Se lavori sul web non raccontare palle

by francesco 1K views0

Le bugie hanno le gambe corte, sul web ancora di più. Per i furboni del social media marketing, quelli che pensano a tutti i competitors come pover uomini e che le persone in genere sono stupide, presto o tardi arriva il conto da pagare… questione di tempo.

Se lavori sul web non raccontare palle
Se lavori sul web non raccontare palle

Intanto prima di partire con questo post ti chiarisco il mio punto di vista: le persone non sono stupide, possono essere ingannate. Il mio punto di riferimento per la psicologia sociale, Robert Cialdini, parla proprio di questo descivendo le “armi della persuasione” come princìpi di comunicazione che se applicati possono agire in chiave percettiva generando delle “euristiche”, scorciatoie cognitive che traggono le persone in inganno facendogli compiere scelte solo apparentemente razionali.

 

Ora, il fatto che ti comunichi sul web con le foto in giacca e cravatta, sotto le quali scrivi una marea di palle sulle mirabolanti prodezze compiute come imprenditore, può generare le famose scorciatoie di cui parlavo rispetto agli utenti, che probabilmente presi tra mille altre cose non hanno il tempo di verificare se quello che scrivi in giro sia vero oppure no.

A questo punto però succedono (sistematicamente) due cose:

La prima è che se sei un venditore di pentole travestito da pseudo genio della comunicazione, prima o poi il fatto che non hai portato mezzo risultato ai tuoi clienti nonostante ti descrivi come il padre di Zuckerberg ti si ritorcerà contro.

La seconda è che qualcuno che ti conosce per quello che sei, leggendo tutte le palle che racconti si mette a ridere, alza il telefono e ti sputtana a tutti i livelli, dopodichè sei finito.

 

Se consideri il potere di accelerazione e diffusione delle notizie sul web, un imprenditore che si comporta in questo modo fa prima a spararsi in bocca. Meno doloroso.

Per questo motivo dobbiamo ricordarci di dire sempre solo le cose come stanno, niente di più e niente di meno, partendo dai particolari senza ingigantire:

  • Se hai una ditta indviduale o una società di persone senza dipendenti, non scrivere sui tuoi profili social che sei CEO
  • Se in modo fortuito sei entrato in contatto con una grande azienda, non raccontare che ne sei partner ufficiale per l’Italia
  • Non inserire nel tuo portfolio marchi per i quali non hai fatto niente (per altro sarebbe anche un reato)
  • Non millantare esperienze in settori che hai visto solo dal buco della serratura
  • Non millantare esperienze in settori che conosci per aver letto un libro

 

Queste sono proprio le prime cose che mi vengono in mente, ma a veder bene sul web ce ne sono di risate da fare, a partire dai company profile delle aziende, tutti uguali, con formule imbarazzanti tipo: “azienda tra i leader del settore”…roba da restarci secchi dalle risate.

Insomma, io credo che la comunicazione sul web tutto sommato sia semplice: si tratta di raccontare solo quello che sai fare. Se non sai fare niente, meglio che stai zitto e ti metti a lavorare.