La Critica della Ragion SEO

by francesco 1.7K views0

Come avrebbe detto Luciano De Crescenzo, “questi sono pomodori che abbiamo conosciuto di persona”. Quando invece parliamo di SEO, cosa possiamo conoscere realmente?

Kant si è fatto molte domande su come possiamo conoscere le cose che fanno parte del mondo che ci circonda. Possiamo vedere una sedia per com’è? Kant dice di no, perché quello che vediamo non è mai la verità assoluta, noumenica, ma sempre quella fenomenica, mediata dalle categorie di spazio/tempo e dai 5 sensi che sono innati negli esseri umani. Insomma, il noto filosofo amante del Karaoke ha una visione abbastanza rigida sul fatto che la verità si nasconde un passo al di là di quel che ci è dato cogliere con i sensi o con l’intelletto. E va beh…

Detto questo, assumendo che rispetto alla “verità” delle cose brancoliamo nel buio, alcune conoscenze possono essere chiamate convenzionalmente scienza, perché generano risultati replicabili e intersoggettivamente validi (per tutti), altre invece, non rispondendo a questi requisiti possono essere al massimo considerati saperi

Fenomenologia del sapere

Il “sapere” è ciò che viene convenzionalmente accettato da un gruppo di individui per la sua caratteristica di aiutare a comprendere o risolvere un problema conoscitivo. Non è “la verità”, ma solo “una” verità accettata semplicemente perché non ce n’è una migliore.

La medicina ad esempio è interessante in questa prospettiva, perché per quanto ho scritto non potrebbe essere considerata una scienza, dal momento che la stessa cura su pazienti diversi può produrre effetti diversi. Essendo la “macchina uomo” estremamente complessa per una serie di ottime ragioni, si verifica che una certa terapia viene accettata da tutti perché funziona “quasi” sempre. A queste condizioni però non possiamo parlare di scienza ma di sapere.

La SEO è una scienza o un sapere?

Google è un software progettato per rispondere in modo prevedibile agli stimoli provenienti dall’esterno, ragion per cui dovremmo poter dire che la SEO sia una scienza, ma secondo me non potrebbe esserci affermazione più rischiosa, perché nonostante sia assolutamente vero che Google è un software, dobbiamo anche dire che è programmato per commettere gli stessi errori di valutazione degli esseri umani. Ad esempio Google si basa anche su euristiche per definire il ranking di un documento in serp, lo vedi ogni volta che trovi un contenuto ben posizionato solo perché si trova su un sito trust. 

Detto questo, perfino quando parliamo di scienza dobbiamo stare attenti, perché un bel giorno può arrivare un Einstein qualunque e far capire a tutti che il tempo non è una variabile indipendente, mutando di fatto un sapere che fino a quel momento era accettato su base sperimentale e ritenuto intersoggettivamente valido. E che vuoi fa…

Analizzando il lavoro dei SEO puoi facilmente constatare che come per i medici, vengono sviluppate certe pratiche perché vengono prese per buone, dal momento che generano risultati di posizionamento “quasi” sempre. Nel momento in cui però lo stesso SEO utilizza la stessa tecnica due volte nello stesso segmento per clienti diversi e si accorge che in un caso funziona e nell’altro no, allora è evidente che nemmeno la SEO può essere definita altro che un sapere, la cui falsificabilità è soggetta ancora a troppe variabili.

EBS – Evidence Based SEO

Insomma, come per la medicina, anche la SEO si dovrebbe basare sul processo di ricerca, valutazione e uso sistematici dei risultati come base per le decisioni. Il paradigma si chiama EBM, Evidence Based Medicine (medicina basata su prove di efficacia). Nel nostro caso dovremmo ragionare su una EBS, Evidence Based SEO.

Se la medicina fosse una scienza, non avresti bisogno di cercare il migliore ortopedico specialista nella chirurgia del ginocchio. Ne basterebbe uno qualsiasi. Allo stesso modo, se la SEO fosse una scienza i nostri clienti non cercherebbero i SEO più “scafati” sulle loro nicchie d’interesse.

critica ragion seo
critica ragion seo

Secondo me è proprio questo il bello della SEO. Non ci sono certezze. Il mio di oggi è un invito all’indulgenza con chi dice la propria senza offendere altri, ma allo steso tempo a cooperare per raggiungere la riva di uno di quei continenti di questo mondo sconfinato, vasto come l’orizzonte delle relazioni potenziali tra individui e oggetti di conoscenza. Solo adesso cominciano ad emergere le prime riflessioni davvero interessanti, un po’ per volta.

Ed io sono contento di dire la mia con un articolo. Poi con un altro…