Capire La Query, Webinar Gratuito

by francesco 1.6K views0

capire la query
capire la query

Due query pur apparentemente vicine, possono dar vita a serp completamente diverse. Imparare a leggere cosa si nasconde davvero dietro una query è un passaggio importante per ogni SEO. Ci rifletteremo sopra martedì 29, durante il mio prossimo Webinar per Semrush.

Ecco il link per registrarti al webinar.

I nuovi SEO “semantici” devono stare attenti a non cadere nell’ingenuità di credere che qualunque pagina web possa essere posizionata in funzione del testo che c’è scritto sopra. Il testo distribuito generosamente in pagina, più o meno elaborato che sia, non è sempre un fattore di ranking importante, anzi a volte può essere un aspetto che rema contro il posizionamento.

 

L’abstract del mio prossimo Webinar 

Conosci la differenza tra una query e una keyword? I fattori di ranking sono difficili da cogliere perché variano in funzione delle intenzioni di ricerca e delle query stesse. In questo breve viaggio capiremo perché le chiavi related nascondono un terribile inganno e soprattutto, come fare a scoprire quello che Google non vuole dirci a partire da un approccio mentale semplicissimo.

Per rendere il tutto più succoso, un case study sull’utilizzo delle dicotomie nella composizione testuale. Solo per gli irriducibili della semantica applicata ai motori di ricerca.

 

Contenuti del webinar:

 – Differenza tra keyword e query

 – Le caratteristiche di un contenuto rilevante per una data query

 – La variabilità dei fattori di ranking

 – Segnali interni

 – Fil Rouge (case study)

 

Margherita ci sta dicendo che il testo non funziona più?

Beh, se la pensassi così dovrei prendere il Manuale di SEO Gardening e dargli fuoco, perché in quel libro spiego tutti gli algoritmi che utilizzo ogni giorno per fare posizionamento basandomi su contenuti e struttura. Voglio semplicemente dire che se gli utenti cercano “orologi online”, non vogliono sapere chi ha inventato l’orologio né la frequenza con cui viene regolato quello della famosa torre di Londra, bensì, vogliono vedere orologi, solo e semplicemente orologi. Gli unici testi che quell’utente è interessato a vedere riguardano il nome del modello e il prezzo. Qualunque altra informazione in quella pagina, la renderà meno rilevante rispetto alla query orologi online.

 

Gli e-commerce e il testo

La query dell’esempio che ho fatto sopra, mostra nella maggior parte dei casi la categoria principale degli orologi di un sito e-commerce, generico o specifico che sia. Una bella lista (magari lunga) di orologi ordinabili per tipo, marca e prezzo. Fantastico. Se proprio voglio leggermi due righe di descrizione su quell’orologio ci clicco sopra ed entro nella scheda prodotto, altrimenti no. NIENTE TESTO, sarebbe controproducente e allontanerebbe quel documento dalle intenzioni di ricerca degli utenti che cercano orologi online.

 

Cosa conta al variare della query

Cosa molto diversa invece, sarebbe se ragionassimo sulla query “tipi di orologi”, “marche di orologi” o addirittura “guida orologi”. Queste query, pur essendo pertinenti con la prima, sono in realtà molto lontane da essa. Insomma si parla di orologi, ma devi essere in grado di capire quando un utente vuole vederli e quando invece vuole leggerne. In questo secondo caso è il testo ad aumentare la rilevanza di un documento rispetto alla query, mentre nel primo caso conteranno l’aspetto della pagina, l’ottimizzazione di base della stessa, la quantità di orologi e il prezzo, ma anche e soprattutto i segnali che quella pagina riesce ad ottenere.

 

I segnali, da dove?

Quando non puoi giocartela sul testo, devi muoverti facendo in modo che la tua pagina divenga rilevante in funzione dei segnali che ottiene dall’esterno o dall’interno. La link building è una strada che può essere seguita e che funziona bene, ma ultimamente sto sviluppando una tecnica molto potente che mi consente di accrescere il valore di una pagina web con poco testo, facendola linkare da altri contenuti interni allo stesso sito web. Puoi muoverti sostanzialmente seguendo due strade, la prima è far linkare il tuo contenuto obiettivo (categoria orologi) da tanti articoli interni, la seconda è creare un unico pillar content molto robusto e semanticamente sviluppato per posizionarsi bene rispetto ad una rosa estesa di chiavi di ricerca vicine alla tua chiave di interesse.

Un link “messo bene” dal pillar content alla pagina che intendi rendere visibile, potrà regalarti sorprese che al momento non credi possibili. Tutto sta nel comprendere il senso di una query e la possibile distanza nelle intenzioni di ricerca, tra due query correlate.

 

Conclusioni

I software (Google compreso) ti mostrano rose di keyword chiamandole correlate, ma in effetti dovrebbero limitarsi a dire “pertinenti”. Due chiavi vicine possono richiedere attenzioni e riflessioni completamente diverse, ma questo nessun software te lo dirà mai. Se vuoi capire una query, devi imparare ad osservare, ma non come fanno i grandi, come fanno i piccoli.