Gli effetti non intenzionali nella SEO

by francesco 425 views0

In cui ti parlo dell’importanza di scoprire che ci si è posizionati per una keyword a cui non avevi puntato.

Venerdì scorso ho lanciato un articolo test per posizionarmi sulla chiave “come funziona Google ”. Il test comprendeva i seguenti elementi endogeni:

Co-citation: uno schema di link in uscita basato sulla citazione di risorse esterne valide e particolari sulla SEO.

Modello LDA: distribuzione regolare nel testo del termine verità, inquadrato come concetto latente.

A livello esogeno ho puntato a prendermi quanti più segnali possibile attraverso il gruppo dei Fatti di SEOcondividendo l’articolo col mio solito “gancio micidiale”. Tra venerdì e sabato infatti l’articolo è stato condiviso da una ventina di persone e ha prodotto un paio di migliaia di visite, guadagnando commenti e menzioni da più parti. Niente male!

Struttura del sito web

Seogarden a livello strutturale è una nave che affonda. La mia gloriosa versione 1.5 di Joomla non mi consente un riassetto SEO facile a meno di non agire pesantemente sul codice, per cui sto lavorando già da un po’ alla seconda versione di Seogarden.net che invece avrà una buona SEO e addirittura una versione mobile (applausi a scena aperta). Questo per dire che il mio contenuto su “come funziona Google” non sfrutta appieno l’enorme volume di articoli correlati pubblicati sul mio blog negli ultimi anni.

La rivoluzione del filo d’erba

 

Masanobu Fukuoka è stato un agronomo e filosofo Giapponese del secolo scorso. È divenuto celebre per un libro intitolato “la rivoluzione del filo d’erba”. Fukuoka praticava l’agricoltura naturale, cioè aveva studiato nel tempo una serie di pratiche tali da consentirgli di far crescere raccolti rigogliosi senza sviluppare il classico orto con tutte le accortezze richieste. 

Fukuoka lanciava praticamente i semi a caso in mezzo all’erba e lasciava che fosse la natura stessa a decidere se e dove far crescere le piante. Il suo sistema è oggi studiato in tutto il mondo, fosse solo perché i risultati ottenuti erano enormi se commisurati allo sforzo profuso.

All’improvviso Google.it

Il mio seme gettato a caso è stato l’inserire quel “Google.it” nel titolo e nel testo dell’articolo. L’ho fatto perché volevo parlare di come funziona il motore di ricerca che per l’appunto non è Google, ma Google.it (c’è una bella differenza). Il risultato non intenzionale è stato che due giorni dopo, domenica mattina, il mio articolo era posizionato nella prima pagina di Google per la ricerca Google.it e ci è rimasto per un giorno intero, prima di sparire l’indomani.

Pubblicata la cosa su facebook come aggiornamento di stato, ho preso una valanga di like e commenti entusiastici di amici, ma anche mezze critiche di colleghi che si chiedevano a cosa servisse posizionarsi per Google.it (come se lo avessi fratto a posta).

Freshness o effetto Sandbox?

Venerdì l’articolo era in seconda pagina per “come funziona Google”, sabato mattina è scomparso per ricomparire domenica in posizione migliore rispetto a venerdì. Lunedì è scomparso nuovamente e martedì mattina si trovava in ottantaduesima posizione, quindi è sprofondato.

Tutta quest’intermittenza mi fa riflettere sui sistemi algoritmici di valutazione e sul fatto che potremmo trovarci tanto in presenza di freshness, quanto di un effetto meno conosciuto, il sandbox, un (presunto) meccanismo di Google che mette in stand by un articolo anche per diversi giorni, a volte per settimane, allo scopo di studiarne le caratteristiche di fruizione.

Nei prossimi giorni cercherò di portare sull’articolo altri segnali come traffico, link (da social) e condivisioni, postandolo ogni giorno su Twitter, Linkedin e Google+ per una settimana.

Intanto continuerò a monitorare l’andamento in serp sia per la mia chiave di interesse che per quel Google.it posizionato in modo assolutamente non intenzionale.

Conclusioni

effetti non intenzionali seo
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Studiare i posizionamenti fortuiti è importante, perché ti insegna sempre qualcosa sul funzionamento di Google.it. Nel mio caso ero probabilmente l’unico ad aver scritto un contenuto del genere e ad averlo ottimizzato per quel “.it”. Certo la chiave non ha altra search intent che raggiungere il motore di ricerca, quindi non ha senso (forse giusto come vanity key), però vuoi mettere lo sfizio di poter dire a tutti che ci sei riuscito… e pure per caso?

A presto per altri aggiornamenti.