La ricerca sul web, come tutto iniziò

by francesco 519 views0

Ti piacciono i prequel? Se anche tu sei un fanatico di Guerre Stellari, avrai apprezzato i tre antefatti realizzati nello scorso decennio, sulla celebre saga di George Lucas.

Oggi ti racconto una storia della ricerca sul web, che mi ha fatto venire in mente il mio amico Emiliano, mentre prendevamo un caffè del nonno al mitico bar Leonardo, qui a Portici.

 

Nel 1994 il web in Italia era giovane. Ricordo pomeriggi lunghi e piacevoli trascorsi con gli amici sulle chat di allora. Cercavamo per lo più persone dall’altra parte del mondo. Eravamo spinti dal fuoco sacro di chi ha trovato il Santo Graal. Internet era la tecnologia nuova, con la quale tutto era possibile. Quell’estate la passammo a conoscere indiani, australiani e americani, col nostro inglese stentato e a cercare su internet tutto quello che poteva venirci in mente, solo per il gusto di vedere cosa ne veniva fuori.

Lo hai fatto anche tu?

Facciamo un altro passo indietro, fino alla metà degli anni ’80. Mio fratello era radiamatore. All’epoca aveva un accrocchio simile ad un’autoradio, con altre scatole colorate vicino, che gli consentivano di ottenere due effetti straordinari.

 

  1. faceva sembrare camera sua, la plancia dell’Enterprise
  2. riusciva a comunicare via radio con mezzo mondo!

 

Dieci anni prima di quell’estate passata a chattare con quel Pentium nuovo di zecca, mio fratello faceva le stesse cose in analogico…e a parte qualche disturbo sul segnale, il risultato era lo stesso.

 

Più di vent’anni dopo c’è facebook. Il web si è evoluto al punto da consentirci poco meno del teletrasporto in termini di possibilità di interazione.

Ma come usiamo tutta questa tecnologia?

Cerchiamo ancora utenti dall’altra parte del mondo? O forse ai pomeriggi di chat intercontinentali si sono sostituite le serate dicondivisione intercondominiali?!

 

Forse rispetto agli albori italiani del web, si è naturalmente perso quello spirito pionieristico del “vediamo cosa riesce a fare questo giocattolo” e si è cominciato a guardare alla rete come ad un naturale prolungamento della percezione e del sé. Non c’è più niente di straordinario a contattare persone lontane e condividere con loro immagini, video, testi e quant’altro (per altro gratis).

 

Una verità è che negli ultimi vent’anni, gli individui interessati da questo passaggio tecnologico, sono mutati nella percezione e ad un livello più profondo, come sostiene il mio mentore Derrick de Kerckhove, rispetto alle connessioni cerebrali. Parliamo in sostanza di individui cognitivamente diversi, che strutturano il ragionamento su basi differenti.

 

Gli utenti di oggi esplorano molto poco. Sopportano malvolentieri i tempi di caricamento. Cercano quello di cui hanno bisogno, fanno ricerche molto mirate (utilizzano sempre almeno due parole come chiave di ricerca) e se non trovano immediatamente il risultato sperato, rosicano peggio dei conigli!

 

Questo è il motivo per cui il SEO si è sviluppato così tanto negli ultimi dieci anni, ed è il motivo per cui credo che non morirà tanto presto come invece sostiene qualcuno.

 

I motori di ricerca si evolvono. Le ricerche si evolvono. Gli individui si evolvono.

Perchè?

I motori si evolvono perchè gli individui cercano in modo sempre più naturale e spontaneo, avendo re-interiorizzato la logica del web (quella logica ipertestuale che già apparteneva loro). Non si interroga il motore di ricerca in quanto tale, ma come se si stesse chiedendo qualcosa a se stessi.

 

Per questo ci arrabbiamo se non visualizziamo subito la pagina che volevamo: è la stessa sensazione di fastidio che si prova nel non ricordare il nome di una persona che siamo sicuri di conoscere.

 

Google aggiorna i propri algoritmi, tra i quali l’ultimo nato in ordine di tempo è Google Panda, in modo tale da escludere i risultati che non ci interessano a favore di quelli veramente utili.

 

Per questo motivo oggi, al di là dell’ottimizzazione di pagina, diventa centrale l’SMO (social media optimization), nella riflessione sul SEO.

 

Quali sono i risultati più utili e che per tanto verranno premiati nelle ricerche con un rank elevato?

 

  1. Quelli provenienti da siti web con elevato Page rank? Mah, forse non più.
  2. Quelli pieni di testo e link a risorse utili e pertinenti? Si (a patto che…)
  3. Quelli ritenuti utili da altre persone i cui interessi sono pertinenti con i contenuti del sito (BINGO!)

 

Così il percorso storico evolutivo della ricerca sul web, raccontato in questo post, si muove negli ultimi vent’anni, dall’esplorazione pionieristica, larga e fine a se stessa, alle ricerche sempre più mirate ed esigenti. Benvenuti nell’era del Mi Piace!

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