Ottimizzazione Semantica di un Testo

by francesco 1.2K views0

Se hai letto il mio precedente articolo sulla SEO di Aranzulla, hai inquadrato il modo di comporre un articolo per farlo impattare al meglio sui motori di ricerca. Adesso però hai un piccolo problema, perché ti è chiaro il “come” ma non il cosa scrivere, quindi quali argomenti specifici trattare.

ottimizzazione semantica
ottimizzazione semantica

Niente paura! Se riesco a liberarmi da questo maledetto modello di composizione, che è esattamente quello che hai sotto gli occhi in questo momento, ti mostrerò come fare. Se vuoi fare ottimizzazione semantica di un testo devi innanzitutto avere in mente la regola aurea della semantica, cioè dire quello che gli altri non dicono e che tutti cercano su Google.

Quando avrai capito che è estremamente difficile seguire la regola aurea, sarai al punto di partenza per fare ottimizzazione semantica di un testo. Dovrai solo seguire le indicazioni che ti darò qui sotto e farai tante di quelle visite che Google verrà a implorarti di inserire i suoi banner pubblicitari. Vediamo insieme come.

La prima cosa da sapere è che quanto più una serp è competitiva, tanto più i tuoi concorrenti avranno sviluppato significati differenti, fino a coprire l’intero spettro delle significazioni che rientrano nel campo semantico di rilevanza per Google rispetto alla chiave per cui si compete.

Se è vero però che i significati espressi nei contenuti sono proprio quelli pregnanti, perché pertinenti e rilevanti rispetto a keyword e ricerche, è spesso vero che alcune fonti vengono ignorate. Se parliamo di SEO semantica stiamo discutendo di come Google interpreta un testo sulla base di associazioni tra parole tali da fargli intercettare un significato già noto e appunto pertinente con una specifica keyword o comunque un ambito conoscitivo non ambiguo.

Quali sono le fonti di Google? Come fa a capire che quella co-occorrenza scansionata in un testo significa proprio una cosa e non un’altra? Rispetto alle ambiguità semantiche, Google sfrutta la semantica frasale per comprendere il significato della singola espressione in un contesto generale (come facciamo noi, uguale), ma a monte, le fonti dalle quali Google impara sono raggruppabili in tre macroaree, spesso molto diverse tra loro:

  1. Siti web aziendali
  2. Blog e forum
  3. Fonti del knowledge graph
  • I siti web aziendali rispondono spesso a tutte le domande esplicite rispetto ad una o più keyword d’interesse. Sono chiaramente i primi da analizzare quando si cercano gli argomenti da trattare.
  • Blog e forum invece, soprattutto quando assolutamente spontanei e non legati alla comunicazione corporale, sviluppano spesso le domande latenti rispetto a una parola chiave. Questi siti possono veicolare significati completamente diversi rispetto ai siti aziendali che trattano gli stessi argomenti. È qui che vado di solito a cercare elementi ricorrenti quando faccio analisi semantica latente.
  • Le fonti del knowledge graph sono siti web che producono definizioni sullo scibile umano, come wikipedia e freebase. Google ne tiene conto in modo privilegiato per la definizione degli oggetti di conoscenza.

Quando si parla di semantica, tanti pensano che basterebbe aggirare in qualche modo il controllo degli editor di Wikipedia e iniettarvi testo, tale da “girare” significati e definizioni a nostro vantaggio. Questo è facile come per la Spagna nel 2014 vincere i campionatimondiali di calcio in Brasile (vediamo se questa la capite). Se quando studiamo il piano editoriale prendiamo in considerazione i siti dei concorrenti, dovremmo fare lo stesso anche con i forum che invece vengono sistematicamente ignorati dai SEO, ma non da Google che invece sfrutta ogni brandello di informazione, mettendo in ogni momento in rapporto il database di chi cerca con quello di chi scrive. L’argomento che tutti cercano ma di cui nessuno scrive è là, nascosto in un forum, sotto forma di domanda latente. Hai mai provato a cercarlo?