SEO rubati all’agricoltura

by francesco 3.470 views5

Ciao, sono Francesco, ogni tanto propongo punti di vista su come migliorare la visibilità del tuo progetto web per i motori di ricerca, ma per la maggior parte del tempo coltivo fiori e ortaggi, insieme alla mia nuova famiglia.

 

Ciao faccio il coltivatore "diretto"
Ciao faccio il coltivatore “diretto”

Non è  sempre andata così. Vengo da Portici, vicino Napoli e sono cresciuto guardando la televisione, chiuso tra quattro mura circondate da persone accalcate le une sulle altre. Negli anni ’80 Portici era la seconda area urbana al mondo per densità di popolazione dopo Hong Kong con quasi 100.000 persone stipate in 4,52 km quadrati. Le formiche.

 

Alcune persone sembrano più felici quando sono vicine. Il termine giusto è “accorpate” e puoi capirne il senso se prendi la circumvesuviana al mattino tra le 8:30 e le 9:30. L’accorpamento.

 

Oggi quasi la metà di quelle persone sono emigrate altrove per mancanza di lavoro, mentre io sono stato salvato dalla sorte che mi ha fatto incontrare Claudia 11 anni fa. Il tempo delle formiche è lontanissimo, ma se mi concentro un momento, ricordo ancora il chiasso festoso dei bambini nel parco sotto casa, la sigla di Supercar, quella di Happy days e del mio amico Arnold. Non era brutto, solo che diventava sempre più stretto e col tempo avrei capito che quei telefilm li potevi vedere anche altrove.

 

Arrendersi

Chi ama la propria terra non si arrende all’idea di abbandonarla. Se oggi i porticesi sono “solo” 55.000 e ogni due giorni qualcuno sviene per andare al lavoro in treno; se non puoi pagare una bolletta all’ufficio postale senza assistere a improperi contro gli impiegati delle poste affollate; se un panino di merda e una birra (piccola) al pub costano 25 euro e per sederti devi aspettare un’ora e mezza al freddo, ché il posto è piccolo e si riempie subito; se il centro commerciale (a Caserta) tende a essere l’ultimo baluardo della convivialità e nonostante questo non ti arrendi, può darsi che tu non sappia nemmeno per cosa stai combattendo. Considera la possibilità che stai andando avanti per inerzia, solo perché non hai visto niente di meglio, almeno nel mio caso era così.

E quindi mi sono arreso, rinunciando per sempre allo “splendido” mare di Portici, alle inebrianti prospettive di business garantite dalla Sirena Partenope e a tutte le amenità di cui sopra per ritirarmi in campagna, dove sono stato accolto come un figlio da Rita e Raffaele i genitori di Claudia, da cui ho imparato tanto sull’amore di un genitore verso i figli.

 

Perdere tutto

La vita in campagna è silenziosa, gli spazi sono larghi. Abito al piano rialzato di una palazzina e dalla finestra di casa mia ho una visuale di diversi kilometri, mentre un porticese vede solo la parete del palazzo di fronte a meno di non abitare al quinto piano (con terrazzo). tutto questo spazio è spaesante per uno che ha vissuto come me. È come trovarsi nel deserto. La prima volta che provai questa sensazione camminavo nell’orto con Rita, Raffaele e Claudia: sentivo il terreno soffice sotto i piedi e ammiravo l’abbraccio del cielo che custodiva quel pomeriggio di maggio, profumato e fresco.

 

Fu quel giorno che le cose cambiarono. Forse per il contrasto estremo tra il luogo da cui venivo e quello in cui mi trovavo, forse perché era destino, ma quel giorno persi tutto, la mente si spense e finalmente mi si mostrò per la prima volta in tanti anni semplicemente per quel contenitore che è. Di lì in avanti avrei potuto scegliere di lasciarla andare o addomesticarla, di farmi dominare da essa o asservirla. Mi era chiaro chi fosse Francesco Margherita e cosa poteva fare, come era chiaro che quello era il nome che avevo, ma non ero io.

 

Braccia restituite all’agricoltura

La cosa buffa è che alcuni colleghi un po’ critici nei miei confronti preferirebbero vedermi zappare la terra, come se fosse un’attività per bifolchi. In realtà tutte le intuizioni migliori  sulla SEO degli ultimi 7 – 8 anni mi sono venute passeggiando tra quei solchi, togliendo i parassiti (a mano) dalle piante di patate e piantando pomodori. Ora, può darsi che coltivare la terra non mi renda un professionista del web migliore, magari senza quest’esperienza di vita sarebbe stato tutto uguale, ciò non toglie che in caso di apocalisse zombie, poter contare su ortaggi di stagione è un discreto vantaggio, quindi se vuoi mandarmi a zappare fa pure, al massimo organizziamo una Summer School! 😀

 

Posso offriti una mela?

In campagna ci sono parecchi alberi di mele che ogni anno producono centinaia di frutti ciascuno. Il 70% 80% di quelle mele finiscono bacate ancora prima di cadere dall’albero perché non usiamo alcun tipo di pesticida. Di contro una mela del supermercato, una volta colta può rimanere in deposito per 4 mesi prima di essere venduta, senza variare minimamente nell’aspetto. Un grosso vantaggio mi dirai, peccato che il sapore sia completamente diverso, completamente.

 

Questo ho imparato dalla terra. Questo è lo spirito con cui lavoro ed è per questo che non posso automatizzare processi e seguire più di 3 o 4 clienti in modo continuativo. Faccio SEO biologica, perché mi concentro su come far funzionare le cose nei tempi giusti, senza favorire boost anomali, senza dopare i risultati. Perché il posizionamento nei motori di ricerca si dice organico, non chimico e anche in questo caso il sapore è completamente diverso.

 

Completamente.

 

  • SEO biologica meriterebbe un premio solo per il naming 🙂

    • vabbè, lo sai che ogni tanto mi piace inventarmi cose.

      • Il mio era un commento positivo 🙂 Se non fosse che in comunicazione – intendo quella prettamente offline – penso il concetto rischierebbe di prender subito una brutta piega (già mi vedo verde ovunque, più frutta et similia, nonché un abbinamento esclusivo a progetti in un qualche modo legati al green) lo trasporrei volentieri. Mi piace il ragionamento che c’è dietro. SEO biologica secondo me ha le gambe per camminare, come definizione intendo. E venendo usata per l’online, forse forse rischia meno di essere “rovinata” da chi poi se ne appropria abbinandola anche ad orrori grafici per presentarla. Vorrà dire che per ora resterò fedele al mio “connecting the dots”: unire i puntini per creare cose è comunque divertente 🙂

  • carlo411

    Bellissima storia Francesco.

    Questo post racchiude proprio le motivazioni che due anni fa, mi portarono a scegliere te per una consulenza Seo, dopo che per anni ho cercato invano.

    Come te condivido il pensiero della SEO biologica. Se il progetto dev’essere a lunga scadenza (ma non come le mele del supermercato), ci dev’essere dietro un lavoro artigianale.