Il Futuro della SEO, in 4 Punti

by francesco 1.9K views0

Ieri allo SMAU mi sono proprio divertito. Ho incontrato tanti amici e ho discusso con loro del motivo per cui Google va affrontato guardando sempre più alle persone e alle relazioni tra tutti i tipi di “entità”. Oggi ti parlo in breve, del futuro della SEO. (marò, che responsabilità) ;P

Mettiamola così, viviamo tempi particolari. Se dovessi progettare un motore di ricerca che fosse “il migliore possibile” per il 2015, dovrei tenere conto che le persone sono tutte diverse, ma allo stesso tempo tutte collegate. Ci sono quelli che a stento accendono il computer e quelli che vivono su Facebook. C’è chi fugge dallo schermo e chi èaddicted, always on, insomma, un cyborg.

Cos’hanno in comune queste persone così apparentemente distanti tra loro? Le relazioni. Tutte le persone, ciascuna a modo proprio, coltivano relazioni. Il valore di una relazione è per molti più importante del denaro, ed è stata proprio la rete a farci aprire gli occhi su questo punto, mostrando al mondo come il “network” sia il dispositivo più potente per sbloccare risorse in senso assoluto. Lo era anche prima, offline, ma ora si vede di più.

La vera natura di un link

Esiste una (ormai) vecchia distinzione tra le attività classiche di un SEO e quelle di chi lavora nel campo delle digital PR. Mentre chi fa SEO si occupa di ottimizzare un sito web e produrre testi spesso contenenti link allo scopo di rendere un sito web popolare e intercettare traffico, un esperto in “pubbliche relazioni” digitali lavora per costruite ponti reali tra aziende e influencer, oppure tra aziende nello stesso settore. Anche quelli sono link, ma di un’altra natura, sempre più interessante agli occhi di Google… e spesso non sono neanche link intesi in senso “ipertestuale”.

futuro seo
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4 contesti d’interesse (o grafi)

Google traccia almeno 4 mappe per ogni sito web e ne tiene conto per le sue attribuzioni di interesse in termini di ranking. Tieni conto di queste 4 mappe, perché lo farà anche Google, via via affinando i propri algoritmi e velocizzandone la risposta.

Knowledge: una prima mappa indica ciò che Google conosce. Rispetto al tuo sito web possiamo ragionare in termini di strutturazione. Un sito web ottimizzato correttamente consente a Google di effettuare una scansione ordinata rispetto ai contenuti più rilevanti per il nostro modello di business. Non sprecare le risorse di scansione di Google. Fai in modo che incaselli il tuo sito web tra quelli di cui capisce che affrontano (per bene) i topic più rilevanti nel tuo ambito di interesse.

Social: il grafo sociale è la mappa delle relazioni. In pratica Google ricostruisce la vita relazionale (quando ce n’è una) di tutti i siti web che scansiona. Il senso è capire “con chi te la fai”, non in termini classici riferiti ai link in ingresso, ma rispetto alle relazioni più ampie ed estese al testo, alle conversazioni, alla presenza reale e documentata all’interno di uno o più network.

Engagement: la portata d’ingaggio è la misura media della tua capacità di coinvolgere e far interagire altri utenti del web in base ai nuovi contenuti che pubblichi. L’engagement va misurato in due modi, il primo riguarda il numero di persone che interagiscono in senso assoluto, il secondo concerne il numero di influencer che riesci a ingaggiare. Entrambe le metriche sono importanti, ma è chiaro che se ogni volta che pubblichi un articolo sulla SEO, i massimi esperti mondiali nel settore lo commentano, evidentemente sei un buon SEO. 

Link: il grafo dei link rimane uno strumento di attribuzione di ranking importante, ma tra tutti quelli citati è sicuramente quello piùsporco. Generazioni di SEO zozzoni, lo hanno riempito di rumore, cercando di far crescere il ranking dei loro siti web artificialmente attraverso la link building più spietata. Questa condotta genera errori nelle serp, ai quali Google cerca di porre rimedio affinando sempre di più gli algoritmi di scansione e perseguendo le altre tre strade.

I link continueranno a contare, ma Google li metterà sempre più in relazione al resto, rendendo la link building canonica sempre meno efficace o penalizzandola del tutto in mancanza di buone mappe relative a knowledge, social ed engagement graph.

Questa è la situazione, quindi è arrivato il momento di concentrarsi più che mai sulla propria presenza online e di farlo con costanza e coerenza, in modo genuino e forte, perché la rivoluzione delle ricerche di cui tanto si parla, non sta arrivando. È già arrivata.