Cosa manca nella SEO? Trova l’intruso!

by francesco 1.6K views0

Ultimamente mi sono ritrovato a parlare di LDA con Ivano Di Biasi e Simone Righini con i quali ho osservato alcuni aspetti della semantica sui quali Google si sta aggiornando in modi che mi costringono a rivedere parte delle cose che ho scritto fin ora su questo blog. Sono ancora abbastanza sorpreso. Ora vi spiego perché.

Cosa manca nella SEO
Cosa manca nella SEO

Quest’articolo contiene quello che la maggior parte dei SEO non vi dirà su come funziona Google. Eppure è sempre stato tutto là, davanti ai nostri occhi. Si parla di semantica, citazioni e richieste specifiche. Quando ho visto come risponde alle sollecitazioni di cui sto per parlarvi, io stesso non ci potevo credere.

Cos’è un contenuto utile?

Pensateci un momento: Google ha sempre dichiarato nelle sue linee guida, di attribuire ranking ai contenuti che gli utenti abbianointeresse a consultare e condividere, da cui conseguentemente nascono i link spontanei. Per questo motivo, i seo white hat, consigliano sempre di concentrarsi per creare contenuti di valore, piuttosto che ragionare su come fare per ottenere link in ingresso.

Ma un contenuto di valore è sempre anche utile? E per chi?

Il web è pieno di ottimi contenuti, tutti suddivisi per argomenti (o all’inglese topic) su come risolvere problemi di ogni tipo o realizzare/cucinare/organizzare qualunque cosa. Contenuti davvero enciclopedici che in passato venivano realizzati allo scopo di posizionare siti web di aziende tramite un link, come nel caso del sito di cui parlo nel post sui debiti. Certamente, guardando alcuni siti ultra complessi e senza un modello di business evidente, risulta difficile pensare che siano stati tirati su solo per fornire informazioni utili, a meno che non parliamo di wikipedia ovviamente.

Altra cosa che mi fa riflettere osservando la keyword density di questi contenuti, è che incredibilmente per i contenuti meglio posizonati, le stesse chiavi nel testo sono presenti nello stesso (quasi) esatto numero di volte.

Quello che ho capito studiando Simone, è che Google non fa più caso alla densità, ma al semplice fatto che quelle parole chiave siano presenti e semanticamente associate con altre nello stesso contenuto.

Analizziamo i topic

Il problema è che questi siti per quanto ricchi, parlano sempre degli stessi argomenti, ad esempio:

Contenuto 1. Topic: A + B + C + D

Contenuto 2. Topic: B + C + D

Contenuto 3. Topic: C + D + A

Insomma, una pagina web potrà essere anche più ricca e quindi valutata come tale e tenuta in considerazione, ma fondamentalmente conterrà informazioni che si possono trovare altrove.

Ora immaginate che una pagina sia gestita così:

Contenuto 4. Topic A + B + C + “N”

Dove N è un topic associato agli altri nel contenuto, ma di cui nessuno ha mai parlato in giro. A questo punto la domanda è:

l’argomento N è utile?

No, a meno che gli utenti non comincino a chiedere in giro di quell’argomento specifico.

…e ci stiamo avvicinando.

Sta diventando intelligente, il ragazzo.

Ivano faceva notare già tempo fa, che Google riesce a comprendere il senso di una frase indipendentemente dalle parole chiave specifiche, vale a dire che può cogliere le differenze di senso tra due frasi in cui sono usate le stesse parole per significare cose diverse.

Io mi sono semplicemente chiesto se questo meccanismo valesse anche per le domande degli utenti…

quello che ho scoperto è che in ottica SEO, c’è una differenza abissale tra un contenuto di valore e uno utile e se avete colto il senso di questo articolo, adesso la conoscete pure voi.