Imparare la SEO: l’arte di Osservare

by francesco 1.2K views0

Se stai pensando di seguire un corso SEO per migliorare le tue competenze e lanciarti nel mercato del lavoro sul web, ci sono alcune riflessioni che è meglio fare, ora più che mai.

imparare la seo
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Giorni fa ho letto nel gruppo un’interessante discussione lanciata da Fabrizio Ventre sulle caratteristiche che dovrebbe avere il SEO “ideale”. Fabrizio pone l’accento sull’importanza degli aspetti tecnici legati non solo alla conoscenza di html e css, ma anche sulla programmazione lato server, senza tralasciare una discreta conoscenza di web design e web usability. Oltre questo un SEO deve avere buone conoscenze di web copywriting perché i contenuti sono sempre più importanti nell’economia di un progetto web. Insomma, un web developer, sistemista, web designer, copywriter… nient’altro? Ah sì, deve anche essere antipatico come il Dr House!

Quali competenze deve avere un SEO?

Dopo tutto questo tempo, credimi, è una domanda che continuo a pormi ogni giorno. Quello che so è che quando mi chiedono se mi occupo “solo” di SEO, mi viene da rispondere: «e dove dovrei trovare il tempo per fare altro?». La verità è che nessuno di noi può essere il SEO ideale, perché la disciplina di cui ci occupiamo è sempre più complessa e abbraccia da sola, competenze e background talmente vari da richiedere sempre più spesso l’intervento di altre persone. Insomma, ammettiamolo, nessuno può andar bene sempre! Come se ne esce? Semplicemente lavorando di volta in volta con chi dispone delle competenze necessarie rispetto al caso specifico.

Le SEO agency risolvono il problema dotandosi di più figure trasversali, i SEO interni alle aziende si interfacciano con le figure preposte e i consulenti creano la loro rete di risorse (solitamente tra loro) in modo orizzontale. In ogni caso sono le persone a fare le cose, non certo le forme societarie.

Imparare la (mia) SEO

A differenza di quanto ha scritto Fabrizio, mi vien da dire “la mia banca è differente”, non che abbia scritto cavolate, ci mancherebbe, le sue considerazioni sono assolutamente corrette, solo che io opero in altro modo. Per me non è neanche una questione centrata sul web copywriting come credono alcuni, bensì metto al centro di tutto questi concetti:

Struttura dei contenuti

Organizzazione delle tassonomie del sito web secondo logica ipertestuale. Se ne parla da 15 anni, insomma, è un caso che tutti i siti ben posizionati per chiavi competitive abbiano una struttura coerente e ben sviluppata per contenuti aggregati?

Sottostruttura delle relazioni

Ne parlo in un articolo di qualche tempo fa. Per sottostruttura intendo da un lato i legami in termini semantici che legano entità alle parole chiave e dall’altro i rimandi ipertestuali (link interni) che associano contenuti descrittivi a contenuti business.

Algoritmi semantici

Sotto la superficie del web copywriting c’è un mondo fatto disignificati che Google è sempre più bravo a riconoscere e classificare. Da circa un anno e mezzo la semantica è diventata il mio ambito di riferimento rispetto alla SEO. Partendo dalla definizione e dagli studi in ambito LSA ed LSI, ho sviluppato un mio algoritmo chiamato espansione del campo semantico, basato sulla co-occorrenza di concetti latenti e parole chiave dentro e fuori da un sito web a scopo di posizionamento organico. Oltre questo, sono costantemente impegnato sulle tecniche di composizione testuale basate su quelli che definisco “incastri” LDA, cioè iniezioni di topic con caratteristiche tali da rendere un documento web complessivamente più utile degli altri che trattano lo stesso argomento. Per capire di cosa parlo ti rimando al mio studio su Aranzulla.

SEOcial media marketing

Gli aspetti della SEO legati al grafo sociale e a quello di ingaggio prenderanno sempre più piede, fosse solo perché il grafo dei link è spesso sporcato dalle attività di link building di chi lavora ai clienti una volta al mese schiacciando un tasto. Imparare la SEO oggi vuol dire fare molta attenzione alle dinamiche di rete da un lato e di coinvolgimento della rete dall’altro. Quindi “con chi te la fai” e “quanto ti danno retta quando parli” sono aspetti di cui il mio SEO ideale dovrebbe avere cognizione. 

Conclusioni

Se quello descritto da Fabrizio è un SEO le cui competenze trasversali abbracciano più campi legati al codice, per me il SEO del “presente” deve avere certamente basi di html, ma deve approfondire tutto quanto afferisce al linguaggio e alla significazione, tenendo come punti fermi le logiche tassonomiche e le dinamiche di interazione sociale sul web

Un SEO deve essere in grado di capire cos’altro cercano le persone oltre quello di cui hanno bisogno. Se vuoi imparare, prima di seguire un corso, almeno per come la vedo io, rifletti su questo.