Citazioni virali su facebook

by francesco 3.1K views0

Qualche giorno fa al ristorante con la mia fidanzata ho sentito tre persone al tavolo vicino al nostro parlare di un’immagine su fb con la citazione di Giovanna D’Arco: “è succies ca m’aggia appicciaout”. Mi sono trattenuto a stento dall’alzarmi fiero in piedi e gridare “l’ho postata io!”. Oggi parliamo di strategie per la diffusione virale di contenuti.

 

Nota polemica d’apertura: questo post è un tributo ai docenti di social media marketing che non hanno mai passato un giorno su facebook se non per cazzi loro.

Succede da un paio di mesi o giù di li. All’improvviso è nata la moda di mettere citazioni famose, detti popolari e modi di dire d’ogni genere in bocca a personaggi improbabili. Da Maometto che ci rivela le sue intenzioni per le vacanze con “quest’estate vado in montagna”, a Biancaneve coi nani al seguito che fa notare “simm sett ott e nuje”.

A quel punto mi sono detto: perché non cavalcare la tendenza e vedere che succede?

Nel mio caso si trattava di creare contenuti tenendo conto di 4 passaggi:

  1. Formato: esistono diversi layout riconducibili ai post virali. Quello delle citazioni presenta fondo nero, testo bianco e immagine del personaggio su uno dei lati.
  2. Contesto: la difficoltà più grande è stata creare messaggi dall’impatto virale pertinenti con il web marketing e il SEO in particolare.
  3. Rimando: ho creato un richiamo aggiungendo un logo (piccolo) all’immagine e un link a SeoGarden per ogni post.
  4. Cadenza: insistere, insistere, insistere. Ho pubblicato ogni mattina per 15 giorni un’immagine diversa, postandola alle 10:00 sulla pagina SeoGarden e condividendola alle 15:00 sul mio profilo.

Cosa è successo?

Le condivisioni, i like e i commenti sono arrivati subito. Dopo dieci giorni sono cominciate ad aumentare sia le visite sul mio blog che la portata della pagina fan da 700 a 7000 utenti. Anche i posizionamenti in serp sembrano essere più solidi perché non è aumentato solo il traffico di referral da facebook ma anche quello organico con una sfilza di chiavi secondarie che non puoi avere idea.

Lo so a che stai pensando…che c’entra “è succies ca m’aggia appicciaout” con il SEO?

Wagliù, scusate, mi sono fatto prendere la mano. Questa storia è troppo divertente!