Benedetta Rossi, un’analisi SEO… fatta in casa

by Francesco 165.723 views3

Oggi vorrei spendere due parole sui Foodblog, molti dei quali hanno risentito pesantemente in senso negativo degli ultimi quality update di Google, in virtù dei quali possiamo già considerare il 2017 come un anno da ricordare per la SEO.

Il famoso Panda Fred di cui tanto si parla da febbraio/marzo di quest’anno è un sostanziale cambiamento nel modo in cui Google valuta i siti web a livello della struttura interna e a livello dei segnali di rilevanza dall’esterno.

 

Vittime colpevoli!

È probabile che tu stia esperendo un sostanziale calo di traffico organico se:

  1. Almeno un terzo delle pagine sono ridondanti,
  2. Il tuo sito web  ha una sezione domande e risposte con migliaia di contenuti ottimizzati per lo stesso titolo oppure è un forum con migliaia di threads praticamente uguali, tutti indicizzati indipendentemente e non opportunamente gestiti,
  3. Il tuo sito web ha pubblicato decine (o centinaia) di migliaia di pagine tutte uguali, tutte povere di contenuto, in cui cambia solo il nome del professionista o dell’azienda che eroga un servizio.

Questo è quello che ormai conosciamo, avendo avuto modo di osservare decine di progetti web “vittime” di questo aggiornamento catastrofico. Alcuni imprenditori del web sono più colpevoli di altri rispetto a questo stato di cose, perché non puoi aspettarti che Google ti premi se acquisti altri siti web in un determinato settore e ne reindirizzi tutte le referenze in modo coatto (in modo tamarro) sul nuovo progetto, pubblicando sostanzialmente giganteschi elenchi di referenze duplicate e/o povere di testo e soprattutto già presenti altrove. Quante risorse di scansione pensi che Google ti darà gratis per roba simile?

 

Vittime innocenti!

Poi ci sono “vittime” tra cui diversi foodblogger che hanno sempre fatto un buon lavoro, ma che nel corso degli anni hanno commesso almeno due leggerezze:

  1. Hanno pubblicato ricette uguali (ridondanti) in momenti o per scopi diversi,
  2. Hanno scordato facebook negli altri pantaloni.

Negli ultimi mesi ho seguito un importante foodblog italiano e sono stato contattato da altri blog di cucina, tutti con lo stesso problema di calo nel traffico organico. I problemi riguardano sempre la struttura interna da un lato e la poca attenzione a quello che succede là fuori, nel resto del mondo.

Se sotto il profilo tecnico un SEO può fornire indicazioni utili in termini strutturali, non dovrebbe dimenticarsi di affrontare quegli aspetti della comunicazione che insospettabilmente possono fare la differenza sui motori di ricerca (e la fanno). Quella che ti propongo è un’analisi superficiale del sito web fattoincasadabenedetta.it che parte dagli aspetti strutturali per abbracciare le istanze di comunicazione, secondo me alla base del successo di visibilità di questo progetto, anche su Google.

 

Aspetti tecnici

Le pagine si aprono velocemente. Le tassonomie nel menu principale sono diverse da quelle di tanti altri blog di settore: Benedetta divide tutto in ricette salate e dolci, aggiungendo ricette creative, ricette veg, dolci al cucchiaio etc., seguendo le tendenze, ma soprattutto (credo) i suoi interessi. I primi piatti sono visibili nel tag cloud come tag e in effetti non si capisce benissimo il criterio con cui divide archivi per categoria e archivi tag.

Ad esempio:

Ricette creative è una categoria

Ricette senza glutine è un tag

Screaming frog riporta che il sito web ha una struttura di 2.227 pagine html, mentre l’operatore site: ne rileva 2.160, indicando un sostanziale allineamento tra le pagine indicizzate e quelle effettivamente presenti nella struttura, quindi Google vede grossomodo tutte le pagine del sito, almeno da quanto riesco a capire senza accedere ad Analytics. Le sottopagine degli archivi sono gestite correttamente, cioè sono aperte alla scansione e gestite con numerazione nei titoli e nelle descrizioni.

Non mi piacciono tanto i link agli articoli più visti presenti in tutte le ricette, perché fanno venir meno le caratteristiche di contestualità del singolo contenuto nel quadro di tutti quelli realmente correlati, presenti nello stesso sito web. A parte queste scelte che dal mio punto di vista rappresentano uno spreco, il sito web fa esattamente e molto bene il suo lavoro, mostrando ricette in modo semplice e davvero alla portata di tutti.

 

Aspetti comunicativi

Osservando il modo in cui Benedetta Rossi comunica in video, capiamo subito che ha proprio i tempi giusti. Non c’è dubbio che sia stato fatto un gran lavoro nel tempo per impostare la comunicazione in questo modo, come non c’è dubbio che alla base emerga la spontaneità di chi vuole raggiungere davvero le persone e ha capito come fare. Quasi 3 milioni di like su facebook sono il prodotto delle scelte giuste in termini di modelli comunicativi. Le video ricette in “Time laps” sul modello di Testmade sono esattamente il modo in cui oggi le persone vogliono fruire le ricette di cucina.

«Ciao Benedetta, mi è piaciuto molto il tuo video, ma era un po’ veloce, puoi passarmi il link alla ricetta?»

«Come no, eccolo!»

Capito il senso? 🙂

 

Conclusioni

Se perdi di vista questo dettaglio e ti concentri unicamente sui link interni e i contenuti ridondanti, non stai facendo una buona SEO, perché sai benissimo che ormai i motori di ricerca catturano segnali di rilevanza ad un livello più profondo che mai e compiutamente sociale. Faccio dunque i migliori complimenti a Benedetta Rossi per un progetto che vince perché è al passo coi tempi e soprattutto sa essere davvero un sito web di qualità.

 

Se poi vuol condividermi, sono ancora più contento!

🙂

  • Ciao cosa intendi con “articoli più visti”… quelli in fondo all’articolo e quelli nella barra a destra?

    • Ciao, mi riferisco ai “più popolari” nel sidebar.

      • Effettivamente il portale è un po ricco di link…. andrebbe fatta pulizia dei link non usati dagli utenti….