Dal Page Rank al Panda Rank

by francesco 1.8K views0

In questi giorni di svago e rilassatezza, raccogliamo le idee e proviamo a parlare dei motivi per cui può valere la pena o meno, perdere il sonno per un punto in più di Page rank…e speriamo di non spararle troppo grosse!

page rank panda rank
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Il Page rank è stato per anni (ed è ancora così) un chiodo fisso di tutti i SEO specialist del mondo.

In base ad un algoritmo di analisi il cui nome tradotto sta per “rango di una pagina web”, ma che di fatto, gioca con il cognome di Larry Page, uno dei suoi padri, il motore di ricerca attribuisce più valore ai siti web “popolari”, rispetto al numero dei link in ingresso da altri siti.

 

In Qadra, la mia agenzia di comunicazione, abbiamo avuto come cliente, fino a pochi mesi fa, un imprenditore nel campo dell’arredamento, appassionato di SEO per necessità di fatturato. Utilizzava tutti i software di monitoraggio del pianeta e dormiva male se Alexa Rank segnalava che il sito era sceso sotto il 2 milionesimo posto nella classifica dei siti più popolari del mondo.

Era nel lato oscuro..

I numeri vanno anche bene, però vediamo di non darne troppi!

 

Un PR elevato, ti rende semplice posizionare in alto nelle serp i tuoi contenuti, però ci sono altre metriche che vanno considerate.Metriche orizzontali.

 

Già dall’estate 2010, con il lancio di Google Caffeine, si dichiarava che gli spider avrebbero riassorbito con frequenza sempre più elevata i contenuti partecipati tipici di blog, forum e social network.

Da quel momento tutti i siti web, si sono in qualche modo orizzontalizzati, ottimizzando le pagine in modo sociale, quindi sotto con:

 

  • bottoni sociali
  • feed da altri siti
  • commenti/recensioni ai contenuti
  • facebook like box
  • moduli twitter

 

Quest’anno, con l’arrivo di Goole Panda, l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di ricerca, dovrebbe avvenire la quadratura del cerchio. I siti web sui quali si sarà lavorato esclusivamente per il Page rank, senza tenere da conto le caratteristiche di usabilità, magari sovraottimizzandone la struttura e copiando contenuti, saranno ad alto rischio di incorrere nel Panda update.

 

Al vecchio Page rank, che ha funzionato -e funziona- su base verticale, da sito a sito, si aggiunge (non si sostituisce) il Trust rank, determinato dalla fiducia che gli esaminatori attribuiscono ai contenuti e infine il Panda Rank (Danny Sullivan lo chiama così), che rafforza la presenza dell’elemento umano nell’esame delle caratteristiche su cui sono strutturati i siti. I link provenienti da altri siti web gonfiano il PR, ma perché un progetto importante ottenga buoni risultati in termini di posizionamento, occorrerà essenzialmente lavorare per gli utenti (cosa che occorrerebbe spiegare a quel nostro ex cliente di cui sopra).

Perché succede tutto questo?

La necessità di questi update degli algoritmi di ranking è senza dubbio quella di ripulire le serp dalle “trappole”, come i siti il cui unico scopo e farti cliccare sulle pubblicità o le link farm, cioè i siti che servono solo a portarti a loro volta su altri siti.

 

Si lavora quindi per gli utenti, che prima di essere tali, sono persone. Persone che ti leggono e ti ritengono talmente utile da considerarti una risorsa da condividere. Persone con interessi pertinenti e a loro volta in contatto con altri utenti dagli stessi interessi. Una rete.

 

La mia opinione, ancora una volta contraria a quella di molti, è che il PR non va messo nell’armadio, ma che anzi occorrerà continuare a cercare i link di scambio con siti web pertinenti e più importanti. Quello che conta però sarà integrare lo scambio link verticale con quello orizzontale, attraverso le pratiche di SMO (social media optimization). Va da se, che per procedere ad una link building di tipo orizzontale non è più sufficiente trovare i canali giusti in termini di directory tematiche che ci accetteranno indipendentemente dai contenuti che pubblichiamo.

 

Dato che ci rivolgiamo direttamente agli utenti, saremo “costretti” ad avere contenuti di qualità, appunto risorse.

 

Guarda quanto è banale questo post. Sono anni che le guide SEO su internet ti dicono che per avere buoni posizionamenti occorre scrivere contenuti di qualità. E in effetti la qualità, unita ad una buona struttura e ad una buona pratica sociale dei contenuti e degli aggregatori del sito, resta per me in assoluto la via da seguire.