Come innovare nella SEO

by francesco 1.3K views0

 

Alcune riflessioni sul modo in cui ci guardiamo intorno ogni giorno, su come apprendiamo e sulle dinamiche che fanno emergere le innovazioni nel nostro settore.

Innovazione non è per forza una bella parola, cioè, lo sarebbe se oltre ad essere un idolo da venerare fosse anche un’attività concretamente integrata nelle nostre pratiche. Oggi cercherò di mostrarti come dal mio punto di vista, l’innovazione non sia per forza appannaggio di poche menti ispirate, ma è un dono di tutti. L’innovazione è una scelta, e se non credi di essere un innovatore, puoi diventarlo ora, immediatamente, dammi giusto il tempo di dirti come.

 

Partiamo dai fondamentali

La parola innovazione si può scomporre letteralmente “nuova + azione”, che intanto dovrebbe farci ragionare sul fatto che gli innovatori non stano fermi a parlare di innovazione, ma agiscono per creare qualcosa di nuovo. Attenzione però, innovare non è creare, che invece significa formare qualcosa dal nulla. Si tratta invece di “alterare l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove”, cioè di realizzare qualcosa di nuovo a partire dall’esistente. L’innovazione non è un mero processo di pensiero dunque, ma un processo attivo che richiede un intervento pratico di scomposizione della realtà e di successiva ricombinazione in forma nuova.

 

Creatività e innovazione

Spesso si parla di creatività e (insieme) di innovazione. La parola creatività mi piace molto, anche se di fatto un “creativo” è un soggetto estremamente raro da incontrare perché di fatto in quanto “creatore”, da vita a qualcosa partendo dal nulla, mentre l’innovatore parte sempre da un ordine di cose acquisito e preesistente. Pasteur era un innovatore, Gesù Cristo era un creativo. Non so se rendo l’idea.

 

L’innovatore è un remixer

Chi produce musica, ma anche chi l’ascolta, sa che un remix è un brano musicale che ne riprende un altro più vecchio, modificandone alcuni aspetti in modo più o meno radicale, talvolta ridefinendo del tutto il suo significato. Il remix è una buona metafora del concetto di innovazione, perché si parte da un brano A e lo si filtra attraverso la propria sensibilità artistica fino a farlo diventare altro da A, o se preferisci, “non più A”. Jimi Hendrix non fu un creativo, ma un innovatore, perché la chitarra elettrica esisteva già prima che lui ridefinisse completamente il modo di suonarla. Hendrix per altro non era uno che teorizzava un modo nuovo di suonare la chitarra, ma un musicista che ha passato tutta la vita a studiare e suonare. Insomma, non si può essere innovatori a parole.

 

Stupisciti e reinventa la realtà

Tutti gli innovatori hanno almeno una cosa in comune, la capacità di stupirsi, soprattutto delle cose semplici. Siamo tutti bravi a provare meraviglia davanti ad un paesaggio da cartolina, ma riesci a vedere la bellezza del mondo che ti circonda in un particolare di una spilla attaccata dietro allo zaino di uno studente mentre sei schiacciato in metropolitana? Ma soprattutto, dove sei mentre sei schiacciato in metropolitana? Pensaci un momento, non è una domanda a trabocchetto.

 

Innovare nella SEO

La SEO, come altre discipline, è un terreno estremamente fertile per gli innovatori, proprio perché non esiste “il” modo corretto di praticarla. Certo, ci sono le linee guida ufficiali di Google, ma ci sono anche tanti altri sentieri complementari tracciati nel tempo dai SEO, molti dei quali sono validi su certe serp, pur non rientrando completamente nelle linee guida di cui sopra. 

Eppure innovare in un certo senso vuol dire stravolgere. Se la SEO è una disciplina di estrazione informatica, per innovarla puoi partire da un punto di vista diverso rispetto a quello informatico. Se come me sei un sociologo, puoi ragionare sulle dinamiche relazionali e cercare di coglierne la retroazione su Google, se invece ad esempio sei laureato in filosofia, in storia, in matematica, in fisica, in lettere, sei un antropologo o magari un semiologo, puoi certamente tentare di tracciare una strada nuova per fare la stessa cosa… che poi non è mai “proprio la stessa cosa”. 

Non è facile e non è difficile, piuttosto è un processo che richiede lavoro, ma si innesca indipendentemente dal ragionamento. I più grandi innovatori in campo scientifico hanno elaborato i loro costrutti centrali a partire da intuizioni, cioè in modo slegato dalla volontà pensante. Insomma, sei lì a fare le tue cose e all’improvviso intuisci che ci dev’essere un modo diverso per farle, magari più affine a un sapere che già possiedi e che solitamente viene usato per altri scopi.

L’innovatore è spesso un deviante, perché decide che non si entra più in casa dalla porta, bensì dalla finestra, cambiando per sempre un modo di pensare, un sentire comune condiviso.

Per questa stessa ragione, sappi che quando intraprenderai questo percorso, verrai criticato aspramente, perché qualunque forma di innovazione è per definizione nemica dello status quo.

E tu non smettere di stupirti, non farti buttare giù. Non rispondere nemmeno alle critiche.

Continua a fare la strada, a disegnarla, non a seguirla, perché chi “segue” non arriva mai primo.

 

Come riconoscere un innovatore

Un uomo aveva due figli. Uno era sempre preoccupato di tutto, l’altro era entusiasta per sua natura. Alla vigilia di Natale, il padre fece trovare al figlio pessimista un grande trenino elettrico, con 10 metri di binari. Al figlio entusiasta fece trovare del letame sul pavimento della sua stanza. Il primo figlio, vedendo il trenino disse preoccupato: “con tutti questi binari, sicuramente prenderò la scossa”. Il secondo figlio guardando il letame a terra disse fuori di sé dalla gioia: “ho ricevuto uno splendido cavallo, è solo uscito a fare quattro passi”. 

Impara a stupirti della bellezza che ti circonda in questo momento e la tua mente si farà silenziosa e piena di intuizioni. Da quel momento sarai pronto a disegnare un mondo nuovo e capirai come agire per renderlo reale.