Post SEO acido

by francesco 1.1K views0

Perché il Vaccari può lamentarsi delle brutture del ueb e io no?

acido seo
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L’internet è il mondo della superficialità e Facebook è il più grosso alibi per l’esistenza mai concepito dai tempi dell’invenzione delle sigarette. Il grosso problema sono proprio i punti di riferimento, quei famosi influencer di cui in questo momento si occupa l’amico Matteo Pogliani. 

A me non frega niente se i link servono oppure no, vorrei soltanto che ci fosse più accettazione dell’ignoranza dilagante insita nel nostro mestiere e meno spocchia nel dire “si fa così” perché lo dicono gli “ammericani”, o anche banalmente perché faccio così e funziona. Non costruiamo sedie o tavoli allungabili.

Mi piacerebbe che soprattutto gli influencer nel nostro settore fossero meno categorici nel dire cosa è giusto e cosa no, perché la verità delle cose sarà sempre (tutta) da dimostrare.

Se qualcuno lancia un’opinione su una dichiarazione fatta da Google in merito a probabili cambiamenti futuri di cui nemmeno a Mountain View si conoscono le ricadute, per me va benissimo, perché di tutto si può discutere, ma per l’amor del cielo, vivete tranquilli, nessuno intende dimostrare che il cielo non è più blu sopra le nuvole. Se ne parla e basta.

#Primialprimo, come volete voi

Il contest prosegue tra chi si cimenta con impegno e chi abbandona (perché ha da fare o) per veleni e polemiche lanciate da Supposta web, un sito web “satirico” il cui piano editoriale è sfottere chi è visibile. Funziona perché questo tipo di comunicazione trova spesso terreno fertile, oddio, funziona è una parola grossa visto che ad oggi hanno 340 like in tutto sulla pagina fb. Poi ci sono pure i “SEO bravi” quelli (che sanno come si fa e) che ancora non hanno capito come accidenti ho fatto a farmi apprezzare nonostante la mia evidente cialtronaggine.

In questo periodo me li immagino di sera tardi, sudati, in chat a deridere la mia idea del contest perché “loro” queste cose le facevano già nel 1984. #Primialprimo serve solo ad accrescere la visibilità dei Fatti di SEO e dei suoi admin a discapito delle serp che verranno insozzate da tutti quei sitacci inutili, concepiti da novellini senza esperienza.

Ma quanto bisogna esser bravi per dire che nel 2016 non ha più senso sporcarsi le mani per imparare a fare SEO? Io non truffo la gente, offro semplicemente a tutti la possibilità di montare con le proprie mani un sito web e cominciare concretamente a riflettere su come si fa questo lavoro. È banale? Già fatto? Può darsi, ma è gratis. Contest simili vengono proposti nei master come quello del mio amico Adriano De Arcangelis che non costa pochissimo e per altro non si vince niente, mentre qui è tutto gratuito e ci sono pure gli account Semrush in palio. A proposito, se ti va di iscriverti sei ancora in tempo.

Ieri mi è arrivata una e-mail dalla CGIL con CISL e UIL in copia, in cui la Camusso mi chiedeva di non insozzare le serp relative alla query “festa del lavoro”, perché è importantissima. Si raccomandava.

I motori di ricerca e le serp zozze

Ché se vogliamo dirla tutta Bing offre risultati migliori su parecchie serp. Ne ho parlato qui, ma puoi vederlo tu stesso facendo una ricerca qualunque. Su Bing trovi siti che meritano davvero di essere visibili, mentre Google non se li fila proprio, anzi, ti posiziona il peggiore spam del pianeta, regalando traffico a chi le serp le insozza per davvero, altro che #Primialprimo.

E quindi rilassati, goditi lo spettacolo, fa quello che la testa ti dice di fare. E se proprio la testa non ti va di accenderla ascolta gli “influencer”… che fortuna averli tra noi!