La Forza dei Legami Deboli

by francesco 1.7K views0

Nel 1985 Mark Granovetter scrisse un articolo che cambiò per sempre il modo di concepire la sociologia economica. Sarebbe stato un SEO eccezionale, ora ti spiego perché.

forza dei legami deboli
forza dei legami deboli

L’assunto da cui partiremo è il seguente: le relazioni personali sono integrate in reti sociali che generano fiducia e che creano relazioni di scambio diverse da quelle della razionalità economica.

Nel celebre saggio “La forza dei legami deboli”, Granovetter dimostra che i soggetti che sviluppano legami deboli, fatti cioè di conoscenze amicali non troppo strette, hanno più possibilità di accesso ad informazioni e in sostanza di trovare lavoro, rispetto a coloro che investono socialmente soltanto nei legami forti, cioè i familiari, i parenti e gli amici intimi. Lo studio fu sviluppato a partire dal concetto di embeddedness. Una roba interessante. Vediamo.

Il concetto di embeddedness

In qualunque società, l’economia è incorporata (embedded) negli schemi culturali, nelle abitudini, nel senso di responsabilità e di reciprocità di chi ne fa parte. Quanto più un sistema sociale è apertoe dedito allo scambio, tanto più alta sarà la probabilità che siaflorido, mentre al contrario la chiusura, l’indifferenza e l’egoismo fanno venire meno i link (diremmo oggi) utili a raggiungere risorse chiave. questo ragionamento vale per chi cerca lavoro come per chi un lavoro ce l’ha già e prova a sviluppare nuovo business.

La debolezza dei legami forti

Di contro, chiudersi solo nella propria cerchia parentale o amicale intima, consente di accedere ad una quantità e ad una tipologia di risorse definita e sempre limitata. C’è una situazione in cui pure i SEO come TUTTI i professionisti sul nostro pianeta rischiano di venirsi a trovare quando entrano all’interno di network di relazionichiusi verso l’esterno, le famose “parrocchiette”.

La debolezza delle parrocchiette FORTI

Io le chiamo così perché è divertente, ma in generale parliamo digruppi di individui, così come vengono studiati in sociologia, accomunati dal fatto di provare senso di appartenenza ad una linea di condotta comune. I SEO sono una comunità, ma non un gruppo. All’interno della nostra comunità esistono gruppi, o se preferisci “coalizioni” (come fossero partiti politici) in cui l’interazione genera ricchezza per chi vi appartiene. Questi gruppi, come dimostra la sociologia economica, sono tanto più capaci di garantire prosperità ai loro membri, quanto più alta è l’interazione e lo scambio con l’esterno, vale a dire che la forza dei gruppi risiede certo nel loro far fronte comune e difendersi dalle minacce esterne come troll e haters, ma anche e soprattutto nella capacità di creare e gestire (vecchi e) nuovi legami con l’esterno.

Una strategia SEO “debole”

Quando cominci a lavorare ad un nuovo progetto SEO, la prima cosa che fai di solito è metterlo in relazione con altri siti web simili ai quali puoi già accedere, ottenendo da essi link e menzioni. Liberare subito risorse dai tuoi legami acquisiti va benissimo, ma non puoi fermarti a questo primo step, piuttosto, per rendere davvero visibile un progetto, devi creare nuove sinergie con altri attori, magari complementari rispetto al tuo business, a meno che tu non sia un pazzo come me che pratica proprio l’abbraccio (con link) gratuito dei concorrenti

Donarsi senza riserve

Lo suggerivo ieri ad Amin El Fadil rispetto ad un’idea che sta sviluppando intorno alle consulenza SEO pro bono. Non c’è ricchezza più grande che donare le proprie competenze, condividendo senza riserve il proprio sapere. Quando assumi questa condotta succedono solitamente due cose, la prima è che entri in odore di santità come succede a Ryuichi i cui capelli prendono direzioni assurde proprio a tal motivo, la seconda è che nel giro di pochi mesi la tua condotta viene amplificata dal web attraverso il passaparola e finisci sommerso dal lavoro.

Sì, Granovetter aveva ragione e le dinamiche relazionali sul web accelerano ciò che aveva già dimostrato nell’85. Di contro la paura di perdere occasioni, che ti rubino il mestiere, o di essere superato da un concorrente, tende a generare quell’immobilismo in cui tutto ristagna.

Magari la settimana prossima provo a estrarre una strategia SEO a partire da questi presupposti, nel frattempo meditate amici… e non abbiate paura.