specifica, 5, 10 o 20 che siano, il consulente SEO di turno in cattiva fede può anche infischiarsene del fatto che le parole chiave non producono visite, perché avrà comunque “raggiunto l’obiettivo”.

 

La domanda che mi faccio io è: dando per scontato che il mio lavoro consiste nell’ottimizzare la struttura di un sito e produrre la sua popolarità con attività esterne, su blog, forum e altri siti web, quante ore al giorno devo lavorare per aumentare significativamente il numero di impressioni (visualizzazioni) in serp per query di ricerca e di conseguenza, il numero di visite?

Per rispondere alla domanda ho bisogno di individuare 4 fattori, per fortuna facilmente riscontrabili:

1) Page rank del sito web (prova questo rank checker) 

Quando lavori su di un sito web con 5 punti di PR è molto più facile posizionare contenuti nuovi e intercettare query di ricerca. Google ti attribuisce già una certa credibilità. Più il sito è autorevole, meno fatica si fa per ottenere buoni posizionamenti.

2) Anzianità del sito web (io uso nic.com) 

In un mondo perfetto l’anzianità e il Page rank vanno di pari passo, ma questo non è un mondo perfetto e spesso un sito web mal realizzato e mal gestito, anche se ha 10 anni di anzianità può risultare poco credibile. Anche qui occorre valutare bene prima di pronunciarsi.

3) Quantità e tipo di link che già puntano al sito (prova Backlink watch)

Quando mi arrivano richieste di posizionamento su Google per siti web anziani e con basso Page rank, una delle prime cose che faccio è chiedere se e come si è lavorato alla SEO in precedenza. Spesso vengono fuori i “seo black hat”, operatori che hanno ceduto al lato oscuro della forza, utilizzando tecniche grossolane e spammosissime, tali addirittura da far penalizzare un sito web e complicarmi la vita.

4) Settore e segmento di attività

È chiaro che a parità di precondizioni, fare posizionamento per un hotel a Firenze costa di più rispetto a farlo per un’azienda che produce mangime per lombrichi, per via del fatto che i volumi di ricerca sulla nuvola di query che gira intorno a questo segmento del settore turistico è tale da rendere imbarazzante il confronto con quella che identifica le ricerche per i mangimi da allevamento per quei piccoli animaletti innocenti.

Va da sé che quando il sito web è da realizzare si parte proprio da zero, in quel caso c’è il vantaggio che posso ottimizzare il sito mentre lo monto e quindi dargli una perfetta prima indicizzazione, fattore importantissimo di ranking. C’è però lo svantaggio iniziale di essere senza anzianità, senza PR, senza backlink: serve tempo.

Ok, quanto tempo?

Difficile dirlo, perché ogni caso è sempre diverso dall’altro, ad ogni modo, un sito nuovo in un segmento ad elevata competizione, mi può richiedere sei mesi di lavoro, impiegando un paio d’ore al giorno. Se il lavoro è facile, possono bastare anche due o tre mesi, lavorando un’ora al giorno. Quando il sito è già forte e si trova in un segmento mediamente competitivo, posso aumentare le visite anche in poche settimane.

Quello che conta qui è che il costo non si fa sul cliente né sul segmento in cui opera, ma esclusivamente sul tempo che mi necessita per raggiungere un trend di crescita stabile delle visite.

E se occorre fare content marketing?

Il content marketing è un’attività di web copywriting che può portare notevoli benefici al lavoro di un SEO. Il mio lavoro infatti è quello di ottimizzare un sito web e produrre link e citazioni in ingresso da altre piattaforme web, non mi occupo personalmente di scrivere articoli per i miei clienti, non ne avrei il tempo, però lavorando con un buon seo copywriter, posso avere ad esempio un blog aziendale col quale lavorare al posizionamento di keywords laterali oppure posso assicurarmi un buon numero di guest post su siti web pertinenti, producendo ottimi risultati soprattutto nei progetti seo più difficili.

Insomma il content marketing è tanto più utile quanto più è ostico il terreno su cui mi muovo.

Se pensi ai colossi delle prenotazioni turistiche come Expedia, Opodo o Atrapalo, lì non c’è un solo operatore (stanco e sudato) preposto al posizionamento, ma (almeno) un seo specialist coadiuvato da diversi seo copy.

Insomma, come mi conviene investire nella SEO?

Se sei arrivato fin qui a leggere (intanto grazie) mi permetterai di darti un consiglio che ti eviterà esborsi eccessivi: se hai un’attività di piccole dimensioni in un segmento a bassa competizione, più che rivolgerti a un’agenzia di web marketing, scegli un singolo consulente SEO, in modo da abbattere i costi di agenzia, che invece dovrai necessariamente sostenere nella misura in cui la tua attività sia tale da rendere necessario il lavoro di più persone.

Leggi le specifiche sull’ottimizzazione SEO

A questo link trovi i COSTI SEO, che pratico per i miei clienti.

Se vuoi conoscere il livello di difficoltà del posizionamento su Google per la tua attività online, richiedimi senza alcun impegno una consulenza SEO.