Le cose che NON ti servono

by francesco 879 views0

 

Si parla di SEO, attraverso un racconto simile a tanti altri, fatto di errori, strade percorse e linee designate sulla sabbia. Il senso è capire se ciò che stai facendo è realmente utile oppure no.

L’altro ieri ero in campagna per fare le conserve di pomodori come ogni anno di questi tempi, insieme alla famiglia di Claudia. Poco prima di rientrare per cena, ci siamo ritrovati Claudia e io a passeggiare sul limitare dell’orto, lei aveva in mano tre finocchi appena colti, sua madre strappava carote dal terreno. Aveva piovuto e da terra arrivava un profumo straordinario. Vorrei fartelo sentire.

Una brezza fresca di inizio settembre ci accarezzava le guance e il collo. Ero sereno, anche perché finalmente siamo riusciti a comprare tutti i mobili che servono per casa, almeno quelli essenziali per entrare, quindi, lo studio, il salotto, la camera da letto, i bagni, la cucina, lo sgabuzzino e il corridoio sono a posto. Fino a soli due anni fa non avrei avuto i soldi per fare una spesa del genere (non quantifico, ma è una cifra importante), non perché lavorassi in modo tanto diverso, ma perché senza rendermene conto, mi portavo addosso una serie di zavorre tali da tenermi costretto sotto diversi aspetti, non solo economici, ma anche e soprattutto professionali.

Le zavorre 

Tutti noi ne abbiamo. Credo rientrino in parte nel “patto sociale” e in parte nelle dinamiche di apprendimento e maturazione di ciascuno. Una zavorra è un peso che il più delle volte scegli volontariamente di caricarti sulle spalle perché hai paura di affrontare da solo quello che non conosci. Le zavorre sono importanti, perché ti preparano, ti allenano, ma ad un certo punto devi liberartene, altrimenti ti soffocano. È come quando a 12 anni il tuo piede passa in tre settimane dal 39 al 41. Che fai in quel caso? Ti tagli le dita dei piedi? Provi con gli antidolorifici? O magari cambi le scarpe? Non c’è nulla di fermo nell’universo. Tutto quello che facciamo è in movimento, e se non si muove sta finendo. 

Prima di lavorare come libero professionista, sono stato titolare di due società. Ho imparato molto da tutti i miei ex soci, ma è sempre arrivato il momento per me, vuoi per contrasti, vuoi per errori di valutazione, in cui quelle situazioni si sono configurate come zavorre inutili. L’enorme valore di queste mie esperienze, si è manifestato nel momento in cui ho maturato la consapevolezza per rendermene conto. Per questo renderò sempre grazie a tutti i miei ex compagni di viaggio, ai quali auguro ogni fortuna.

Quando smetti di avere paura

Arriva un momento, quando smetti di avere paura, in cui ti chiedi “e se…?”. Nel momento in cui cominci a farti queste domande nuove, se hai il coraggio di prenderti cura di quello che ne segue, ti renderai conto che in pochissimo tempo arrivano una serie di idee che non saresti mai riuscito a concepire con quei pesi alle caviglie. Si tratta di lasciar andare le certezze di casa per avventurarti nel deserto, da solo. Quanto sia bello trovarsi nel deserto e cosa puoi realizzare avventurandotici, puoi scoprirlo solo tu.

Porta il tuo sito web nel deserto

Poi ad un certo punto sei stanco perché il tuo sito web non ottiene buoni risultati di visibilità su Google e non capisci perché, dal momento che hai fatto tutto quello che fanno gli altri, hai una struttura simile, hai contenuti simili, hai addirittura usato un software per trovare i termini più rilevanti nei contenuti meglio posizionati.

E non ti viene in mente che il motivo per cui non ti posizioni è proprio quello, sei semplicemente uguale ad altri che sono venuti prima di te e che sono più in trust, vuoi solo per anzianità.

Allora se gli altri ti dicono di scegliere tra mele o pere, tu scegli banane. Puoi ridefinire qualcosa di già esistente donandogli una veste nuova, ma per farlo devi liberarti delle “zavorre”, che sul web sono le scelte “giuste” già fatte da chi è arrivato prima di te.

Fai sì che il valore sia la tua stella polare ed esplora il deserto delle possibilità a cui nessuno ha ancora pensato. Non è difficile se sei libero, al contrario è impossibile se ti muovi al sicuro, percorrendo strade già tracciate da altri.

Un contenuto di valore risponde meglio di altri alle domande giuste e per questo motivo diventa una risorsa che attira segnali nel tempo in modo autonomo e incrementale.

Trova le domande, trova il tuo valore, e lascia perdere quello che non ti serve.