Ho cercato questo, ma pensavo a quello

by francesco 1.114 views0

radio telescopio
3 miliardi di ricerche al giorno per capire cosa si dice delle cose, eppure forse le cose non si possono conoscere. Dov’è la verità?

Perdiamoci per un momento dentro a quei 3 miliardi di ricerche che vengono Fatte ogni giorno su Google, delle quali il 20 – 25% sono query mai fatte prima. Fermiamoci un momento a pensare a quanto le variazioni spontanee dei termini all’interno delle nuove query possano rendere via via più rilevante un documento web rispetto a un altro per uno stesso argomento.

Se ti sei mai chiesto quanto conta la sociologia nella SEO, la risposta è in questo primo paragrafo, l’hai appena letta. Se il successo si gioca sui significati che diamo alle cose, possiamo tentare due strade: o cerchiamo di leggere i processi sociali in base a cui i significati delle cose si spostano, si “muovono”, o cerchiamo di capire le cose al di là dei significati che vengono attribuiti loro.

 

Cosa possiamo veramente capire?

Il linguaggio è una tecnologia, forse la prima. Gli animali non hanno il linguaggio, ma segnali e richiami del tutto analogici, che cioè non sono interpretabili a differenza della lingua che traduce un pensiero complesso mediante un codice. Se puoi decodificare il codice (se conosci la lingua) puoi capire il messaggio, da cui possiamo affermare che il linguaggio è in sé una tecnologia digitale, perché discretizza la realtà… a patto che la realtà esista, ovviamente.

Dal passaggio appena sviluppato nasce inevitabilmente il problema dell’incomunicabilità, ciò che i più abietti chiamano “analfabetismo funzionale” volendo intendere che là fuori è pieno di idioti, ma le cose non stanno così. Le persone non sono stupide, è il linguaggio che è cattivo con loro!

Qualunque forma di traduzione è un tradimento del significato originale. Per questo motivo è probabile che se ora ti scrivo un’email spiegandoti il motivo per cui ho attuato una strategia SEO piuttosto che un’altra, potresti capire fischi per fiaschi, quindi per cogliere il messaggio non basta condividere il codice “linguaggio”, ma occorre conoscere l’argomento di cui si parla e soprattutto occorre conoscere la persona che ne parla ad un livello profondo. Dal momento però che ciò non è sempre possibile, ecco spiegata l’incomunicabilità e l’odioso “analfabetismo funzionale” che, lo dico una volta per tutte, NON ESISTE.

 

Come si muovono i significati?

Questa visione dell’incomunicabilità non è certamente ottimistica, ma è un modo in cui le società evolvono. Pensaci un momento: se io ti dico di fare una cosa e tu non capisci perfettamente quel che intendo, farai quello che pensi di aver capito, che però non è quello che avevo in mente io… ma allora che farai? Evidentemente qualcosa di nuovo, giusto o sbagliato che sia, sarà nuovo. Ecco spiegato in due righe come funziona (quando c’è) l’innovazione. L’innovatore è spesso uno che capendo una cosa per un’altra si inventa qualcosa che serve a tante persone. Ecco perché discutendo di innovazione si parla dell’errore creativo.

Quindi tecnicamente siamo rovinati? Come facciamo a ragionare di keyword research se i significati si spostano in modo incontrollabile? Ricordi il film Contact, in cui Jody Foster viene mandata nello spazio per incontrare gli alieni? Quando si trova nella capsula, legata al sedile (che non era nel progetto originale) e le vibrazioni stanno per ucciderla, la protagonista capisce che per salvarsi deve liberarsene, perché quella seduta non c’entrava niente con il resto, era stata aggiunta dall’uomo, un po’ come tutte le tecnologie digitali, se ci pensi.

I software SEO sono un aiuto validissimo, facebook è una gran figata e Google è il capo indiscusso, ma dobbiamo essere consapevoli che a tutta questa accelerazione dei processi creativi corrisponde un aumento degli errori nella comprensione dei messaggi… e vedi che l’innovazione non nasce da TUTTI gli errori, ma solo in alcuni casi, per lo più si sbaglia e basta.

 

Le cose nella keyword research

La seconda strada di cui parlavo prima, non riguarda il cogliere i significati delle cose, ma proprio le cose per come sono. Kant diceva che le cose in quanto tali non possono essere capite, ma secondo me sbagliava (non dirglielo) perché siamo noi stessi a creare le cose, quindi dobbiamo per forza conoscerle… a patto di conoscere noi stessi.

Come si supera la complessità sociale? Come si sta dietro a 3 miliardi di ricerche? Semplicemente trovando la verità e raccontandola il più possibile: il materasso antiacaro non esiste, la pulizia dei denti fa male, soprattutto, gli anelli fallici sono pericolosi. Alla base della SEO semantica, alla base di tutte le mazzate che prendo dai Carlo Cracco di turno (poi Cracco si vende per un pacchetto di patatine), non c’è mai stato altro che la ricerca della verità. È comunicando in questo modo che venderai i materassi, le pulizie dei denti e gli anelli da cazzo, semplicemente facendo quello che a nessuno dei tuoi concorrenti verrebbe in mente: raccontare le cose per come sono, non per come vorremmo farle percepire.

Dimmi la verità.