Il più grosso fattore di ranking

by francesco 1.4K views0

Il motore di ricerca di Microsoft mostra spesso risultati più puliti e utili rispetto a quello di Brin e Page. Dietro quest’affermazione si nasconde il più grosso fattore di ranking su Google.

fattore di ranking google
fattore di ranking google

Non di rado mi ritrovo a leggere segnalazioni di utenti disperati perché “diamine, eppure su Bing sono posizionato benissimo e insieme al mio sito web ce ne sono altri di valore, ma sulla stessa serp richiamata da Google vedo solo spam, possibile che funzioni così male?

Qualche tempo fa ho pubblicato un esempio concreto di quanta differenza possa esserci tra le serp di Google e quelle di Bing, soprattutto sulle serp “mutevoli”, cioè soggette per loro caratteristiche a variare spesso e in tempi rapidi.

Black hat, ma solo su Google

Sul serio non ho capito, ma come si fa a fare spam o black hat solo su Google? Dunque l’idea è che un cracker, cioè un salatino esperto di sistemi informatici, manipoli illecitamente un sito trust (es. remo.com) facendo piovere tonnellate di link spam su pagine di un terzo livello ottimizzate per chiavi come “juventus chievo streaming”. Questo tipo di attività spinge traffico su quel sito durante il weekend, traffico da veicolare dove ci farà più comodo, mentre il sito web non verrà penalizzato in quanto fonte trust (Remo è un’istituzione nel campo degli strumenti musicali percussivi). 

Ora la mia domanda è: perché quest’attività becera funziona solo su Google e non su Bing? Mi hanno risposto che tali attività sono state condotte solo per Google, perché di Bing #Chissenefrega, quindi devo assumere che in qualche modo il SEO monello abbia detto a Bing di non tener conto di quest’operazione? E come ha fatto? Soprattutto perché? Oppure devo pensare che Bing non costruisce le serp in base a segnali come il trust del sito e i link in ingresso? Ma scherziamo?! Certo, se così fosse, Bing diventerebbe parecchio interessante per i SEO, non tanto per il traffico che genera, quasi sempre irrilevante, quanto perché ci mostrerebbe un mondo (possibile) in cui i siti web vengono valutati e listati per quanto valgono e non per quanto si dice che valgano.

Mi rendo conto che quest’affermazione è pericolosissima, soprattutto per un sociologo, ma prova a investire un po’ di tempo a fare ricerche a vario titolo su Bing e poi riparliamone. Non risponde affatto male.

La differenza tra Google e Bing

Ogni volta che guardo questo video mi ammazzo dalle risate. Si vedono le persone in fila davanti alla porta di “Google”, impersonato da un uomo seduto dietro alla scrivania, intento a mostrare alle persone i risultati in base a quello che chiedono. La difficoltà e talvolta l’imbarazzo del “signor” Google sono palpabili e nel video fanno morire dal ridere, ma astraendo dalla situazione grottesca, la scena fa riflettere sulle effettive difficoltà che emergono quando sei “costretto” a comporre le serp in base alle query di milioni (e milioni) di utenti, che talvolta possono essere assurde.

Ebbene, oggi sono convinto che il più grosso fattore di ranking su Google sono le query stesse, che per parecchie serp (non sempre chiaro) incidono per almeno il 50% sul posizionamento di un contenuto. È questo a far impazzire Google. Nell’altra stanza, quella di Bing che si vede alla fine del video, c’è un tizio solo solo che invita le persone ad entrare…

Google funziona benissimo, il problema è che deve star dietro a quello che infiliamo nella barra di ricerca. Ricordatene la prossima volta che cerchi “canzone che fa du du du du, da da da da”, te lo dico io, è un pezzo dei Police.