Lo spazio, il tempo, la SEO e altre piccole sciocchezze

by francesco 1K views0

Un grosso problema per chi fa SEO è ottenere risultati in tempo utile per il cliente, cioè “mediamente un mese”, indipendentemente dallo stato del progetto e dalla sua difficoltà. Far convivere la percezione del tempo per il cliente e per il SEO è impossibile a meno di non saper fermare il tempo.

spazio, tempo, seo
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Vediamo come 🙂

Parlavo di questo problema con Simone Righini proprio ieri. Ok Simo, leggi con attenzione e dimmi cosa ne pensi:

Ogni volta che interagisci con qualcuno, ti muovi nello spazio e nel tempo con un certo modo di fare, diverso in base al contesto in cui ti trovi. Vivi realtà anche molto distanti tra loro, tutte accomunate dal fatto di trovarsi imprigionate nello spazio e nel tempo. Queste realtà hanno in comune anche un’altra caratteristica: le hai create tu. Tutte.

Eppure sono mondi che ti possiedono.

Sprigioni fascino in determinate circostanze, oppure incompetenza, incapacità di far fronte alle situazioni, o ancora attrazione sessuale, simpatia, invidia, orrore. Sei letteralmente posseduto dal contesto sociale, al punto che non riesci a comportarti diversamente da come ci si aspetta, e si sa, se fai sempre le stesse cose, ottieni sempre gli stessi risultati,quindi non se ne esce.

Secondo Kant il problema è nella nostra mente, che è strutturata secondo le categorie umane di spazio e tempo. In base a questo schema innato, le persone non sono capaci di vedere le cose per come sono, ma solo di percepirle attraverso il filtro distorto dello spazio/tempo, variabili indipendenti secondo i miei libri di fisica delle superiori.

Einstein invece, pensando in termini relativi (ma parecchio relativi) teorizzò che spazio e tempo a certe condizioni divengonovariabili dipendenti, quindi manipolabili. Da qui la fantascienza ha sviluppato alterazioni teoriche, del tessuto spazio temporale, proponendoci ad esempio cose come la velocità di curvatura, in Star Trek: non è la nave spaziale a essere molto veloce, ma è il motore a curvatura che riesce a flettere, appunto “curvare” lo spazio e di conseguenza accorciare significativamente il tempo necessario a spostarsi da un punto A verso un punto B.

Ma così come l’unica maniera che lo scienziato ha per manipolare un esperimento è osservarlo dall’esterno, allo stesso modo non puoi manipolare spazio e tempo fin quando ci stai dentro, dovresti poterne uscire quel tanto che basta per osservarli.

Ma come si fa a osservare il tempo e lo spazio dall’esterno se Kant ha detto che sono categorie innate e perfettamente integrate nella nostra mente?

Semplice, si tratta di uscire dalla mente, non negandola, semplicemente facendo un passo indietro e osservando tutti i pensieri scorrere secondo le categorie “mentali”,  senza esprimere giudizi di valore, fin quando non si riesce a vedere il tempo che c’è fra l’inizio e la fine di un pensiero, finché non si percepisce lo spazio da cui questi nascono e il silenzio in cui finiscono.

Tutte le persone esperiscono lo spazio e il tempo nella propria percezione, ma nessuno vede mai lo spazio di per sè, così come nessuno vede mai il tempo se non in funzione di acchiappare l’autobus o nel nostro caso portare più traffico profilato attraverso la SEO.

Quando invece hai coscienza da osservatore di spazio e tempo, allora puoi manipolarli, trasformarli come se fossi un mago. Osservare le categorie mentali significa fare cose come smettere di aspettare, di provare noia o in linea teorica, cose impossibili come curvare lo spazio e il tempo per far arrivare l’autobus esattamente quando ti trovi a passare davanti alla fermata e in generale far accadere ciò di cui hai bisogno esattamente quando ti serve.

Vale proprio per tutto.

Conosci persone così? Sicuro di non averne mai incontrate?

Un vaso può essere prezioso, ciò che lo rende utile però non è la ceramica di cui è fatto, ma lo spazio vuoto al suo interno.