SEO e algoritmo LDA [Case study]

by francesco 1.5K views0

Oggi parliamo di tecniche di posizionamento basate su link provenienti da contenuti con caratteristiche specifiche, analizzando il caso di un algoritmo LDA.

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Premessa di oggi 🙂

Il senso di un blog come Seogarden è divulgare la SEO a tutti i livelli. Per questo motivo vi racconto le storie dei migliori SEO e tutti i riscontri degli studi che faccio, sia in ambito accademico per il dipartimento di scienze sociali della Federico II, che privato per le attività operative che seguo.

Un caso di studio

Ho cominciato come da prassi a guardare i profili dei link in ingresso dei siti più aggressivi in un segmento che stavo studiando. Il sito che mi ha colpito di più è comenonpagare.com, uno splendido esempio di pagina persuasiva, lunghissima e ricca, di quelle che ti acchiappano e ti portano per mano fino alla conversione, ma al contempo molto ben ottimizzata per i motori di ricerca.

Profilo dei link in ingresso

In questo caso non c’è un profilo di backlink enorme, in realtà i link sono pochi, ma provenienti da siti web che mi hanno messo parecchio a pensare.

Ad esempio c’è un link proveniente da mednat.org, un sito che parla di medicine e cure naturali per la salute, ma anche di teorie del complotto economico ai danni dell’umanità, argomenti apparentemente scorrelati ma non del tutto, a condizione di tenere la dietrologia come denominatore comune.

Una pagina interessante

Il link si trova su di una pagina che sviluppa il concetto della sovranità individuale (Ritorna SOVRANO e non più suddito del Sistema imperante mondiale = TRUST schiavista), lunga e ricchissima di contenuti su come le banche detengano il potere interplanetario, insomma, a leggerla tutta probabilmente ti dice pure chi ha sparato a Kennedy. La pagina è piena zeppa di link a wikipedia, quindi oltre a far co-occorrere e ad approfondire al massimo una serie di topic, risponde anche alle necessità di referenziazione bibliografica, nella più tradizionale logica ipertestuale. All’improvviso compare nel mezzo un link al sito comenonpagare…ops!

Lavorando sull’algoritmo LDA

L’esempio di cui sopra, si rifà a una tecnica di posizionamento basata sulla semantizzazione dei topic all’interno di contenuti web, che si chiama LDA, latent dirichlet allocation. L’ho riscoperta da poco grazie ad una chiacchierata col solito Simone Righini (prima o poi mi emetterà fattura, lo so). È un algoritmo originato nel 2003, in piena riflessione sul web semantico.

Lavorare in modalità LDA significa produrre contenuti in cui diversi sub topic ottimizzati per chiavi di ricerca, vengono aperti e sviluppati in modo da creare co-occorrenze tra tutte le possibili varianti semantiche che possono accompagnare la parola chiave riferita a un ambito specifico in cui stiamo facendo posizionamento. L’obiettivo è che Google nella scansione intercetti quel contenuto come rilevante e lo consideri una fonte, tale da trasmettere ranking verso contenuti linkati da quella risorsa.

Nel 2010, Fishkin si era accorto che l’algoritmo LDA si era sviluppato ulteriormente e ne aveva catturato alcuni aspetti attirandosi una marea di critiche e risate (soprattutto da questa parte dell’oceano).

La verità è che in questo momento, come fa notare Simone, in alcuni casi si riesce a fare posizionamento senza nemmeno far partire un link direttamente dalla risorsa ottimizzata in modalità LDA al contenuto da posizionare. Ancora una volta il segreto è nascosto nel testo ed è sempre stato là, davanti ai nostri occhi.

Sembra una magia. In effetti sta diventando intelligente, il ragazzo 🙂