Cosa ho imparato nel 2016

by francesco 1.550 views0

Ho imparato che la paura non va combattuta, ma trascesa. Ho imparato a lavorare su meno progetti, ad un livello di profondità maggiore. Nel 2016 ho cambiato molte cose nel mio modo di operare, producendo studi più approfonditi che mai in termini strutturali, editoriali e strategici per i progetti su cui ho lavorato. Ho capito che una consulenza SEO non è mai solo una consulenza e che sul serio non esistono due progetti uguali.

Francesco 2016
Francesco 2016 (credits foto: Roberta Cammarano)

Ho imparato che il futuro della SEO è nell’analisi comportamentale oltre che in quella strutturale, perché le risorse di Google sono tali da consentire sempre più e sempre meglio di cogliere il reale interesse degli utenti rispetto al singolo contenuto. Ciò che fino a pochi anni fa era solo un sogno, oggi si avvera mentre scrivo queste righe, tra un calamaretto e una triglia.

 

Ho imparato che forse è arrivato il momento di assumere un bravo developer, perché da un lato vorrei sviluppare progetti miei e dall’altro mi piacerebbe curare i progetti dei miei clienti ad un livello di profondità tecnico maggiore, senza riferirmi sempre e solo al reparto tecnico di turno o alla mia rete di sviluppatori di fiducia (coi quali continuerò comunque a collaborare).

 

Ho imparato che nella maggior parte dei casi basta essere persone corrette e parlare chiaro per ricevere in cambio altrettanta correttezza e chiarezza. Per altro ho sviluppato un invidiabile sesto senso per le perdite di tempo, che comunque (e per fortuna) sono diventate rarissime.

 

Ho imparato che non c’è bisogno di sapersi vendere, ma di sapersi raccontare, ché le persone non sono stupide e se punti tutto sulla persuasione, vieni preso per un imbonitore più che per un operatore valido. Raccontarsi non significa celebrare la propria abilità nel risolvere casi impossibili, né mostrare di avere i denti più bianchi e il portfolio più solido, ma narrare se stessi giorno dopo giorno, semplicemente per quello che si fa e per come lo si fa… magari senza prendersi troppo sul serio.

 

Ho imparato ad esserci, quest’anno più che mai. Mentre i guru (quelli veri) costruivano il proprio successo sull’assenza e sulla distanza, io al contrario ho fatto del mio meglio per essere presente e rispondere sempre a tutti, facendo percepire il mio sincero interesse per i problemi che mi venivano sottoposti. È questo investimento autentico del tuo tempo che ti consente (e ti consentirà) di posizionarti come punto di riferimento nel tuo settore, non altro. O ci sei, o non ci sei.

 

Ho imparato a evitare di farmi scoppiare il cuore per fare il mio lavoro ed essere presente allo stesso tempo per TUTTE le persone che mi contattano ogni giorno, anche a Natale. Sono arrivato a sentirmi quasi mancare il respiro, in preda a stati tachicardici acutissimi. Sono finito steso in ambulanza a farmi visitare, finché non ho capito che sono solo una persona piccola con problemi piccoli che muove passi su sentieri tortuosi verso un mondo grande, ma di questo parleremo poi.

 

Ho imparato a godermi il viaggio. Certo ho ancora molta strada da percorrere e un’infinità di cose da imparare, ma ho le spalle un po’ più larghe, tanta voglia di fare, un sacco di buone domande e giusto un paio di lettori in più rispetto al 2015.

 

Il 2016 sta per finire. Noi qui si è appena cominciato.