Esperienza come valore aggiunto nella SEO

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Questo contenuto è rivolto a due tipologie di persone, la prima è l’imprenditore, cioè chi investe in servizi SEO, mentre la seconda è l’operatore di settore, cioè il consulente SEO. Lo scopo di questa pagina è aumentare il grado di consapevolezza dell’uno e dell’altro attraverso una serie di riflessioni sull’importanza dell’accumulare esperienza e consapevolezza per affrontare con cognizione di causa tanto il ruolo di chi compra, quanto quello di chi vende SEO.

Cos’è l’esperienza?

Secondo il dizionario Treccani, l’esperienza è la conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà: avere, non avere e. di una cosa;

Volendo approfondire la questione ho chiesto a Benedetto Motisi, un collega e amico, quale fosse la paura più grande per chi compra SEO e quale invece fosse la preoccupazione più diffusa per chi vende questi servizi, quindi per noi consulenti SEO.

Mi ha risposto:

 – Per i primi, la paura di essere fregati

 – Per i secondi, la paura di non riuscire

Molti imprenditori possono avere brutte esperienze rispetto alla SEO, perché si fidano senza avere conoscenza di quali ritorni produca una campagna di link building nel loro settore, quanto tempo ci voglia perché una buona ottimizzazione SEO produca risultati e soprattutto quanto costi una campagna SEO, cioè quanto bisogna investire in un certo settore (data la concorrenza) per ottenere buoni risultati di visibilità. In mancanza di queste conoscenze, ci si deve per forza fidare di chi si presume abbia esperienza nel settore e sia riconosciuto come un professionista competente.

Cosa diversa è l’esperienza utente

Il concetto di cui parlo qui, lo dico per completezza e per evitare ambiguità, non va confuso con i criteri di interazione di un utente con un sito web e con il fatto che Google attribuisca un ranking maggiore o minore a pagine web in cui l’esperienza di utilizzo sia più o meno piacevole e soprattutto utile rispetto alle finalità del progetto. Qui si parla dell’esperienza come avvedutezza per chi compra servizi SEO e di onestà intellettuale per chi questi servizi li vende, non di web usability e del suo rapporto con Google.

Ora possiamo finalmente porci questa domanda:

Come scegliere un SEO?

Chi deve decidere a quale SEO affidare l’incarico di sviluppare la visibilità del proprio sito web nei motori di ricerca, può consultare innanzitutto la guida di Google sulle competenze dei SEO, dopodiché, nel momento pratico della scelta può seguire strade diverse, ad esempio valutare:

  1. Come è posizionato su Google quel consulente SEO?
  2. Con quali aziende ha già lavorato quel consulente?
  3. Scrive libri o comunque si referenzia partecipando spesso a convegni?
  4. Cosa dicono di lui gli altri SEO? E perché?

Questi quattro punti sono tutti buoni metodi per valutare l’esperienza di un SEO, soprattutto l’ultima parte del punto 4. Perché si parla bene di un SEO? Qui credo valga la pena fare un distinguo tra autorità e autorevolezza.

Autorità e Autorevolezza di un SEO

Alcuni SEO sono molto visibili e ben voluti perché fanno un grande lavoro divulgativo o comunicativo in generale, altri invece pur non comunicando praticamente mai se stessi, sono rispettati da tutti. In questo passaggio c’è la differenza tra autorità in campo SEO ed autorevolezza. Un’autorità è colui che ti dice come si fa SEO o come non si fa. Tra i due preferisco senza dubbio i primi, soprattutto quando non hanno paura di mettere la loro esperienza gratis al tuo servizio fornendoti consigli pratici e aiutandoti a risolvere problemi di indicizzazione del sito. 

Diffida magari di quei professionisti che sono rispettati perché criticano gli altri. Un atteggiamento negativo verso il prossimo è segno di egoismo e chiusura. Probabilmente questi professionisti, per quanto validi, tengono più a venderti SEO che a prendersi cura effettivamente del tuo progetto web.

Poi ci sono i guru veri, quelli realmente autorevoli, che non aiutano né criticano, ma vengono spesso citati nei nostri blog SEO per via dei loro studi e del loro contributo alla comunità italiana dei SEO. A questi esperti vanno il mio tributo e il mio riconoscimento. Se riesci a ingaggiare uno di questi operatori, il tuo successo è assicurato. Mi fa piacere menzionare Piersante Paneghel, Enrico Altavilla e Alessandro Martin.

Come fa un SEO a vincere la paura di sbagliare?

Se le indicazioni che ho dato fin ora possono essere utili a orientarsi nella scelta di un buon consulente SEO, vorrei provare a dire qualcosa rispetto alla paura più grande che tutti noi abbiamo quando ci troviamo alle prese con un progetto nuovo. Inutile nasconderlo, TUTTI abbiamo paura di non riuscire ad aumentare il traffico organico, di non ottenere i risultati di posizionamento sperati, di fallire, deludendo le aspettative del cliente e soprattutto le nostre.

Del resto Google considera un’infinità di fattori di ranking e non sempre riusciamo a tenerli tutti sotto controllo. Perché non ammettere che non riusciamo sempre a comprendere il motivo per cui un sito di bassa qualità ottiene un posizionamento migliore del nostro? 

Google funziona male?

Diciamolo sinceramente, a volte noi SEO siamo abituati a trovare scuse. Quando le cose non vanno come vorremmo, tendiamo a dire che “è cambiato l’algoritmo” e quello che prima funzionava, adesso non va più bene. Un SEO di esperienza dovrebbe affinare la propria capacità di osservare i motivi per i quali una pagina web meno curata, con meno anzianità e con un profilo di link meno sviluppato, riesce a posizionarsi meglio di un’altra. È vero che Google può sbagliare, ma è altresì vero (e spesso accade) che semplicemente non riusciamo a cogliere alcuni elementi di un contenuto apparentemente povero e scarno nell’offerta informativa, ma che per certe caratteristiche si configura come più utile rispetto al nostro.

Per questo motivo, SEO pieni di esperienza come Emanuele Tolomei affermano che il miglior software per fare monitoraggi è la propria testa, a patto di essere abbastanza presenti da usarla come deve fare un SEO.

Per vincere la paura di fallire una campagna SEO, serve proprio questo tipo di esperienza, basata sull’osservazione , sulla ricerca, ma soprattutto sul comprendere che la qualità del lavoro di un SEO si legge nella sua capacità di capire dove Google vuole andare, piuttosto che coglierne i punti deboli.

Se però fai SEO e ti interessa vendere i tuoi servizi più che produrre risultati concreti, allora questo ragionamento ti sembrerà solo una perdita di tempo.

I SEO non sono tutti uguali

Nessuno di noi può far bene tutto. Un aspetto che tratto spesso è relativo all’iper specializzazione delle competenze (nella SEO come per tutti i mestieri). Questo è molto utile perché orienta i nostri clienti nella scelta del professionista a cui affidarsi. Ad esempio tutti sanno che non sono uno sviluppatore e questo mi rende inadeguato nel caso ci siano da seguire progetti che richiedono interventi importanti lato codice. Allo stesso tempo però studio e comunico il mio interesse per la semantica applicata ai motori di ricerca . Questo aiuta nella selezione, quei clienti che necessitano di un intervento legato all’ottimizzazione strutturale del proprio sito web e/o alla content strategy orientata al posizionamento organico.

È questione di dire la verità

Ho scelto di fare questo coming out perché credo ce ne sia bisogno. La domanda di servizi e di preventivi SEO sta crescendo, e ancora non esiste un modo chiaro per capire chi si occupa bene di cosa. L’invito che rivolgo a tutti i colleghi consulenti SEO è di dichiarare apertamente le proprie competenze specifiche attraverso i propri profili e i propri siti web. Così facendo sarà più facile scegliere un SEO con l’opportuno bagaglio di esperienza rispetto alle attività che ci vengono richieste ogni giorno.