Come gestire il Page Rank nelle pagine web

by Francesco 2.637 views8

Il Page Rank è il valore traducibile come rilevanza che Google attribuisce a ciascuna pagina del tuo sito web. La maggiore rilevanza per un ambito di ricerca fa sì che una pagina web sia più visibile di altre nei motori di ricerca.

page rank
L’uni-verso del page rank

In passato Google ci consentiva di leggere il livello del page rank dei siti web, che oscillava (se non ricordo male) tra 0 a 9. Pare che l’algoritmo in base a cui venisse calcolato sia stato ideato proprio da Larry Page, quindi la traduzione è un gioco di parole tra rank di pagina e appunto rank di “Page”.

A un certo punto Google decise di non aggiornare più gli indicatori di Page rank, perché ci si accorse che tale valore veniva utilizzato nelle trattative per la link acquisition (e sai bene quanto la link building piaccia a Google). Per farla breve, il page rank continua a essere rilevato da Google, pur con tutti gli aggiornamenti a cui è soggetto nella sua misurazione, solo che non abbiamo più modo di sapere a quale livello si trova per le pagine dei siti web. Alcuni erroneamente credono che non esista più.

 

Come si muove il page rank?

Il page rank si muove? Sì, ma non preoccuparti ché non morde. Il page rank si sposta da pagina a pagina dello stesso sito web o tra siti web diversi attraverso i link. È un fattore diretto di ranking importantissimo. Ma in che direzione si muove il Page rank? In assenza di segnali forti dall’esterno, Google tende a scansionare ogni sito web partendo dalla Homepege via via verso l’interno. La home è quindi la pagina che tende ad avere subito la valutazione più alta.

Al primo passaggio il page rank si sposta verso le pagine direttamente raggiungibili dalla homepage, diluendosi per il numero di link presenti in pagina. Suggeriamo di evitare centinaia di link interni nella pagina iniziale proprio perché così facendo ogni link si porta dietro solo una minima parte di page rank, quindi lavora a togliere, sii essenziale.

In passato, per evitare la dispersione del page rank nelle pagine con troppi link interni, si adoperava l’attributo rel=”nofollow” praticando il page rank sculpting. Questa pratica funzionava molto bene, finché (al solito) Google non se ne accorse e dichiarò che l’attributo nofollow oltre a bloccare il passaggio di page rank ne disperde comunque il valore, quindi non serve.

 

Le direzioni e il “verso” del Page rank

Google invita a utilizzare i menu strutturali e a collegare mutualmente le pagine interne a livello di link nel body text, perché il page rank deve essere libero di fluire in tutte le direzioni, andata e ritorno. Il page rank scorre certamente in tutte le direzioni, ma in un unico verso, in questo senso possiamo affermare che il page rank è uni-verso. Se ci pensi la pratica dello scambio link tra siti web diversi non è granché utile in termini di posizionamento a meno che non esista un grande divario tra i due siti web. Quando ci si scambia un link da pagina a pagina di siti diversi, è come se il page rank continuasse a scorrere tra un sito web e l’altro, senza fermarsi.

Salvatore Della Pepa, fa notare qualcosa di simile in quest’articolo prendendo in esame il sito web migliorseggiolinoauto .com.

A prima vista sembra un sito web monopagina con link di affiliazione per rivendere un prodotto, ma usando l’operatore site: scopriamo che il sito web presenta diverse pagine interne in cui la query viene espansa alle singole classi. Ciascuna pagina nel body text presenta un link verso la homepage con parole chiave precise usate come anchor text. In questo caso il page rank viene mosso tutto dai contenuti interni verso la homepage senza farlo ricorrere tra tutte le pagine. Il “loop” tende a bruciare la spinta dei link interni. Consapevoli di ciò, potremmo mirare meglio anche rispetto alla link building.

Ora mi spiego:

Come fa Google a indicizzare le pagine interne se non prendono link dalla homepage? A veder bene, nell’esempio precedente le pagine interne non dovrebbero proprio indicizzarsi, perché il bot parte dalla homepage che non muove link verso queste pagine. Ci si può tuttavia riuscire usando da un lato lo strumento “visualizza come Google” della Search Console e dall’altro muovendo qualche link dall’esterno verso le pagine interne che non ricevono link dalla home. In questo passaggio (se sai osservare) risiede un’importante strategia di link building.

Prendi e porta a casa. 🙂

 

Conclusioni

Se il tuo sito web è più strutturato di un progetto che vende un unico prodotto, puoi sviluppare comunque pagine interne, magari facendo content marketing, senza renderle raggiungibili dal sito web. Da queste pagine puoi via via muovere link verso i tuoi contenuti business. È su queste pagine interne che devi cercare di ottenere segnali di rilevanza, rendendole popolari a partire da un buon lavoro, senza fare imbrogli.

 

Ricorda, tutte le direzioni, un unico verso. Non torna indietro.

 

  • Francesco P. Bracco

    Ciao Francesco,
    il contenuto dell’articolo è molto interessante, però mi chiedevo un po’ ingenuamente, la strategia usata nell’esempio dei seggiolini, non potrebbe essere vista come uno sfruttamento di doorpages, a rischio dunque di penalizzazione? È vero che non sono linkate da home e soprattutto da footer come si usava una volta, ma supererebbero secondo te un controllo manuale da parte di Google?