La SEO nei Fatti [Sabato 25 al BMT Napoli]

by francesco 928 views0

La SEO nei Fatti è il titolo dell’intervento che porterò questo sabato alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli, che si terrà alla Mostra d’Oltremare. Sarò nel padiglione 6 alle 12:00. Sono rimasti una cinquantina di posti e sono gratis, quindi se vuoi iscriviti qui. Intanto consulta il programma del BMT 2017.

borsa mediterranea del turismo 2017
borsa mediterranea del turismo 2017

 

Cos’è la BMT

È una specie di fiera, di quelle con tutti gli stand. Serve a chi opera nel turismo a vario titolo per mostrare le proprie competenze, gli aspetti distintivi e i servizi offerti. Ci sono i fotografi turistici, quelli che c’hanno le strutture ricettive, i tour operator, i ristoratori e a seguire chiunque abbia un business che gira intorno al turismo.

Insomma la BMT è un carrozzone che serve a far incontrare la domanda e l’offerta in cui la domanda è per lo più composta da albergatori, ristoratori e tour operator, mentre l’offerta gira in molta parte intorno ai servizi di comunicazione a 360°, quindi sì, il senso è che andiamo fondamentalmente a vendergliela.

 

Sul palco con me, ti va?

Ora io lo dico senza peli sulla lingua (e lo avrai notato), a me interessa andarci per fare un bel giro con Claudia e quattro chiacchiere con chi mi farà il piacere di esserci. Il confronto faccia a faccia è merce sempre più rara, anche perché in questi eventi, superata la sorpresa di vedersi dal vivo, si finisce col blaterare argomenti di cortesia e solo raramente a discutere concretamente di cosa si sta sviluppando e perché. Ho un hard disk pieno di selfie fatte in giro e se per ciascuna foto avessi imparato qualcosa di nuovo, oggi sarei certamente un SEO migliore. Certo, alle fiere si prendono clienti (e questo va bene), ma come dire, spero sempre in qualcosa di più, quindi ti invito ufficialmente a venire sabato a Napoli per mostrarmi la tua strategia SEO nel settore turistico, interagendo con me sul palco, davanti a tutti. Ti va?

 

Della SEO, nei Fatti

Il mio intervento sarà qualcosa di mai visto prima, ma di necessario, intanto perché mi hanno invitato con sole due settimane di preavviso, senza lasciarmi il tempo materiale di preparare le slide, poi perché vorrei spostare l’attenzione su aspetti della SEO che non c’entrano con la classica ottimizzazione del codice, la scrittura di articoli e la link building.

Sai benissimo che SEO vuol dire “ottimizzazione per i motori di ricerca”. Si ottimizza per far piacere di più i nostri siti web a Google.

Ma cosa si ottimizza? Nell’acronimo SEO non viene spiegato e i programmatori ad oggi hanno giustamente dedotto che si intendesse ottimizzazione del sito web, con ciò che ne consegue.

E se ti dicessi che oggi la SEO è in molta parte ottimizzare la presenza del brand per i motori di ricerca?

I “Fatti” sono questo. Senza dimenticarci cosa è stata la SEO fin ora (e cosa continua ad essere) dobbiamo saper vedere in prospettiva. Google risponde sempre più alle ricerche degli utenti con risultati pertinenti e realmente autorevoli. Significa che vengono privilegiati i buoni contenuti scritti da persone che meritano attenzione perché hanno un seguito vero sul web.

Occorre rivedere il concetto di segnale, perché comprare link o produrseli da soli con i PBN da disgraziati non funzionerà più come prima. La riprova deve essere sociale e non chiedermi come, ma dall’inizio di febbraio Google ha dato una stretta di vite clamorosa, facendo oscillare pesantemente verso il basso i risultati di siti web più artificiosi e forzati, migliorando di gran lunga la qualità delle serp.

 

Dalla link building alla brand building

Gli strumenti per fare SEO e risultate davvero visibili in questo momento (e sempre più negli anni a venire) sono quelli che aiutano Google a farsi un’idea dell’autorevolezza e delle competenze di chi scrive. Possibile che si torni a parlare di author rank? Sì e no. , perché Google sembra essere maturato dai tempi dell’authorship fino a capire come trarre segnali da più fonti, non solo dai link in ingresso, e NO, perché stavolta non parliamo semplicemente del rank per autore, ma proprio della riprova sociale sul brand, personale o aziendale che sia.

In quest’ottica, la capacità di fare community diventa un’arma potente in termini di posizionamento organico in tanti settori, tra cui certamente quello turistico. Di questo parleremo, delle community che favoriscono il posizionamento, quello vero, quello di mercato.

Rispetto ai brand, Google sarà sempre più capace di allineare le proprie pagine di risposta con il reale posizionamento per argomenti legati a ciascun brand, quindi si tratterà sempre più di avere una voce chiara e molto specifica su di un argomento in particolare e farlo percepire attraverso le community… ché Google se ne accorge!

Per tutti il resto ci vediamo sabato.

🙂