Confessioni di un SEO

by francesco 743 views0

confessioni seo
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In caso ti abbia fatto credere qualcosa di diverso, oggi vorrei dirti realmente come stanno le cose rispetto al mio lavoro e ai risultati che porto, così magari prima di contattare me ci pensi sopra.

Cosa significa essere un buon SEO? Aumentare il traffico profilato verso i siti web? E come? Riesci a dimostrare di saperlo fare sempre e comunque? Oggi vorrei essere molto chiaro, perché a forza di condividere articoli su articoli, qualcuno comincia a pensare che io mi reputi infallibile, ma si sa, l’infallibile è solo colui che chiamano “il pasticcere”.

No, sono tutt’altro che infallibile. La maggior parte dei progetti web che seguo crescono lentamente, poi ci sono casi sporadici in cui si verificano picchi di crescita pazzeschi, ma anche altri in cui la crescita non arriva. Solitamente le persone parlano bene di me, ma troverai certamente chi ti dirà che non ho fatto un buon lavoro. Quello che proprio mi dispiace è l’essere criticato da colleghi che mi tacciano velatamente di essere un fuffarolo (abbiate il coraggio di dirmelo in faccia) perché i miei articoli non sono seguiti dai dati, tabelle e grafici che “dimostrino” la veridicità inequivocabile di quello che scrivo.

 

Perché non riporto i dati di crescita?

Ci sono diversi motivi per cui non lo faccio pubblicamente, il primo (e principale) è per tutelare la privacy e l’identità delle persone che seguo e che mi danno i soldi per pagare le bollette. Tengo tantissimo ai miei clienti. Detto questo, molti dei risultati più belli che ho ottenuto nell’ultimo anno sono relativi a siti web di SPA multinazionali che non sono miei clienti diretti o per i quali esistono accordi di riservatezza (NDA). Certo, potrei riportare i dati senza dire a quali siti web si riferiscono, ma a queste condizioni come faresti a sapere che non li ho falsificati? 

Vogliamo parlare dei colleghi che ogni tanto condividono i grafici Analytics dei loro anonimi clienti che spiccano il volo? Cosa me ne faccio di queste erezioni incontenibili buttate su facebook? Il Tagliaerbe e Ricardo Mares, dovrebbero criticare questi SEO, non chi lavora di notte per condividere riflessioni sul proprio lavoro senza giocare a chi ce l’ha più lungo. Lo dico con un pizzico di rammarico.

 

I SEO che pubblicano i riscontri (dato per dato) dei loro studi, portano sempre a casa il risultato?

Ogni tanto capita che uno o più clienti soddisfatti mi scrivano ringraziandomi e chiedendomi di pubblicare i loro risultati. È il caso Michele, che ha visto un notevole aumento nelle richieste di preventivo, di Mauro che invece ha visto un aumento di traffico pazzesco da quando l’ho indirizzato nella giusta direzione. Allo stesso modo capita che altri parleranno male di me perché ho commesso un errore, come tutti, ma quello che mi preme dire e che sbagliano anche i colleghi iper tecnici e prolifici di dati. Pensi che io non riceva (tanti) contatti da persone che si sono trovate male con i TOP SEO?

Le pezze d’appoggio sono importanti, quindi ben vengano, ma non hanno meno dignità del modo in cui presento le mie riflessioni, non dimostrano niente, semmai che a determinate condizioni una certa pratica può funzionare… e ad altre? Le mie idee sulla SEO provengono da casi nei quali ho riscontrato un vantaggio a muovermi come descrivo, ma non funzionano sempre. Lo studio delle condizioni di falsificabilità è al centro delle mie riflessioni quotidiane, quindi scrivo questa confessione per dichiarare apertamente che nei miei articoli non c’è la verità assoluta, ma il racconto di intuizioni che producono risultati al verificarsi di certe condizioni. Alcuni provano a percorrere le strade che suggerisco e si trovano molto bene, altri meno.

Si tratta solo di dire le cose come stanno e credo siano pochi i SEO ad averne coraggio.

Questo devi saperlo prima di contattarmi per chiedermi una consulenza SEO o di curare la strategia per il tuo sito web, perché sarebbe per me un dispiacere forte pensare di venderti qualcosa di diverso da quello che ti aspetti. 

 

Conclusioni

Se quindi ti fa piacere leggere le cose che scrivo, continua pure a farlo, ché mi fa piacere condividerle, ma se ritieni che dovrebbero essere presentate in modo diverso da come lo faccio, allora per i tuoi studi riferisciti ad altri, più “preparati” e sicuramente più capaci di me nel dimostrare la loro bravura.

Tante cose che ho scritto qui, vengono comunicate sempre a chi mi contatta, perché ci tengo. Mi fa piacere pubblicarle perché credo sia opportuno in chiave di trasparenza. Detto questo temo che lo scontro epistemologico tra i SEO che misurano e quelli che comprendono sia solo appena cominciato. Google cresce in chiave semantica e il mondo dei SEO più tecnici viene invaso da una serie di nuove riflessioni verso le quali esiste (ed è palpabile) una certa resistenza. 

Accade nelle rivoluzioni scientifiche e in tutti gli scontri paradigmatici.

Questa si chiama evoluzione e dobbiamo farci i conti.