Link semantico: geometria di un vettore

by francesco 1.3K views0

Cosa guardiamo e cosa dovremmo guardare quando usiamo un software di analisi del profilo backlink? Se vuoi, ragioniamo insieme su come faccio link building nel 2014.

seo geometria vettoriale
seo geometria vettoriale

È vero, come dicono in tanti, che il web è fatto di link, però il loro valore non è più assoluto come negli anni d’oro della link building. Esiste ancora tra i SEO una certa approssimazione rispetto a quella che in fin dei conti è una pratica giudicata scorretta dal team antispam di Google.

Come si costruiscono oggi i backlinks?

Lasciando stare quelli che dicono di farlo e poi non lo fanno (e ci sarebbe da parlarne), ad oggi molti operatori analizzano ancora il profilo backlink dei concorrenti in termini quantitativi e si limitano a produrre per i loro clienti una quantità di link in entrata un po’ più elevata nello stesso intervallo di tempo. Se ci pensate, i vari software come Majestic SEO o Ahrefs, forniscono dati relativi al numero di link ottenuti mese per mese, il che è utile ma fuorviante per chi si limita a fare “la conta” dei link. Non è una gara a chi ce l’ha più grosso (il profilo).

Quale link building è penalizzante?

La link building penalizzante è quella non assimilabile a geometrie vettoriali che avvicinano il sito da posizionare ad altri documenti web rilevanti, per mezzo di un legame semantico ad essi.

Ok, questa è difficile, ma credo sia esatta!

Prima di fare link building

Solitamente uso software come Mention per intercettare le conversazioni online a partire da una parola chiave d’interesse (molto larga). Quando individuo rappresentazioni sociali di un problema percepito in modo specifico e replicate su più siti, cerco un concetto da associare a queste rappresentazioni, dopodiché mi muovo come nell’esempio del concetto latente. 

Se ci pensate, in questo caso il concetto latente, associato in modo stretto al sito da posizionare, richiama univocamente quest’ultimo quando nei testi lasciati in giro si fa co-occorrere il concetto insieme alla parola chiave d’interesse. In sostanza è come fare una co-citation, senza correre il rischio che ti prendano per uno spammer perché non fai mai il nome del cliente, ma lo sostituisci nel testo con un’altra parola, apparentemente innocua, ma in realtà fortemente legata al sito su cui stai lavorando, però solo nel momento in cui occorre assieme ad una parola chiave specifica.

In questo senso ho creato una geometria vettoriale, perché in tutte le pagine web rilevanti su quell’argomento specifico, ora esiste unacorrispondenza tra documenti web.

Un concetto è dormiente fin quando non si ritrova a co-occorrere con una altra parola chiave che lo innesca in favore del sito web che meglio lo esprime rispetto a quella parola chiave. 

Questo può succedere (e succede già) spontaneamente. Io cerco solo di riprodurre a mio vantaggio questo fenomeno linguistico naturale, secondo il principio quantistico del minimo sforzo.

Come faccio link building

Partendo dall’assunto che in questo momento storico, anche una persona taggata in un post su un social network o un hashtag sono link, la link building per me deve servire da un lato a rafforzare il legame tra sito web e altri siti di settore attraverso il comment linkcreato in modo assolutamente naturale e non pretestuoso (quindi niente keyword negli anchor text) e dall’altro, a fortificare il legame tra il sito web e il concetto latente scelto, attraverso la creazione di articoli “ricchi” pertinenti con quest’ultimo e che al limite non citino nemmeno il mio cliente, linkando al suo sito, però attenzione, alla pagina in cui si descrive il concetto, non a quella in cui si parla dei servizi che offre o alla homepage. Faccio puntare i link negli articoli direttamente verso il contenuto che fornisce la migliore spiegazione possibile su quel concetto rispetto alla mia parola chiave d’interesse.Boooooom!

La link building che crea valore

Questo modo di “costruire” il link in ingresso non è penalizzabile, perché si va di fatto a pubblicare fuori dal sito, contenuti di qualità e non pretestuosi legati a un concetto che non è una keyword. Riproduco il deep link di wikipedia su siti diversi. Un lavoro del genere crea ricchezza per tutti gli utenti del web. Ecco perché è vincente.

E adesso che ve l’ho detto, lo potete fare pure voi. 🙂