Aumentare il Traffico di un e-Commerce Con la Semantica

by francesco 1.1K views0

isoleinrete
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In questo articolo annuncio il case study di cui parlerò durante l’evento di Cagliari del prossimo 10 ottobre all’Open Campus di Tiscali. Si chiamerà #Isoleinrete. Tutti invitati.

Chi ragiona di SEO e Semantica, lo fa seguendo principalmente due strade, la prima è quella del semantic markup, che tiene conto dei “dati” come entità strutturate, codificate attraverso protocolli software definiti da organismi quali schema.org. La seconda, più pericolosa e (per me) affascinante, è quella che considera le relazioni sottostrutturali tra entità e parole chiave, laddove ogni parola che non sia una stop word è da considerarsi un’entità potenzialmente rilevante.

In questo secondo approccio gli aspetti strutturali della SEO vengono messi in secondo piano rispetto all’analisi semantica latente e all’individuazione dei concetti da distribuire nei topic di documenti web con determinate caratteristiche, utilizzando modelli compositivi probabilistici.

Il famoso algoritmo LDA di cui parlo tanto, è proprio un modello matematico che individua la distribuzione di frequenza di un oggetto entità con determinate caratteristiche, all’interno di un contesto di significazione ampio e circostanziato. In pratica si tratta di individuare un nodo pertinente, non rilevante e ad elevato volume di ricerca e di farlo diventare il fil rouge di un pillar content, tale che l’intero contesto del documento ne risulti declinato in una direzione particolare.

 

Un problema dei siti e-commerce

Questo tipo di approccio, che presenterò in anteprima a Cagliari, ma di cui parlo già nelle conferenze e durante il mio corso seo, è evidentemente basato su quello che uno scrive in uno o più documenti interni allo stesso sito web o su siti diversi, interconnessi su base ipertestuale o semantica. Va da sé che si tratta di scrivere e (come vedrai) anche tanto, creando pagine che finiscono per forza di cose ad essere molto lunghe. 

A questo punto, un problema rispetto ai siti e-commerce è che se dovessimo utilizzare queste tecniche per fare posizionamento organico sulle categorie di un negozio online, saremmo costretti ad avere testi introduttivi da decine di migliaia di battute. Quindi ti svelo un segreto: alcuni contenuti possono, anzi devono essere molto ricchi di testo, altre volte come nel caso dei siti e-commerce, assolutamente no

Un utente che finisce sulla pagina principale della categoria “profumeria online” di un sito e-commerce, non cerca tutte le informazioni sulla storia dei profumi, sugli aspetti sociali e sui film intorno all’argomento, cerca molto più semplicemente i profumi. È lì per quello. Se stesse cercando informazioni laterali e di contorno userebbe query diverse, invece sta cercando profumi, solo e nient’altro che profumi, quindi è naturale che Google premi contenuti che rispondono direttamente alla domanda esplicita degli utenti. 

 

Una soluzione, utilizza un contenuto d’appoggio

Non puoi posizionare la categoria prodotti di un e-commerce riempiendola di testo, devi muoverti su di un altro contenuto, esterno o come ho fatto nel caso studio di cui parlerò, interno allo stesso sito. Devi creare la guida definitiva sull’argomento e strutturarla in modo tale che trasmetta la sua forza al tuo contenuto obiettivo, cioè quello che intendi posizionare.

Durante l’evento a Cagliari parlerò di:

 – Come strutturare il contenuto “pillar” individuando i topic da trattare;

 – Come individuare il topic N da distribuire al suo interno per aumentarne il valore e la rilevanza;

 – Come distribuire il topic N all’interno del documento per ottenere il giusto equilibrio in termini compositivi;

 – Come mettere in relazione il contenuto pillar con il contenuto obiettivo;

 – Come innescare segnali dall’esterno sul brand.

 

Ci vediamo?

Insomma tanta roba, ma in un’ora circa dovrei farcela. Sono certo sarà una bella esperienza, sicuramente per me. Spero di incontrarti a Cagliari… e di incontrarti numeroso, ché ne vale la pena.