Hackerare gli interessi altrui per fare SEO

by francesco 1.5K views2

Tracciare gli interessi correlati degli utenti rispetto a una parola chiave specifica potrebbe aiutare a generare incastri LDA. Ma come faccio a sapere cos’altro piace agli utenti che effettuano ricerche per la mia keyword d’interesse, ma che non c’entra niente con questa?

hacker seo
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Quella che vi propongo oggi è una riflessione su un hacking semantico che potrebbe essere molto utile per comporre incastri LDA sul principio dell’assoluta non rilevanza di parole chiave che pure però hanno livelli di pertinenza forti con la key principale, solo che la pertinenza dipende dal fatto che le stesse persone che cercano una parola chiave tendono a cercarne anche una serie di altre correlate ai loro interessi, ma scorrelate semanticamente.

Faccio un esempio:

se in qualche modo riuscissi a scoprire che la maggior parte degli utenti che cercano le giacche marroni di velluto a costine, cercano anche i dischi di De Andrè, potrei posizionare meglio il mio articolo sulle giacche inserendo un sub topic che renda pertinente in quel contesto un disco di De Andrè.

Perché può essere efficace?

L’intuizione è arrivata grazie a una persona molto in gamba con la quale sto lavorando a un progetto in questo periodo (se mi legge avrà capito che parlo di lui). Google traccia continuamente gli utenti loggati e questo significa che può conservare una cronologia delle ricerche per ognuno di noi. Che se ne fa? Semplice ci clusterizza!

Gruppi di utenti in cluster

Si tratta di un metodo del vecchio marketing (mica tanto vecchio in effetti) utilizzato per il product placement, una delle 4 P del marketing mix. Le ricerche di mercato hanno suddiviso per decenni i consumatori in segmenti detti appunto cluster. In ogni cluster rientrano persone con interessi correlati ricorrenti, tali da poter affermare che esistono una serie di profili di consumo simili per età, sesso, reddito, stile d’abbigliamento, consumo culturale esteso (programmi tv, cinema, arte visiva, musica, letteratura), sport praticati/seguiti ecc.. Insomma, gli studi sulla clusterizzazione avvicinano gruppi di utenti per interessi correlati allo scopo di proporre loro altri prodotti o servizi da acquistare insieme a quelli che stanno già acquistando. Se so che ti piacciono sia A che B, cercherò di farti vedere anche B mentre stai guardando A. Questa è un’arma potentissima del marketing “tradizionale”.

Siamo sicuri che sia proprio un modo di fare marketing superato?

Secondo me Google e Facebook più di tutti utilizzano in modo capillare i sistemi di tracciamento della cronologia delle ricerche o delle attività, per cercare schemi ricorsivi rispetto agli interessi, e quando ne trovano in numero sufficiente creano cluster che utilizzano a scopo pubblicitario. Se questo è vero, anche la SEO potrebbe risentirne, perché Google, tenendo conto degli interessi correlati, favorirebbe il contenuto che insieme all’entità oggetto A incastra anche l’entità oggetto B, dove però, almeno in apparenza A è scorrelato da B se non per il fatto che tanti utenti che cercano A, successivamente cercano B.

Ma ha davvero senso parlare ancora di Cluster?

In parte si e in parte no. È innegabile che ormai in una società sempre più frammentata in cui si parla di marketing personalizzato, le abitudini di consumo correlate tra persone diverse non sono sempre raggruppabili in cluster come nell’era pre-digitale, ma allo stesso tempo è anche vero che i cambiamenti cognitivi e sociali di tipo massivo non sono mai radicali. Questo mi fa pensare che esistano ancora, forse in misura minore, fattori comuni che possono essere individuati sulla base di variabili geografiche, socio-demografiche, psicografiche e comportamentali.

Possono essere individuati, ma come?

Quello che mi sto chiedendo ultimamente è come individuareabitudini di ricerca scorrelate ma condivise per clusterizzare a mia volta gli utenti di Google a scopi SEO. Se il medium stavolta è digitale, il principio è analogico. La domanda è: devo commissionare una ricerca di mercato a Nielsen, farmi (un attimo) dare i dati di cronologia di Google, o esisterà un altro modo per rispondere alle mie domande?

Chiaramente la mia riflessione su questo aspetto è appena cominciata. Se scopro qualcosa ve lo dico, ma voialtri invece, ci avete mai pensato?