Intervista SEO: Marco Ziero

by francesco 464 views0

marco ziero
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Marco Ziero è Co-owner presso MOCA Interactive Srl (guardate il video in home perché è bellissimo), ha frequentato Facoltà di Scienze Statistiche a Padova e vive a Treviso. Per sua ammissione non è un SEO, pur conoscendone e avendone svolto le mansioni. Tra un po’ questo dettaglio tornerà utile come chiave di lettura, vediamo perché.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho cominciato nel 2006. Per sbaglio.

Ottenuta la laurea in Scienze Statistiche a Padova ho iniziato a guardarmi attorno esplorando offerte di lavoro che facevano riferimento a mansioni che avevano a che fare con internet. Perché? Perché ero stato influenzato, senza malizia :), da un caro amico con il quale avevo condiviso gli anni dell’università e che sviluppava siti web e coltivava community online. Il primo approccio alla rete è passato proprio dal lato dello sviluppo ma sono stato il peggior sviluppatore che la community abbia mai conosciuto; la fortuna ha voluto che la prima agenzia per la quale ho lavorato cercasse proprio un non-sviluppatore del mio livello poiché l’obiettivo dei siti che andavo a creare era solo uno: creare backlink a favore del sito web di un cliente. Insomma, dell’utente non ce ne importava nulla. In quel momento ho conosciuto la SEO. E l’ho imparata cominciando proprio dalle cose che NON bisogna fare.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Studiando nei forum ed utilizzando il mio blog personale come laboratorio.

Questo è successo, in realtà, durante la mia seconda esperienza di lavoro; la seconda agenzia mi aveva arruolato nella speranza che potessi far transitare i segreti della SEO da un’agenzia all’altra ma quando ho spiegato che non c’era nessun segreto, nessuna scorciatoia, questa agenzia mi ha parcheggiato davanti ad un computer pagandomi ogni mese senza darmi però delle specifiche mansioni; ne ho quindi approfittato per passare quanto più tempo possibile nei forum a leggere ed a fare domande (tante domande!).

E poi ho utilizzato il blog personale per provare, fare, disfare, monitorare la barretta verde ad ogni aggiornamento del Pagerank nonché vivere periodi di penalizzazione.

È stato un bel periodo della mia vita professionale.

3) Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Gli chiederei com’è andato il periodo sabbatico che si è preso qualche tempo fa. 

Nutro un profondo rispetto per i professionisti che non perdono passione per il proprio lavoro ma che mantengono il focus sulle vere priorità della vita; significa aver raggiunto quelle capacità che ti consentono di mantenere un equilibrio vincente tra sfera personale e professionale.

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Li elenco ma forse alcuni di questi non si occupano più di SEO (faccio parte delle prime generazioni :P):

– Enrico Altavilla e Vincenzo Lombino per la curiosità di scavare, andare oltre, esplorare, capire e per le competenze tecniche che consentivano loro di procedere in tal senso;

– Stefano Gorgoni per la sua intuitiva ed immensa visione sulla SEO e sulla search più in generale;

– Maurizio Petrone per le competenze e la lucidità di pensiero che gli ha sempre fatto avere una visione molto chiara delle cose;

– Piersante Paneghel per l’approccio al “sistema Google”, per l’esperienza immensa e la fantastica capacità di trasmetterla;

– Francesco de Francesco per la capacità di possedere la materia e, di conseguenza, aver chiaro anche quando il NON utilizzarla.

5) Cos’è veramente la SEO?

Dal mio punto di vista si tratta di quella disciplina per la quale si cerca di massimizzare il punto di incontro tra domanda ed offerta, tra necessità e soddisfazione del bisogno circoscritto al campo di gioco dei motori di ricerca. Si cerca di ottimizzare l’esperienza che il sito web ambisce ad offrire alla persona in cerca di specifiche informazioni e questo si distribuisce in tre momenti: l’individuazione di quelle espressioni che la persona potrebbe utilizzare per esprimere il bisogno, il momento di valutazione dei diversi risultati offerti da Google nell’ottica di richiamare l’attenzione della persona stessa, il favorire la rintracciabilità dell’informazione ricercata una volta che la medesima è giunta al sito web.

Rispetto al tempo oggi è una materia sempre meno tecnica (anche se non si è perso il tecnicismo) che ha spostato il focus sulla conoscenza delle persone.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Da un punto di vista più operativo, non mi occupo più di SEO da diverso tempo – anche se faccio fatica a prenderne le distanze in maniera radicale.

Gli strumenti che utilizziamo qui in MOCA sono:

– Screaming Frog SEO Spider

– Link Assistant SEO Powersuite

– Rage Sitemap Automator

– SEMrush

– Majestic

– GTMetrix

– Copyscape

– Google Search Console

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Lo scrivo a mo’ di elenco:

– di non essere “SEO-centrico”;

– di capire quando la SEO NON serve;

– di prendere le distanze da Google per valutare più oggettivamente il “suo” punto di vista (rimane un’azienda che paga le tasse e – tanti – stipendi ogni mese);

– di non fermarsi ad un foglio Excel ed alla colonna “posizione media”;

– di capire che il posizionamento è un mezzo e non è il fine;

– di non dare per scontato il tema della “comunicazione sulle SERP”.