I termini vecchi nella SEO

by francesco 1.543 views2

I termini ormai superati vengono ancora ricercati per definire ciò che adesso si chiama in un altro modo. Ottimizza i tuoi contenuti tecnici tenendo conto di come le persone sono abituate a chiamare le cose, non solo di come si chiamano adesso.

Il principio appena esposto è tanto più valido quanto più una società è abituata a generare nomi nuovi per istituzioni già esistenti. Ad esempio, se hai studiato all’università, può darsi tu sia ancora abituato a chiamare il luogo fisico “facoltà”, ignorando che ora il termine è stato sostituito con il più moderno “dipartimento”. Io preferivo facoltà, quindi continuo a chiamare e cercare in questo modo le informazioni sulle università di mio interesse, pur sapendo che ormai il termine è improprio. Improprio, tuttavia non desueto.

Una volta avevo la “facoltà” di non seguire i corsi, oggi il termine “dipartimento” suona militaresco e coercitivo. Uno schifo proprio. Il punto è che a veder bene, puoi fare ottime cose rispetto alla SEO copywriting, semplicemente studiando i trend legati alla ricerca dei termini caduti in disuso solo formalmente.

Infilando “facoltà di lettere” e “dipartimento di lettere” su Google Trends, possiamo notare come il trend per la ricerca di “facoltà” sia in calo, tuttavia è ancora più alto relativamente a quello delle ricerche per “dipartimento”, che invece sarebbe più corretto. Ho provato a fare questo esercizio con diversi corsi di laurea ottenendo spesso risultati simili.

Come ultima prova, analizzando i volumi di ricerca con Semrush, notiamo come il trend descritto sopra venga confermato.

Facoltà di lettere: 590 ricerche mensili

Dipartimento di lettere: 90 ricerche mensili

 

Un esempio pratico

Se vuoi capire come applicare questo spunto al tuo progetto web, basterà osservare chi ha già seguito questa strada con profitto. Ad esempio, se come me sei un consulente freelance, nei mesi scorsi potresti aver ricevuto diverse lettere o email contenenti la certificazione unica per la tua prestazione d’opera. Fino a qualche anno fa, la CU si chiamava CUD. Se stai pensando di scrivere un articolo su come leggere la certificazione unica, sappi che non ti conviene togliere quella “D”, perché se è vero che CUD e certificazione unica hanno entrambe un volume di 12.100, la sola chiave “come leggere il cud” ha un volume di 480, mentre gli strumenti non riescono a trovare buone correlazioni in termini di traffico per “certificazione unica” senza proporti nella keyfrase il termine CUD. Chi ha colto questa discrasia tra il come si dice e il come si cerca, sta già prendendo in considerazione un’ottimizzazione del testo che punta a soddisfare sia la sfera formale che quella colloquiale, tutt’altro che secondaria, soprattutto se parliamo di istituzioni che riguardano centinaia di migliaia o milioni di persone.

Guarda la serp di Google per la query Come leggere il cud e noterai che il risultato più rilevante presenta un sitelink a un topic interno che specifica la query, spiegando che il CUD 2017 si chiama Certificazione Unica 2017. Fantastico!

 

Crea topic di unificazione

Lo spunto è quindi quello di trovare oggetti di conoscenza che presentano la doppia definizione, formale / colloquiale e sviluppare topic che ne unifichino il significato. Se ad esempio curi il sito di uno studio dentistico, potresti arricchire la pagina sulla parodontite con un paragrafo del tipo: Il termine medico per la piorrea è parodontite, avendo cura di creare un menu interno con link verso quel paragrafo.  Se utilizzi wordpress il plugin che crea i menu per argomento con le intestazioni di paragrafo si chiama Toc+. In questo caso potresti ottenere un sitelink in serp e aumentare moltissimo il CTR da Google.

Come vedi, la SEO riguarda anche i testi.

Sostenere il contrario è un’imperdonabile leggerezza.

 

  • Ciao ottimo articolo, volevo complimentarmi ancora per il recente Webinar. Oggi gli imbuti, ah scusa Funnel, vanno di moda ma se avessi provato tutti i metodi che mi propongono i vari “Esperti” ora sarei senza soldi.

    Ottimo l’intervento di Marco Casella.