Se hai trent’anni

by francesco 3.870 views0

Se hai trent'anni
Se hai trent’anni

Se hai trent’anni e vivi in Italia, ti trovi in un momento molto particolare, secondo me molto bello e provo a dirti perché.

Hai un’età in cui è probabile che tu abbia finito di studiare da poco e pensi sia tardissimo. Certe volte addirittura temi di non riuscire a trovare il tuo posto nel mondo del lavoro, senza sapere che c’è un’intera generazione di persone che hanno “fatto tardi”, da cui dipenderanno le sorti di questo Paese (e non solo). L’altro ieri sera guardavo fotografie di persone che negli anni ’60 avevano 45 anni ed erano vecchie, nel senso che apparivano incredibilmente più anziane rispetto ai quarantenni di oggi.

 

Si stava meglio quando si stava peggio?

Ma nient’affatto! Nella realtà dei Fatti, la rivoluzione dell’era digitale ha una portata superiore rispetto alla diffusione della scrittura ai tempi di Gutemberg. Superiore perché viviamo in tempi in cui il progresso delle scienze della salute e dell’alimentazione, insieme all’enorme accelerazione dei processi creativi per mezzo del dominio digitale, ci rende persone diverse non soltanto a livello cognitivo, ma anche fisico. Le nuove generazioni sono simili alle vecchie per molti versi, ma più intuitive, più istruite, più longeve e finalmente connesse.

Nel 2007 Apple ha lanciato l’iPhone e nel 2008 siamo entrati in una crisi economica che non finirà più, perché se finisse, ai trentenni di oggi basterebbe davvero poco per costruire un mondo diverso, migliore. Se hai trent’anni e non hai ancora cambiato le cose preparati, perché oggi ho un messaggio per te: il tuo momento è adesso.

 

Mentalità da trentenne

I trentenni italiani di oggi si dividono in due tronconi: ci sono quelli che vogliono le certezze e poi ci sono i “pazzi”. I primi sono legati al passato, i secondi al presente. I primi arrivano a trent’anni collezionando corsi, master, stage, diplomi e diplomini, vanno a X-Factor, a Masterchef e in generale trascorrono un tempo infinito cercando l’approvazione di persone interessate nella maggior parte dei casi a vendere loro qualcosa.

I secondi hanno semplicemente capito che in questi tempi, la vera connessione non è quella con gli altri, ma con te stesso. L’altro ieri ne parlavo su Skype con Alessio Carciofi che sta per terminare il suo nuovo libro sul Digital Detox per il business.

Se hai trent’anni nel 2016, hai la possibilità unica di usare tutta questa tecnologia, non semplicemente per trovare lavoro, ma per costruirlo, per inventarlo. Se cominci ad accarezzare quest’idea però, ti suggerisco di guardare fuori solo dopo aver guardato bene dentro. Sai dire cosa ti piace? Sai dire cosa vuoi? Sei capace di condividere solo cose vere e giuste, facendo anche nomi e cognomi delle persone quando serve, oppure preferisci lamentarti genericamente, giusto per dare sfogo a una pulsione, a una paura del momento?

 

Il rumore della tecnologia

Usa tutta questa tecnologia guardando dentro, altrimenti il rumore di fondo sarà paralizzante e proprio i media digitali, quelli che dovrebbero essere lo strumento del cambiamento, si trasformeranno in un giogo che ti toglierà energia e ti soffocherà. Se hai trent’anni e in particolar modo se lavori nel web, fai molta attenzione alle compulsioni digitali: non c’è bisogno di refreshare in continuazione le email, non c’è bisogno di addormentarsi e risvegliarsi guardando il telefono e soprattutto disattiva le notifiche di facebook, TUTTE. Lo smartphone ha sostituito la sigaretta come “alibi per l’esistenza”, quindi è importante trovare un equilibrio, altrimenti finiremo davvero come gli esseri umani dentro The Matrix, inconsapevolmente attaccati a tubi e tubicini. Quella non è connessione, è una prigione per la tua mente.

 

Parti da qui, adesso.

Il tempo è arrivato. Dopo secoli oscuri e sanguinosi, il mondo è finalmente pronto per una svolta evolutiva senza precedenti e i protagonisti di questa svolta sono i trentenni di oggi, perché avranno il compito di dare alla luce ed educare esseri umani liberi. Se hai trent’anni, sappi che i tuoi figli vedranno cose che oggi i più presenti di noi riescono già a percepire.

Cose molto belle.

Hai semplicemente la responsabilità del futuro. I pensieri che fai in questo momento lo stanno già plasmando concretamente. Liberaci dal peccato, non è un’invocazione all’Onnipotente affinché ci conceda di rinunciare a certi bassi istinti, al contrario è una preghiera a quel Dio che siamo “Io”, affinché ci allontani dagli occhi il velo che ci impedisce di vedere.

Smetti di cercare quello che hai già davanti al naso.