Come vorrei fosse organizzato un evento sul search marketing

by francesco 1.2K views0

come vorrei fosse evento search marketing
come vorrei fosse evento search marketing

In Italia l’offerta di eventi sul search marketing è varia e variegata, ma quelli esistenti rispondono alle nuove domande che stiamo cominciando a farci in questo periodo?

Nella SEO “spiegata” è tornato l’illuminismo. Viviamo proprio nell’era del “tranquilli, siamo qui noi”, dove ogni cosa è misurabile altrimenti non esiste. Le discussioni sui punti e le virgole dividono i SEO fino a farli scontrare duramente, cosa divertente per chi assiste, soprattutto utile a chi ogni giorno si prodiga affinché le nostre idee siano confuse e la nostra SEO debole.

Se puoi misurarlo puoi capirlo

Quest’affermazione va bene se devi prendere le misure per un cappotto, ma è incredibilmente ingenuo pensare che il posizionamento organico di un risultato su Google possa essere oggetto di studi quantitativi su vasta scala. Seguimi, se voglio osservare l’incidenza in serp delle sole menzioni del brand name senza link, presenti nel testo di blog e forum esterni, dovrei creare un blog da zero con un nome unico, ottimizzarlo per una chiave di ricerca e procedere a riempire siti web esterni di sole menzioni per osservarne nel tempo l’efficacia.

Primo problema: come faccio a capire che l’eventuale visibilità è prodotta dalle menzioni?

Soluzione: crea due siti test molto molto simili per struttura e contenuti, produci le menzioni verso uno solo dei due.

Secondo problema: e se le menzioni da sole spingessero di più in un settore e di meno in un altro?

Soluzione: crea 20 blog in 20 ambiti diversi, ottimizzali per 20 chiavi di ricerca precise e riempi siti web esterni di sole menzioni per osservarne l’efficacia. Ovviamente per la verifica devono esistere altrettanti blog quasi uguali che non riceveranno menzioni. 40 siti web in tutto (e sono comunque pochissimi).

Terzo problema: ho fatto questo test un’anno fa, se lo rifaccio ora escono gli stessi risultati?

Soluzione: ripeti il test ogni 6 mesi ripartendo da zero per tutta la vita.

Quarto problema: ammettendo di aver dimostrato che le menzioni o i link nofollow da soli non spostano niente, come posso dimostrare che non abbiano una qualche rilevanza messi in combinazione con altri segnali forti come link dofollow?

Soluzione: crea 40 siti web in ambiti diversi. Sui primi 20 fai arrivare esattamente gli stessi link dofollow più menzioni o link nofollow, sugli altri 20 (quasi uguali ai primi) fai arrivare solo link dofollow. 

Se hai fatto un test del genere

Dopo un test del genere (faccelo vedere) faresti comunque bene a conservare un ragionevole dubbio su come funziona Google, perché un motore di ricerca non è un laboratorio sterile, ma una piazza aperta alle interazioni utente / serp. Chi ti dice che Google non componga le pagine dei risultati di ricerca anche in base al rapporto tra segnali deboli come menzioni e ctr in serp o tempo di permanenza in pagina? Hai fatto un test anche su questo? Con un bot? 🙂

È solo un esempio, ma potrei andare avanti per molto. Mi dispiace, ma se pensi che in questo caso dobbiamo rimetterci a quello che dice Google attraverso i canali ufficiali, non sei più un SEO che misura e prende atto, ma solo un operatore che si affida al giudizio di chi ritiene credibile. 

Insomma, i link nofollow non vengono presi in alcuna considerazione, lo ha detto Google quindi è vero senza condizioni. Chi sostiene il contrario è un eretico, peccato solo non si possa dimostrare, ma è un dettaglio…

Come ho scritto in passato, testare è indispensabile per farsi un’idea del terreno su cui ci muoviamo e trovare soluzioni applicabili a casi specifici, ma certo l’idea di estrarre regole generali da un test, è un ingenuità che non possiamo proprio permetterci, non in regime di complessità sociale. Diamine!

Come vorrei fosse un evento sulla search

Mi piacerebbe che vi partecipassero i più grandi SEO d’Italia e dal resto del mondo. Mi piacerebbe vedere case study specifici e ben documentati, del tipo “in questo caso abbiamo fatto così e abbiamo ottenuto questo”. Mi piacerebbe che ciascun relatore raccontasse l’idea che si è fatto su come funziona Google e su come funzionerà, mi piacerebbe che si lanciassero ipotesi non dimostrate e non dimostrabili. Mi piacerebbe che si producessero spunti anche assurdi, ma tali da far aprire la mente alle persone, a chi non capisce un accidenti di informatica, ma anche e soprattutto ai programmatori esperti.

Mi piacerebbe che nessuno si permettesse di dire cose come “funziona così”, “si fa così”, “così è giusto e così no” perché abbiamo lo studio che lo dimostra. Mi piacerebbe che si parlasse di chi si posiziona a bestia facendo il fisioterapista e non il SEO, di chi mantiene la famiglia con il suo network di siti web. Mi piacerebbe che parlasse chi fa SEO, chi fa AdWords, chi insegna sociologia e filosofia e non di chi fa i corsi di web marketing.

Mi piacerebbe sorprendermi nel ritrovare persone che parlano di persone, non tecnici che ragionano di algoritmi.