Quanti operatori servono per fare social media marketing?

by francesco 957 views0

Tempo fa un amico mi raccontò di essersi ritrovato in uno stanzone grande grande, con dentro una decina di persone che passavano tutto il tempo su facebook… cazzeggiavano? Neanche per idea!

social media marketing
social media marketing

Immagina la startup di un nuovo social network dedicato alle persone che vogliono condividere le proprie esperienze di degenza ospedaliera, le storie legate ai loro problemi di salute o addirittura i commenti sull’utilizzo di farmaci specifici.

Una buona idea imprenditoriale, non c’è che dire…infatti esistono già parecchi forum e siti istituzionali in questo segmento. Adesso pensa al mondo dei forum e dei social network, dei blog di settore e dei siti web di strutture ospedaliere e domandati quante persone lavorano ogni giorno per comunicare il dolore, l’ansia, la paura, il conforto, la speranza che una terapia avrà effetto, che quell’operazione andrà bene…

Ora ti dico una cosa tipo…ogni giorno un leone si sveglia e sa che dovrà acchiappare la gazzella…tu ridi, però è proprio quello: parecchie persone (insospettabilmente) già lavorano ogni giorno sui social network per catturare l’attenzione di piccoli o grandi “mediatori”, utenti che per condizione culturale, sociale e/o meritocratica si trovano nella condizione di comunicare cose a migliaia di persone ogni giorno. Ecco, il lavoro del social media manager è in molta parte catturare l’attenzione dei mediatori.

In questo periodo sto concettualizzando sulla squadra ideale:

Il dipartimento di web marketing perfetto dovrebbe essere composto da 6 persone, 3 maschi e 3 femmine, per avere la possibilità di coprire il maggior numero possibile di segmenti di mercato.

Per ogni sesso dovrebbe esserci:

  • Un copy raffinato
  • Una persona di cuore
  • Un ghost writer

Un eccellente copywriter per scrivere articoli e comunicati “perfetti”, pertinenti e persuasivi.

Una persona di cuore, che ricordi in ogni momento che i mercati sono conversazioni e che le conversazioni si svolgono tra “persone” umane con voce umana, insomma, uno alla mano, sinceramente interessato alle persone.

Un ghost writer o come mi piace dire “operatore ombra”, capace di curare la start up di un progetto attraverso decine di profili social creati ad hoc, non veri ma verosimili, utenti virtuali che parlano di nuove strutture, aziende, e che allo stesso tempo hanno una vita privata, si innamorano litigano…senza esistere. È la parte più oscura del lavoro sui social media, quella meno nobile di cui nessuno parla mai, eppure diffusa, abusata e violenta quando mal gestita.

Ora che ti ho raccontato questo, pensa a tutto il lavoro che c’è da fare nel 2012 per far parlare di un’azienda su Google. Adesso considera che la maggior parte delle web agency affidano il social media marketing a uno o due operatori al massimo.

É come andare in guerra. Di fronte a te c’è un esercito schierato. Tu sei agguerrito, cattivo e incazzato, non hai paura dello scontro…nella fondina hai solo una pistola giocattolo.

Se devi promuovere la tua struttura o il tuo prodotto/servizio, accertati che chi ci lavora abbia le risorse per portarti risultati. Questo volevo dirti. Non è un gioco e non costa 400 euro…se lo volevi sapere.