L’algoritmo dei rapporti umani

by francesco 1.466 views1

Guest post del mio amico David Di Segni, un fisioterapista che cura il suo progetto personale, meglio di come molti SEO curano il proprio. David avanza l’idea che Google cambi in modo tale che forse dovremmo affiancare all’investimento SEO, quello nella costruzione di buoni rapporti umani. Ho deciso di dargli spazio su Seogarden, perché penso che i tempi in cui viviamo non ci consentano di dargli torto.

l'algoritmo dei rapporti umani
l’algoritmo dei rapporti umani

Di David Di Segni

Qualcuno mi conosce, ma io non sono un Seo. Se mi affibbiassi questo titolo sarei uno dei tanti abusivi, e nella mia professione di Fisioterapista, sono abituato a combattere con abusivismo e approssimazione, per cui mi piace definirmi un amante delle sfide, e oggi Posizionarsi sui motori di ricerca, che è l’essenza della Seo, è una vera sfida.

Qualche anno fa Google era sensibile alla ripetizione di parole: bastava un grassetto, mettere le parole nascoste nel colore dello sfondo e Zac, eri li bello bello primo per la keyword che ti interessava.

Oggi invece, nonostante tutti o quasi abbiano capito l’importanza di un buon posizionamento, essere li tra i primi 2-3 risultati è diventata una sfida, un lavoro enorme con un investimento di tempo, soldi ed energie davvero elevato. Google è una azienda, e lavora per le aziende, e nonostante le nostre idee possano essere diverse, fa di tutto per avvantaggiarsi e rendere le serp una giungla in cui oltre ai primi 6 risultati (4 adwords + 2 organici) il resto è nulla. Conosciamo un po’ tutti la freddura “il posto più sicuro dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di google”, e sfido chiunque a confutare questa tesi. Più si va avanti, più l’algoritmo si affina e più i risultati posizionati sono una vera chimera.

Il mercato nazionale presenta ormai in ogni serp almeno 2-5 competitor con alle spalle Seo, più o meno bravi. Ciò comporta che nonostante il mercato sia bello vivo e pieno di opportunità, investire nella Seo può essere un vero bagno di sangue, in termini economici, perché facendo attività base, al di là delle keyword di coda lunga (comunque redditizie), è davvero complesso posizionare chiavi secche da 12.000 ricerche mensili. Parlo di investimento economico, perché per un professionista come me, perdere ore settimanali a scrivere articoli, fare link building/earning, tenere rapporti sociali, comporta comunque un’attività che richiede una spesa in termini di tempo davvero elevata. Come discusso in Fatti di Seo, il nostro fantastico gruppo, un investitore che delega completamente a un’agenzia la sua seo, otterrebbe forse un 40% in meno, rispetto a chi partecipa attivamente al suo progetto.

 

Ma Sta Seo, Ci serve davvero sempre?

Lasciando ad altri le tecniche Black Hat, mi sono chiesto dopo l’aggiornamento di febbraio e con il fantomatico “Fred” se vale la pena continuare ad andare dietro alle continue bizze del motore di ricerca.

Assistiamo ogni giorno a prove, test, in serp con ripercussioni su visite e visualizzazioni, che fanno bene al motore di ricerca. LUI migliora magari, ma si infischia bellamente del lavoro di chi sta ci dietro, che suda per scrivere contenuti, e spende denaro per mantenere un’infrastruttura, e che magari di punto in bianco vede calare le sue visualizzazioni. A parte le menate su tanti aspetti, passa un nuovo Algoritmo, e ciò che hai sempre fatto, che ti ha fatto salire e rendere orgoglioso, ti butta giù e tu lì a rimboccarti le maniche, per recuperare e risalire sulla ruota del criceto, a testa bassa, migliorando ancora, investendo ancora, magari defenestrando il povero seo che ti ha seguito e che non sa dove mettere le mani. Cerchi di capire cosa ha sbagliato e SE REALMENTE HA SBAGLIATO QUALCOSA.

Non so se vi siete resi conto, ma Siamo tutti dipendenti di Google, senza stipendio, senza contratto e a suo piacere, se vuole, nonostante le tue buone prestazioni ti può licenziare senza preavviso.

Proprio per questo mi sono guardato dentro, e mi sono reso conto che a furia di guardare la seo, avevo perso di vista i rapporti umani, le fonti di traffico UMANE. E per traffico non intendo solo coloro che visitano il sito, ma anche coloro che ti fanno convertire senza entrare nel sito. Nel mio caso un nuovo paziente che ti chiama inviato da un altro professionista, o da una signora che si è trovata bene e ha risolto il suo dolore. Questo modello, grazie a Google lo abbiamo spesso abbandonato focalizzandoci solo sul web, pensando che conti solo essere lì primi.

 

I rapporti umani

I rapporti umani, a differenza di Google non cambiano algoritmo, non fanno Test, e sopratutto se annaffiati costantemente, (un po’ come piace fare al buon Francesco Margherita) durano per sempre. Anche questi necessitano di investimento in termini di tempo o di denaro e forse in una strategia commerciale, dedicargli un 30% del proprio investimento può non essere un investimento sbagliato.

Nel mio caso specifico, ho deciso di assumere una nuova figura che faccia proprio questo, un SEO dei rapporti umani, una persona che “giri” in cerca di nuove opportunità per stringere nuovi contatti, e mi crei un’alternativa per convertire, anche senza Google, ricordandoci che IL BUON LAVORO PAGA SEMPRE.

 

La qualità

La qualità, sia quella di un servizio, di un articolo del blog, come quella di un rapporto umano è fondamentale, e Google lo sa bene, tanto che spinge sempre sull’acceleratore, mettendoci nelle condizioni di migliorare il nostro progetto, pronendo paletti sempre nuovi, mietendo vittime illustri e comunque stressandoci e facendoci alzare sempre più l’asticella. Non c’è più spazio per la mediocrità, o sei il top, o non ci sei. Stop.

Mi chiedo ora e vorrei sapere che ne pensate:

ma dato che al top possono esserci solo 2-3 siti in ogni serp, tutti gli altri muoiono o sono destinati a morire?

No, se investiamo anche su altri canali, e forse prendiamo meno sul serio il motore di ricerca, che può essere la nostra gioia o la nostra morte professionale…

Io mi sono un pochino stancato di correre sulla ruota del criceto, e Tu?

Stavolta con l’aggiornamento ti è andata bene, poi magari tra 6 mesi scendi. Che fai?

ecco, una riflessione…

  • Franci

    Grazie, bellissimo post che voglio proprio condividere!