Cosa sono i link spontanei

by francesco 1.693 views4

Un link spontaneo è un voto di fiducia che viene dato a una risorsa web in virtù della sua qualità. Al link spontaneo si contrappone il link artificiale (non spontaneo) che invece viene acquistato o prodotto artificialmente.

link spontanei
link spontanei

Nell’universo della link building possiamo far rientrare le pratiche di link earninglink baiting, che rispettivamente significano guadagnare (meritare) e attirare link da altri siti web. Ne parlo già sistematicamente nell’articolo in cui spiego come ottenere link in modo corretto. Sebbene per alcuni la link building sia la pratica (deprecata da Google) in cui i backlink o link in ingresso vengono prodotti solo artificialmente, come descritto nell’articolo dedicato alla link building che non funziona, altri fanno rientrare nella disciplina della link building anche le pratiche non ingannevoli volte ad “attirare” i link dall’esterno. Scuole di pensiero, come sempre.

 

Attirare link spontanei

Se leggi il mio blog sai bene che non sono tanto affezionato alle definizioni, quanto alla sostanza delle cose. Dal mio punto di vista un buon link builder non è colui che sa già dove andarsi a prendere i link che gli servono, ma quello che se la gioca su due fattori:

Una buona risorsa

Pubbliche relazioni

Se un link è un voto di fiducia, tale voto deve servire a costruire autorevolezza, perché alla lunga sarà l’autorevolezza a venir premiata da Google, non semplicemente la popolarità. Se la popolarità è una questione di numeri, l’autorevolezza è legata alla qualità del sito web da cui proviene il link. Un link builder “classico” cercherà siti web a cui proporre guest post spesso mediocri per ottenere un link, oppure i classici siti web che rivendono link a 20 euro, o al limite costruirà un piccolo (o grande) network di siti web a tema da cui farli partire. Questo modo di fare serve solo a ottenere un profilo di link “grande”… ma grande non vuol dire per forza “buono”.

 

Come si muove un vero link builder

Walid Gabteni, che abbiamo intervistato venerdì scorso da Parigi per The Uolching Fatt (guarda il video) ha prodotto una risorsa, un software SEO davvero interessante e l’ha presentato nelle community SEO di mezzo mondo, ottenendo carrettate di link in ingresso, di quelli buoni. Spontanei? Sì, perché Walid ha solo presentato il suo software, talvolta magari insistendo un po’ perché se ne scrivesse, ma senza uscire dalla logica del networking reale.

Il suo vero obiettivo era vincere il contest chiamato appunto SEO Hero. Ecco perché aveva chiamato così il suo software! Facendo pubbliche relazioni a partire da una buona risorsa, Walid è riuscito a ottenere tantissimi link ad anchor esatta da più paesi del mondo. Invece di chiederti se quelli siano link artificiali o spontanei, osserva il ragionamento, del tutto diverso da quello dei link builder di cui parlavo nel mio articolo della settimana scorsa.

Detto questo, Walid non disdegna le pratiche più black-hat, quelle che portano ad avere un profilo di link del tutto artificiale, ma sapeva che in questo caso non avrebbero fatto la differenza. Quando la posta in gioco è alta, i trucchi rimangono a zero. I trucchi, non le “chiacchiere“, quelle possono contare.

 

Una strategia per ottenere link

Dal momento che hai letto fin qui, voglio lasciarti uno spunto per fare link building in modo efficace sulla logica dello scambio link. La strategia che sto per proporti non è pulita come quella messa in campo da Walid, ma non è sporca come quelle descritte a carico dei link builder più smaliziati.

Se ad esempio hai un sito web che vende ricambi per auto, puoi sviluppare un paio di blog esterni (2 non 30) dedicati all’automotive e all’automobilismo sportivo, sviluppando altrettanti piani editoriali finché i blog non diventano progetti veri.

Fatto questo, puoi utilizzare questi blog per offrire link ai siti web che vorresti te ne dessero uno verso il sito principale. Come? Ci sono mille modi per farlo, i migliori sono TUTTI legati alla tua capacità di fare networking nel tuo settore. Ad esempio puoi ospitare un’intervista sul blog che parla di automobilismo sportivo in cambio di un guest post in favore del tuo negozio online. In questo caso lo scambio link diretto di fatto non c’è, perché i siti web coinvolti sono tre, non due, quindi parliamo di una triangloazione semplice. Le complesse invece hanno a che vedere con più triangoli intrecciati, ma di questo parleremo in un altro momento.

È molto importante che non esistano legami (link) tra i siti del tuo network, altrimenti Google potrebbe percepire uno schema e ridurre il valore dei link in ingresso dall’esterno o addirittura penalizzarti.

 

Una strategia del genere può essere nera, bianca o fortemente sfumata. Dipende da chi la mette in campo e con quali obiettivi. Tu ad esempio, riusciresti a metterla in pratica per l’azienda che curi? E come?

 

  • Giuliano Falcone

    Ciao Francesco, io ci sto provando con il restyling del sito dell’agenzia in cui lavoro. La mia idea è quella di creare un contenitore in cui si offra al lettore contenuti di valore, superando quindi l’idea della classica pagina business/servizi. Il blog aziendale non sarà strutturato in un sotto-dominio/sotto-cartella, semplicemente ci sarà un primo livello di approfondimento gestito con link interni, sidebar laterali e tags. Il dubbio è proprio legato a blog interno o esterno, ma credo che in una prima fase per fare awareness è importante che sia interno. L’idea è quella di creare poi un paio di progetti esterni che affrontino tematiche che affrontino gli stessi topic ma da punti di vista differenti, linkando con pertinenza contenuti del sito aziendale. Cosa ne pensi? Ciao e grazie in anticipo 🙂

    • Un piccolo network di blog. Se sono VERI non ci sono problemi!

      • Giuliano Falcone

        Ok grazie 🙂

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