Orientare l’ottimizzazione SEO

by francesco 1.3K views0

Hai messo online il tuo sito web da sei mesi e pur avendo lavorato molto ai contenuti, non vedi buoni posizionamenti su Google? Può dipendere dal fatto che non hai orientato a sufficienza il bot nel processo di indicizzazione dei contenuti. Vediamo insieme come fare.

Orientare l’ottimizzazione SEO di un sito, tutto sommato è un’operazione semplice come scrivere per il web. Devi innanzitutto avere chiaro il modello di business, vale a dire che devi sapere quali sono i contenuti più importanti per te e di conseguenza farlo capire a Google con le indicazioni che ti fornirò in questa guida.

Se vuoi orientare l’ottimizzazione SEO  del tuo sito devi tenere conto di una cosa: l’indicizzazione, a meno che non sia inibita da file robots.txt o da meta robots, avverrà sempre e comunque perché in condizioni normali è un processo naturale e automatico, l’unico problema è che se la struttura non orienta il bot, l’indicizzazione sarà casuale mentre invece potrai renderla ordinata con le indicazioni che ti darò qui sotto.

 

Come orientare il bot di Google?

Il bot o spider o crawler è un software di scansione che dopo aver letto tutti i contenuti che può di un sito web, ne organizza copie, dette copie cache, che mette da parte negli indici di Google. L’insieme di tali copie, visibili attraverso l’operatore site:www.miosito.estensione (nella barra di ricerca di Google) mostra un dettaglio dell’indicizzazione del sito. Quello che molti ignorano è che l’operatore site: mostra a ridosso della homepage i contenuti che Google ritiene essere più importanti per noi. Partendo dal presupposto che la homepage deve essere il primo contenuto visibile nella serp che risulta dall’operatore site: (altrimenti abbiamo un problema serio, spesso causato da spostamenti di server o cambio domini gestiti male), spesso sotto di essa troviamo contenuti sparsi per tipologia, quando non proprio per lingue diverse senza soluzione di continuità.

 

Tipi di contenuti di un sito web

Ogni sito web ha almeno tre tipi di contenuti:

1) Istituzionali: descrivono uno staff, un’azienda, la mission, forniscono contatti.

2) Disclaimer: note legali, policy, privacy o nel caso di e-commerce, le modalità di pagamento, resi e recessi, ecc.

3) Business: prodotti, servizi o articoli direttamente legati al modello di business del sito web.

Sono questi ultimi contenuti, quelli business, che devono intercettare tutto il traffico di ricerca, quasi mai gli altri. Se quindi vogliamo orientare l’ottimizzazione SEO, dobbiamo fare in modo che siano questi contenuti e non gli altri a comparire a ridosso della homepage quando visualizziamo l’indicizzazione con l’operatore site:. Per riuscirci abbiamo due strade da seguire, vediamole.

Orientare il bot nella scansione attraverso l’attributo priority della sitemap, in modo da fargli capire che ci sono contenuti che ci interessano più degli altri anche se per esigenze strutturali non sono raggiungibili come link sitewide nel top menu. L’attributo priorità oscilla tra 0 e 1 e può essere gestito facilmente per ogni singolo contenuto nei siti realizzati in wordpress attraverso il tab avanzato del plugin WordPress SEO by Yoast, di cui ho parlato nell’articolo su come ottimizzare wordpress per la SEO.

Deindicizzare i contenuti istituzionali e disclaimer. Questa indicazione va presa con le pinze, perché se è vero che i contenuti di tipo disclaimer si possono deindicizzare con grande tranquillità e anzi è un bene farlo, perché 9 volte su 10 si tratta di testi copiati che sono uguali per tutti i siti del mondo, la stessa cosa può non valere per i contenuti istituzionali, che spesso possono contenere elementi centrali rispetto al modello di business, specie se il sito che li ospita ha 8 pagine in tutto. In quel caso è meglio lasciarli indicizzabili. Per deindicizzare i contenuti e orientare l’ottimizzazione SEO, si agisce sul meta robots definendo per questi contenuti l’attributo “noindex, follow”.

Anche le lingue diverse vanno gestite correttamente attraverso l’attributo rel=”alternate” hreflang=“x”, in realtà sarebbe meglio avere lingue diverse su terzi livelli diversi, anche se mi rendo conto che duplicare i siti è costoso. Io i plugin di lingua li detesto senza se e senza ma.

In fine, un errore di cui soffrono praticamente tutti i CMS del mondo è che i contenuti dinamici come login utente, visualizza carrello e altri link sitewide di questo tipo, finiscono sistematicamente con l’avere un’elevata priorità nell’indicizzazione. Tutti questi errori naturali vanno gestiti per consegnare a Google un sito che dice quello che vogliamo, come vogliamo.