L’importanza dell’errore consapevole

by francesco 1.223 views8

L'importanza dell'errore consapevole
L’importanza dell’errore consapevole

Ovvero, come imparare ad apprezzare gli sbagli, a cercarli come si cerca l’oro, ché niente di quel che funziona davvero è privo di margini di miglioramento.

Secondo me la comunità SEO dovrebbe essere proprio come quella scientifica dei fisici. Gli scienziati (e mica tutti) non fanno esperimenti per dimostrare di avere ragione, ma al contrario per verificare che le ipotesi NON siano corrette. Si aiutano tra di loro per cercare disconferme delle proprie idee. Masochismo? Niente affatto, quando uno scienziato trova un errore ha in mano una chiave che gli permetterà di avvicinarsi di un passo alla verità delle cose.

Procedendo in questo modo la fisica teorica è arrivata alla teoria delle stringhe e degli universi paralleli, noi SEO invece stiamo ancora lì a darci le pacche sulle spalle perché siamo “numero uno su GuGol”, senza la minima voglia di capire (né di raccontare) cosa c’è dietro a un risultato, come si è ragionato e se esiste un livello di riproducibilità generalizzabile, fosse solo per specifiche tipologie di siti web o per segmenti di mercato isolati.

 

Condividi gli errori, non i fallimenti

Trovo nobile ammettere di non essere riusciti a raggiungere i risultati di visibilità su Google sperati per un sito web. È certamente un gesto di trasparenza che apprezzo. Anch’io ho perso alcune partite, ma quello che credo conti maggiormente (e non sempre ci si arriva) è capire perché hai sbagliato, quale o quali errori hanno caratterizzato il mancato raggiungimento degli obiettivi di visibilità e traffico. È in effetti molto raro capire quali sono stati gli errori e per altro se sapessimo quali sono, probabilmente non li commetteremmo, ti pare?

 

Gli errori più o meno tecnici

Un problema della SEO (e chissà, forse anche della fisica) è che un sito web può avere un assetto assolutamente perfetto lato codice, sia rispetto all’architettura informativa che alla distribuzione dei link interni, e tuttavia non ottenere risultati. Quando gli informatici, che sono sicuramente i migliori tra noi, non riescono a venire a capo di una situazione simile, solitamente attribuiscono la colpa ai contenuti evidentemente non opportunamente curati… e chissà se hanno ragione. D’altro canto, quando invece il fallimento è di un operatore meno preparato sul piano tecnico, ma più forte sul versante della keyword research e SEO copywriting, probabilmente si attribuirà la colpa ad aspetti legati al codice… e chissà se è così.

 

Ma cos’abbiamo sbagliato?

La prossima volta che non riesci a posizionare un sito web, se sei coraggioso ammettilo pubblicamente, ma se vuoi essere una vera cintura nera di personal branding, invita i colleghi più bravi sul versante informatico o su quello legato alla comunicazione (a seconda dei casi), a cercare di capire dove hai sbagliato. Non avere paura di mostrarti carente sull’uno o sull’altro versante.

Io varrò poco sul piano della codifica, ma non è detto che gli informatici “consumati” né capiscano tanto di comunicazione, fosse solo per come postano su facebook. Riconoscere ciò in cui si è carenti (ché in qualcosa devi esserlo per forza), è la condizione da cui partono tutti quelli che arrivano lontano e sicuramente quelli che riescono a cambiare un po’ le cose.

Trova chi la pensa diversamente da te e chiedigli di dirti dove sbagli. Se tu e il tuo interlocutore avrete il coraggio di confrontarvi, avrete reso un servigio a tutta la nostra comunità, che dovrebbe prosperare nel supporto e nel rispetto, invece spesso annaspa tra espedienti e risentimento.

Gli errori sono tutto ciò che hai, non metterli da parte.

Fanne la tua forza.

  • Sbagliando si impara..!!

  • Stamattina discutevo del cosiddetto “metodo scientifico”, manco a farlo apposta… 🙂

    • Il metodo scientifico è un’illusione dietro la quale ci nascondiamo tutti per sentire di avere una terra sotto i piedi.

      • Beh per la verità è proprio il fondamento da cui parte il tuo ragionamento, però ok 😉

  • D’accordo su tutto.
    Sono uno di quelli della codifica ma sempre pronto ad imparare dagli altri e dagli errori.
    Purtroppo non tutti pensano in maniera costruttiva e condividere errori potrebbe essere costoso in termini di reputazione.
    Ho mosso i miei primi passi nell’ informatica, quando non c’era stackoverflow, e si chiedeva “dove sto sbagliando” su irc.
    Qualche volta si trovava qualcuno più ingamba è disponibile a condividere le sue conoscenze.
    Più spesso si trovavano risposte del tipo “vai a studiare …”.
    Mi è capitato spesso di vedere commenti ermetici di critica, per niente costruttivi su forum, pagine, gruppi Facebook, blog, ecc…
    Molti sono disposti a dirti che stai sbagliando, ma pochi ti diranno dove.
    Ti trovi?

    • Secondo me la paura di compromettere la reputazione è infondata, poi penso sempre che tutta l’aggressività sui social e nei forum dipende dal fatto che quando siamo al computer ci dimentichiamo che stiamo avendo a che fare con altre persone di cui non sappiamo niente. Come dice il mio amico Rudy Bandiera, due cose mancano al web: l’abbraccio e lo spritz.