Tag: Penalizzazioni SEO

Cos’è una penalizzazione SEO

Le penalizzazioni SEO sono azioni intraprese dai motori di ricerca nei confronti di uno o più siti web per ridurne la visibilità organica. Tali azioni sono dovute a condotte valutate in violazione delle linee guida per i webmaster stabilite da Google. Più specificamente, Google penalizza gli interventi che ritiene manipolativi dei meccanismi di attribuzione di ranking nelle pagine di risposta dei motori di ricerca.

 

penalizzazione SEO
penalizzazione SEO

Ad esempio, Google valuta come attività penalizzabile la compravendita di link al solo scopo di fare posizionamento organico. Acquistare link dai nuovi “mercanti” di visibilità non è quasi mai una buona idea, perché chi vende link del proprio PBN, finisce con l’essere facilmente individuabile dagli algoritmi antispam di Google.

 

Link building network

Text-Link-Ads (ora Matomy Seo), LinkLift (attualmente chiuso), Backlinks.com (tutt’ora funzionante) e Teliad (ora Seeding Up) sono poi ottimi esempi di network che consentono di ottenere link da un’enorme quantità di siti web a tema con il tuo, almeno fin quando Google non decide di incrociare i dati e far partire migliaia di azioni manuali all’indirizzo di siti web aziendali, per altro spesso inconsapevoli della strategia di link building scorretta utilizzata da chi si occupa di posizionamento su Google.

Prima i scendere nel dettaglio, vorrei chiarire una cosa: le attività scorrette come lo spam link o il cloaking, sono appunto scorrette, non illegali. Muovendoti in modo non conforme alle linee guida di Google, non diventi responsabile di alcun illecito civile o penale, a meno che nel farlo tu non commetta qualche reato, ma questo è un altro conto.

Cercare di ingannare Google a fini didattici va dunque benissimo, e anzi, secondo molti grandi professionisti del nostro settore non c’è modo migliore per imparare a far SEO, ma di certo un conto è studiare per capire fin dove ci si può spingere, altra storia è fare spam come strategia base per il posizionamento dei tuoi clienti. Insomma, per lo meno avvertili.

 

Cosa provoca una penalizzazione

Le penalizzazioni possono essere causate da fattori endogeni ed esogeni. I primi sono interni ai siti web e riguardano la sovra ottimizzazione di titoli e intestazioni, la creazione di (migliaia di) pagine automatizzate con testi duplicati, il keyword stuffing, cioè l’inserimento ingiustificato di parole chiave nel corpo delle pagine, il cloaking, cioè un artificio tecnico che serve a mostrare una pagina agli utenti e una diversa ai motori di ricerca, etc.

I fattori esogeni sono quelli esterni al sito web, legati per lo più alla compravendita di link accennata in precedenza. Alcuni esperti SEO sviluppano interi network di siti web in modo automatizzato, unicamente finalizzati a far arrivare migliaia di link verso i siti web da posizionare. Questo modo di procedere viene spesso utilizzato per business di brave durata, perché Google riesce ad accorgersi molto presto degli interventi spam e li punisce severamente.

 

Tipi di penalizzazione

Le penalizzazioni sono di due tipi, algoritmiche e manuali. Nel primo caso il “sistema” Google fa tutto da solo: individua una pratica scorretta o comunque tale da rendere il sito meno meritevole di visibilità e gliela abbassa, facendo peggiorare il posizionamento di una o più pagine web. Con l’integrazione dell’algoritmo Google Penguin all’interno del core di Google web search, abbiamo un grado di accuratezza maggiore rispetto alla determinazione delle pagine da penalizzare. Le penalizzazioni algoritmiche possono riguardare le pagine del sito web se ritenute troppo povere di contenuto, troppo ridondanti o in tutto sovrapponibili tra loro, ma possono anche colpire un sito web in funzione dei backlink che riceve, soprattutto quando esiste una discrepanza molto forte tra link in ingresso e menzioni del progetto sulle piazze digitali pertinenti e tale discrepanza non riguarda gli altri siti web dello stesso tipo.

Le azioni manuali sono comminate dal team antispam di Google e riguardano quasi sempre link in ingresso per i quali ci si è accorti di un intento manipolativo del ranking. In questo caso Google segnala la penalizzazione attraverso la search console, riportando esempi utili a capire quali sono le corrispondenze da ripulire per risolvere la situazione.

 

Come uscire da una penalizzazione

L’argomento è vasto. In generale una buona SEO onsite e una buona content curation sono più che sufficienti a risolvere una penalizzazione algoritmica dovuta a fattori endogeni, mentre un buon lavoro di ripulitura dei backlink tossici, unitamente alla segnalazione dei siti da disconoscere attraversi il Disavow tool, il più delle volte è sufficiente a risolvere un’azione manuale. 

I SEO sperano sempre di non trovarcisi dentro, ma prima o poi capita a tutti. Ricordo racconti epici di colleghi che hanno cercato di fregare Google inviando richieste di riconsiderazione “piccate”, mostrandosi risentiti per la penalizzazione immeritata, pur avendo in realtà la coscienza sporchissima… e il ballo è che qualche volta ha pure funzionato!

La SEO è come una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita.

 

Leggi gli articoli sulle penalizzazioni SEO