Come diventare venditori di sulcesso

by francesco 1.5K views4

La SEO come tutte le branche del marketing digitale, porta con sé una base tecnica ampia e spesso difficile da comunicare ai clienti. Il sulcesso nella vendita di servizi SEO non è una dote di tutti gli operatori di questo settore, ma solo di quelli più abili a tradurre dati e termini incomprensibili in parole chiare, magari confortanti.

Venditore di Sulcesso
Venditore di Sulcesso

Se vuoi diventare un venditore di sulcesso devi imparare a parlare come mangi… e a mangiare cose normali. Il primo passo è prendere il linguaggio tecnico e tradurlo in termini chiari. Cosa accidenti ne sanno i nostri clienti di cos’è una SERP? Perché non chiamarla direttamente “pagina dei risultati di Google“? Invece di ammantarti con l’alone di santità cibernetica proprio di chi fa ottimizzazione per i motori di ricerca, torna sul pianeta Terra e prova a spiegarmi in modo semplice cosa posso fare per migliorare il mio posizionamento su Google. Parla con me, non sopra di me. Vediamo come.

 

Rispetta il tuo interlocutore

Noto (ormai) da anni un certo scetticismo nelle persone che cercano servizi SEO, proprio perché NON è chiaro il modo in cui vengono sviluppati. L’errore che allontana maggiormente i venditori dal sulcesso nella chiusura di un accordo commerciale è l’autoreferenzialità. Non puoi avere sulcesso se la tua strategia di vendita è dire che costi tanto perché hai clienti importanti. Le persone non si fidano del tuo curriculum, ma di te, di quel che gli fai percepire durante una skypecall, al telefono, di persona o attraverso i tuoi post su facebook. È il modo in cui comunichi a fare la differenza tra sulcesso e sconfitta. Per vendere un servizio come la SEO dunque devi emanare presenza e competenza, non distacco, altrimenti chi hai di fronte potrebbe sentirsi preso in giro, deprivato del rispetto che si deve al proprio interlocutore. Forse avrà ragione.

 

Il sulcesso senza trucchi

Ho molto rispetto per i venditori professionisti. Credo che persone come Frank Merenda abbiano davvero creato modelli di sulcesso, portando centinaia di professionisti a realizzare i propri sogni e in alcuni casi a costruire dal niente vere e proprie fortune. Negli ultimi anni tuttavia grazie alle sponsorizzazioni su facebook, sono emersi diversi personaggi più o meno abili a raccontarti i dettagli della nobile arte del “Come fare il nodo alla cravatta per vendere di più“. I giochi della mente, la programmazione neurolinguistica e la fisica quantistica (perché tutto è uno, quindi sei il numero uno), riescono a fare presa sulle menti deboli, portandole a pensare che il sulcesso sia a portata di mano, ma sai benissimo che viene meno proprio nel momento del bisogno (scusa, mi scappava).

I trucchi da mentalisti – su Linkedin Mental coach – fanno pensare più a uno stratagemma per vendere contratti luce/gas al telefono, che ad un modo per conquistare l’attenzione di chi cerca servizi SEO. Per vendere devi piacere alle persone, per piacere alle persone devi essere vero, non sembrarlo come i cuochi alla TV. Scommetto che te lo sei chiesto mille volte: ma quando trovano il tempo per cucinare?

 

 

Non vendere servizi SEO

Ecco il mio segreto. In un mondo dove tutti i miei concorrenti spingono sui loro servizi e sui corsi SEO, il sulcesso si nasconde nel pensare solo ai contenuti, senza nemmeno usarli come viatico per vendere qualcosa. Quando faccio consulenze suggerisco sempre di sviluppare call to action in modo robusto, quasi maniacale, eppure sul mio blog non ci sono richiami all’azione da venditore di sulcesso. Il gruppo dei Fatti di SEO potrebbe essere la classica community padronale creata per vendere un corso o un software (e non ci sarebbe niente di male), salvo che a me non interessa. Forse di me come professionista colpisce proprio l’approccio commerciale. Colpisce perché non c’è. Alcuni esperti mi hanno definito “simpatico”, e senza rendersene conto hanno centrato esattamente il punto che fa di me un venditore di sulcesso: sono semplicemente simpatico.

Tu conosci l’etimologia della parola “simpatico”?

🙂