Sociologia delle Penalizzazioni da Google

by francesco 1K views0

Oggi parliamo delle penalizzazioni di Google in termini sociologici, rapportandole ai comportamenti  “esclusivi” tra persone all’interno di un gruppo sociale. Google funziona davvero come le persone?

penalizzazioni seo
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Siamo tutti sociologi, soprattutto quando facciamo inferenza sul funzionamento del motore di ricerca. Come sai, abbiamo da sempre un piccolo problema: Google ci ha rilasciato un manuale di istruzioni troppo piccolo. Ci ha spiegato tante cose su come costruire un sito web, ma la sua “formula della coca cola” se la tiene ben stretta e forse fa bene.

Quello che ci resta da fare quindi, dipende anche un po’ dal nostro background culturale ed esperienziale, ma per lo più il SEO “sviluppatore” parte da ipotesi facendo retroingegneria (di Google), mentre il SEOciologo può fare ipotesi partendo dall’idea che Google sia programmato per le persone e non per i SEO. Secondo me alla fine si arriva alle stesse conclusioni, ma stiamo a vedere.

L’abito non fa il monaco

Immagina di entrare in un gruppo nuovo di persone fuori dal web, millantando capacità e competenze incredibili. Se ci sai fare con le parole, puoi fregare tutti e “posizionarti” in alto nella considerazione dei membri di quel gruppo. Tanti PR di discoteche e locali notturni che conosco, sono riusciti a costruirsi un nome nel tempo partendo dal nulla, semplicemente raccontando storie false sulle proprie attività, solo mentendo. Rapportando a Google quest’esperienza, è come se il nostro amico PR avesse fatto link building su di sé in modo da apparire più popolare di quello che è.

A questo punto se un membro del gruppo volesse andare a verificare la veridicità delle “attestazioni” di autorevolezza presentate dal nostro, potrebbe verificare al di fuori del gruppo cosa si dice del PR in questione, scoprendo magari che non lo conosce nessuno.

Google mette in pratica gli stessi meccanismi di verifica, validando i link in ingresso sulla base delle menzioni del brand esistenti su altri siti pertinenti. In molti segmenti sarebbe infatti strano avere tanti link in ingresso senza ottenere menzioni naturali o se preferiscisegnali sociali

Google Penguin funziona così, punendo i link in ingresso privi di menzioni corrispettive (senza link).

Tanto va la gatta al lardo…

Una differenza che noto nella valutazione dello spam tra Google e i suoi utenti, è che a Google le co-occorrenze di chiave di brand più chiave di ricerca piacciono tanto e non esiste un limite al numero di queste che possiamo mettere fuori, vale a dire che tale processo, in assenza di link può essere automatizzato senza correre rischi, perché Google penalizza i link, non il testo.

Cosa diversa invece è per gli utenti, che trovando citazioni esplicite di un brand su blog e forum, possono girarsi male e attaccarti o peggio, attaccare il brand che curi, dandoti dello spammer. Certo è che gli utenti (gli italiani in particolare) hanno la memoria molto corta e dimenticano subito le malefatte. Magari non fosse così. In ogni caso, meglio evitare di spammare menzioni in giro a più non posso, piuttosto è saggio unire a queste un messaggio reale e pertinente. In sostanza, un azienda non deve riprodurre le conversazioni online, deve fare networking davvero!

Siamo tutti Portogalli!

I Portogalli (purtuàll), in napoletano sono le arance. Si dice che una volta un pezzo di letame si trovasse a galleggiare con alcune arance che erano cadute in acqua da una nave al largo del porto di Napoli. Essendo la forma di quel pezzo di letame simile a quella delle arance e trovandosi nello stesso contesto, lo stronzo disse: simm tutt’purtuàll – siamo tutti arance. 

Anche questo detto popolare ha una forte valenza sociologica. Lateoria dell’etichettamento è uguale alla relazione transitivaper la quale Google assegna valore alle menzioni multiple o alle co-citazioni (con link) nei documenti web. In quest’ultimo caso però, co-citare più volte un sito di poco conto in articoli simili insieme a wikipedia, è come avvicinarsi a riva… succede che sia accorgono che tra quelle arance c’è una sorpresa. 😉